Le razze e la reincarnazione [IF44-1focus]

Tra i concetti che più spesso ricorrono nei nostri discorsi, allorché parliamo di evoluzione, vi è il concetto di razza, indispensabile da tener presente sia per ciò che riguarda il percorso evolutivo dell’individuo sia per ciò che riguarda, invece, il percorso evolutivo dell’essere umano.

Ma in che ottica usiamo il termine “razza” e quali sono le implicazioni che lo definiscono e che ne delimitano il cammino?

Noi intendiamo per razza uno scaglione di anime che, giunto alla soglia dell’incarnazione umana, inizia a incarnarsi su di un pianeta sotto forma di essere umano al fine di raggiungere il completo sviluppo della coscienza.

Queste anime o individualità son accomunate da necessità evolutive simili e si incarnano sul pianeta per circa 50.000 anni, periodo di tempo approssimativo durante il quale la razza compie il suo cammino all’interno della vita umana, sottostando alla legge di reincarnazione, cioè alla necessità di vivere più di una vita nel corso di quel lungo arco di tempo.

Perché vivere più vite?

  • In primo luogo perché non è possibile ottenere il totale ampliamento della coscienza in una vita sola: il corpo della coscienza, o corpo akasico, ha bisogno di scontrarsi con situazioni diverse, in ambienti diversi e sotto istanze diverse per comprendere se ciò che crede di avere acquisito è reale e definitivo oppure no.

    È evidente da questo il perché abbiamo affermato che la media di tempo che intercorre tra un’incarnazione e l’altra sia di 350 anni: in un tale lasso di tempo la società è mutata sia a causa della sua evoluzione spontanea, sia per l’incarnarsi di entità che hanno compreso certi elementi e che, perciò, daranno il via – con il loro più ampio sentire – a condizioni diverse in cui chi si viene a inserire con una nuova incarnazione riceverà gli stimoli adatti a dargli la possibilità di comprendere nuove sfumature e, quindi, di ampliare a sua volta il proprio sentire.
  • In secondo luogo non va dimenticato che tutto, nel creato, tende all’equilibrio e che la comprensione è il più grande fattore d’equilibrio che esista.
    Nel corso delle varie vite, a causa dell’incomprensione, si subiscono o si compiono azioni dannose non solo per se stessi ma anche per gli altri. Ecco, allora, che grazie alla legge del karma (o legge di causa-effetto) vi è la possibilità da parte del corpo akasico sia di comprendere (e quindi trovare un nuovo equilibrio interiore) i propri errori precedenti, sia di rincontrare quelle individualità che già si erano incontrate e con le quali si erano stabiliti degli squilibri dovuti ad azioni errate a causa della non-comprensione del momento.

Si vede, così, che la reincarnazione è un elemento necessario all’evoluzione dell’individuo in quanto offre questa possibilità di incontrarsi nuovamente con le altre individualità con le quali si era creato un legame karmico.

Letture per l’interiore (nuova versione 2021): ogni giorno, una lettura spirituale breve del Cerchio Ifior e del Cerchio Firenze 77, su Whatsapp e su Telegram.

Le razze si susseguono sul pianeta l’una all’altra, ma non accade che una razza finisca il suo ciclo evolutivo e, subito dopo, un’altra razza inizi la sua avventura evolutiva: in realtà vi è una sovrapposizione temporale poiché quando una razza giunge intorno alla metà del suo ciclo incarnativo ecco che una nuova razza inizia a incarnarsi.
Perché vi è questa sovrapposizione di razze?

Principalmente perché, anche se in maniera inconsapevole, la razza che ha iniziato prima la sua incarnazione preparerà l’ambiente che accoglierà la razza successiva, dettandole le istanze evolutive in quanto l’ambiente e la società in cui la nuova razza si troverà a vivere rifletterà le comprensioni che il sentire della razza precedente avrà raggiunto in quel momento, offrendo delle mete che spingeranno la nuova razza nel suo percorso evolutivo. Baba (Continua)


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