L’assecondare i propri impulsi, il rinnegarli, il gestirli conoscendoli

D – Anche le forme maniaco-sessuali hanno qualcosa a che vedere con i discorsi che avete fatto sull’esperienza?

Certamente, diciamo che può rientrare nel tipo di esperienza che l’individuo compie per comprendere una determinata cosa, come tanti altri tipi di esperienza.

Certamente non si può dire che sia una cosa bella, senza dubbio, probabilmente quel tipo di pensiero e di impulso è proprio quello che deve insegnare che la cosa non è bella e che non è il modo giusto per affrontare la situazione, che non è il modo giusto di vedere la situazione e che è un punto di vista totalmente egoistico, e quindi va superato. Georgei

D – Quindi c’è uno sforzo continuo per rimediare a questo…

Il fatto che tu possa rinnegare quello che senti non fa altro che aumentare i tuoi sensi colpa e quindi peggiorare la tua situazione all’interno.
Diciamo che la via dell’assecondare i propri impulsi per un individuo di una certa coscienza deve essere l’ultima, l’estremo modo per arrivare a comprendere perché è un gettarsi contro la sofferenza, e sapete che la sofferenza è l’ultima arma che usa l’esistenza per far arrivare a comprendere un individuo.

Io non dico che bisogna assecondare questo impulso, io dico che non bisogna rinnegarlo, non bisogna nasconderselo, non bisogna gettarselo lontano per non vederlo, dimenticarlo e via dicendo perché questo non fa altro che lasciarlo sepolto al proprio interno ed agire al di là della propria consapevolezza senza quindi poterlo in qualche modo controllare.

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Tutto quello che l’individuo deve imparare è sempre difficile, per piccolo che possa essere, voi ridete magari per gli sforzi che fa un bambino a scrivere una A su un quaderno appena ha cominciato a scrivere, perché dite magari: “Guarda un po’, quel bimbo per una cosa così piccola che tragedie sta facendo, sembra stia facendo chissà che cosa”, ma è una cosa che il bambino non sa e quindi è un grande sforzo quello che sta compiendo, e così tutti gli sforzi che l’individuo deve compiere durante la sua vita sono sempre grandi sforzi, per quanto agli occhi di chi osserva e che ha già compiuto quelle cose, gli sforzi possono sembrare piccoli.

Voi, a volte, e questo è un comportamento tipico che avete, osservate gli altri – a parte che poi indulgete così spesso a criticare anche gli altri – a vedere negli altri cose che secondo voi sono giuste o sbagliate, e via dicendo, ma siete proprio portati a guardare gli altri e a dire: “Ma guarda, guarda quella persona, ha tutto quello che vuole: ha soldi, ha una bella famiglia, una bella macchina, e ha tutto ciò che possiede, è felice, ha una villa, ha là, su e giù, e poi non riesce a fare una cosa che è così semplice, non la vuole fare, eppure non è poi così difficile, riesco persino a farla io che non ho tutto quello che ha lui, la vita tranquilla che ha lui, la possibilità e il tempo che ha a disposizione lui”.

E non vi rendete conto che per quella persona, nonostante tutte le cose che ha, quella piccola e semplice cosa, in realtà, è grande come una montagna, e tendete a giudicare in base a questi fattori, giudicando, naturalmente, sempre che quello che dovete fare voi è sempre più gravoso rispetto a quello che devono fare gli altri, e questo non è vero. A voi, i vostri problemi, sembrano sempre molto più grossi di quello che riguardano gli altri. “Oh, mi è capitata tra capo e collo una cosa, una cosa enorme, difficile che proprio mi tormenta, guarda invece quella persona che potrebbe star bene e che per delle sciocchezze si sta rovinando la vita”.

Ma non sono sciocchezze per quella persona, cari miei, sono cose importanti e gravi quanto quella vostra che a voi sembra più grave di quella, ma per quella persona sembra molto più grave la sua della vostra, rendetevene conto.
Tutto ciò che turba è importante e grave per la persona che è turbata. Georgei


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5 commenti su “L’assecondare i propri impulsi, il rinnegarli, il gestirli conoscendoli”

  1. È una regola basilare quella di non nascondere i propri impulsi se l’intento è quello di progredire. Anzi, più che non nasconderli, mi viene da dire cercarli: attraverso essi è la possibilità di innesco di conoscenza, consapevolezza, comprensione. E non ci sono ne belli e brutti ne buoni ne cattivi, si presentano quelli a ciascuno funzionali

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  2. Molto chiaro Georgej, grazie. L’ultima frase riassume quale deve essere l’atteggiamento da adottare di fronte alle nostre e alle altrui difficoltà.

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