L’educazione religiosa dei figli e i sacramenti

D – È nato una divisione anche piuttosto forte, in famiglia, sul discorso dell’educazione religiosa, o della pratica religiosa, rispetto ai figli e questo ha causato uno scontro con i miei suoceri, al punto che ora c’è un ostacolo forte nella comunicazione.

Vedi, figlio, questo è un problema certamente non facile da affrontare, specialmente per chi, come voi, è anni che segue le nostre parole. Si contrappongono da una parte quelle che sono le vostre idee, e in parte anche il vostro sentire, e quelle che sono dall’altra parte le idee, e forse anche il sentire, di altre persone con cui avete un rapporto necessariamente stretto, essendo famigliari.

Ora, il problema religioso non è in realtà un problema poi così grande. Certamente, così come è posto il vostro apparato religioso, una Comunione o una Cresima non hanno più ormai alcun vero senso, perché nessuna «comunione» può essere portata veramente avanti con l’Assoluto – o con l’idea dell’Assoluto che la religione propone – se non vi è un sentire da parte della persona che entra in contatto; altrimenti resta soltanto una cosa formale e nulla più.

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D – Sì, infatti, se bisogna continuare ad adeguarsi ai formalismi, in questo caso la questione della religione è un discorso molto importante come scelta personale...

Certamente. Diciamo che, come logica di questo ipotetico rapporto tra l’individuo e la «comunione» con l’Assoluto, in quest’ottica questo tipo di comunione può avvenire soltanto non imposta dall’esterno, non presentata come apparato scenico, ma attraverso una comunione che in qualche modo passa attraverso a un afflato di desiderio, di amore, di spinta verso questo contatto.

Quindi, secondo logica, dovrebbe essere fatta soltanto nel momento in cui l’individuo che è posto di fronte a questo frangente abbia tutta la consapevolezza, la volontà e il desiderio di farlo, altrimenti – ripeto – non ha alcun valore e diventa soltanto una questione puramente formale.

E, su questo, penso che siamo d’accordo. Però il problema non è questo; il problema si pone nel momento in cui questa messa in atto in qualche modo delle idee che avete recepito in questi anni si scontra e provoca degli attriti con persone che la pensano diversamente.

Ora, certamente, se le persone sono persone con cui si ha un rapporto limitato, senza dubbio è giusto seguire sempre e comunque le proprie idee perché, alla fin fine, i propri figli rientrano nella propria sfera d’azione, nella propria sfera di responsabilità.

Ma se queste persone, se queste figure di genitori hanno una certa importanza, non tanto per voi quanto per i bimbi (in qualità di nonni, ndr), è più giusto portare avanti [una opposizione a] un aspetto formale che, come tale, ha un’importanza molto relativa, arrivando a creare problemi di rapporto con questi genitori e problemi per i figli, o è più giusto invece assecondare i genitori che vogliono un certo tipo di cerimonia formale e facendo invece in modo da far comprendere ai figli quanta è la formalità di quella cerimonia e di come la comunione con l’Assoluto vada ricercata individualmente in maniera molto diversa quando sarà il momento?

Quindi, in parole più semplici, l’importante è chiedersi se è più giusto assecondare – tenendo conto anche dei bisogni dei bimbi – quelle che sono delle idee ritenute sbagliate degli altri allorché si fermano soltanto a un aspetto formale che poi, alla fin fine, non ha una grossa importanza e non può poi provocare grossi danni.

Secondo il nostro punto di vista, se non vi sono problemi è molto meglio aspettare a far fare la comunione ai figli quando sono consapevoli di ciò che fanno, ma è altrettanto giusto, se non vi è la possibilità di non scandalizzare, turbare, creare dei conflitti con gli altri, accettare certi rapporti formali perché tanto, interiormente, per se stessi nulla cambia però potrebbe dare più pace e più tranquillità all’interno dei rapporti.

Potrebbe sembrare che noi suggeriamo una sorta di ipocrisia, con un comportamento del genere, ma non è così; credetelo, figli. E’ soltanto un’accettazione, una comprensione del limite dell’altro, per cui oltre certi limiti ci si rende conto che l’altro non può accettare, comprendere, e quindi chi più conosce, chi più sa, chi più comprende necessariamente deve andare incontro ai bisogni di chi ha meno possibilità di comprensione.

D – Comunque resta il fatto che questa predisposizione di questi genitori subentra anche in altre situazioni di rapporto, per cui la nostra situazione è quasi di sottomissione perché entrano sempre con un imperativo a dire: «Coi bambini fate così», cioè questa relazione non è molto tranquilla e rilassata.

Questo è naturale che succeda perché mentalità e generazioni sono diverse, ma nulla impedisce di dire: «Sì, si, sì» e poi fare quello che ritenete giusto. Perché dire «no»?
Loro poi non sono in casa con voi; possono vedere poi, a conti fatti, quello che è successo; però, d’altra parte, siete voi i genitori e siete voi che dovete decidere.

Potete tener conto o meno dei consigli che vi vengono dati, ma la responsabilità è vostra perché, nel momento in cui avrete commesso un errore, sarete voi i responsabili di fronte a voi stessi, non saranno certamente i nonni.

Il problema è che, forse, c’è la tendenza dell’Io a reagire e mettersi in modo conflittuale nei confronti delle idee degli altri. Le idee degli altri vanno ascoltate e dire: «Potrebbe anche essere così; ci penserò» e poi deciderete in base a quello che ritenete giusto, che può essere adeguato a quanto vi viene chiesto dai nonni o può essere completamente diverso, adeguato a quello che invece ritenete giusto voi. Moti


4 commenti su “L’educazione religiosa dei figli e i sacramenti”

    • Non ci sembra abbiano mai parlato specificamente dell confessione.
      Banalmente pensimo si possa pensare he la confessione può servire certo non per lavarsi la coscenza quanto per prendere consapevolezza di ciò che sta dietro alle proprie azioni.
      Indubbiamente la confessione è stata strumentalizzata dalla Chiesa per aumentare il proprio potere sia sui singoli che sulle istituzioni… ma questo è un nostro pensiero, non qualcosa detto dalle Guide!

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