Il corpo mentale, le sue funzioni, l’origine del pensiero (cm1)

Premessa
Nel volume La fonte del desiderio e delle emozioni avevamo parlato del piano astrale e delle multiformi caratteristiche della materia che lo compone, cercando di spiegarvi che su quel piano detta materia è particolarmente sensibile a quelle che sono le vibrazioni corrispondenti alle emozioni, cosicché una forte emozione provata dall’individuo incarnato sul piano fisico arriva, attraverso il suo corpo astrale, a ripercuotersi sul piano astrale, inducendo trasformazioni repentine e ingannevoli sulla materia astrale circostante.

Come è possibile farvi capire veramente cosa voglia dire questo mutare delle forme?
Com’è possibile darvi il senso della materia che si modella, si fonde, si plasma, cambia colori improvvisamente, in un caleidoscopico mutare delle sue qualità?
Probabilmente soltanto il paragonarlo alle più moderne tecniche cinematografiche e all’elaborazione computerizzata dell’immagine che viene effettuata sempre più in larga scala nella produzione dei vostri filmati può portarvi relativamente vicini a comprendere questo stupefacente adeguarsi della materia astrale alle vibrazioni delle vostre emozioni!

A ben pensarci, voi che vivete l’epoca attuale siete, senza dubbio, più preparati e adatti a comprendere tale realtà di quanto lo sia stato io nella mia ultima incarnazione, dal momento che per me, monaco di alcuni secoli fa, il concetto di cambiamento e di trasformazione era alquanto inconsueto: le caratteristiche del quel presente, grazie ai ritmi molto più lenti della vita di allora, sembravano dover durare in maniera stabile nel tempo, dalla monarchia alla religione, dalla morale alla scienza; il tempo stesso sembrava scorrere in una maniera più lenta, fornendo una particolare dimensione interiore all’essere umano.

Non era certamente, quello, un tempo di veloci cambiamenti come quello che state vivendo attualmente, nel corso del quale ciò che è vero oggi tra un’ora può non esserlo già più: il fratello che prestava la sua opera per miniare un codice vedeva le sue giornate scandite dal ritmo con cui quella piccola opera d’arte, magari di pochi centimetri quadrati, procedeva nel corso delle molte giornate di lavoro occorrenti per portarla a compimento. Attualmente è possibile eseguire un’opera simile a quella in pochissimo tempo grazie alle tecnologie moderne, e già questo può fornirvi un’idea delle diverse dimensioni temporali soggettive delle due epoche.

Com’è inevitabile, alcune cose sono andate perse in questo cambiamento frenetico: ad esempio l’esercizio della pazienza, l’amore per i dettagli, il gusto della creazione alla ricerca dell’appagamento più profondo che nasce dalla soddisfazione di veder crescere, poco per volta, il frutto del proprio lavoro e del proprio ingegno.
La moderna concezione della vita e del tempo porta con , ovviamente, degli svantaggi ma, indubbiamente, anche dei vantaggi, e quello di poter certamente capire, meglio di come avrei potuto fare io, la realtà proteiforme del piano astrale è uno di questi vantaggi. Neppure voi, però, potete avvicinarvi minimamente a comprendere ciò che accade allorché, abbandonato il piano astrale e la sua materia in ebollizione, si arriva ad osservare la realtà del piano mentale.

I fratelli maggiori mi hanno assegnato il compito di farvi da guida per cercare di fornirvi un’idea della realtà di questo piano… ahimè, è come chiedere a un muto di spiegare a gesti a un cieco il teorema di Pitagora!
Perdonatemi, dunque, se non saprò essere sempre adeguato al mio compito o se non riuscirò ad usare nel modo migliore e più comprensibile per voi quel grande dono che l’Assoluto ha voluto concedere ai suoi figli: la parola.

Mi tranquillizza il sapere che, nonostante la mia probabile inadeguatezza al compito che mi hanno assegnato, la vostra vita non sarà danneggiata se anche non riuscirò a farvi comprendere il piano mentale e che percorrerete, comunque, la vostra strada, così come la percorrono, comunque, tutti coloro che non arrivano né arriveranno mai a trovarsi al cospetto delle Guide.
D’altra parte se c’è una cosa che ho imparato e creduto fino in fondo nella mia vita da monaco è che veramente, senza alcuna ombra di dubbio le vie del Signore sono infinite. Andrea

Il corpo mentale, le sue funzioni, l’origine del pensiero 

Riprendiamo un attimo le fila di quanto detto a proposito del piano astrale, cercando di sottolineare quanto è valido anche per il piano mentale e quanto, invece, è peculiare solo di questo piano.

Anche il piano mentale è costituito di materia che si va formando grazie all’aggregazione di quell’unità materiale di base della materia mentale che abbiamo definito in passato unità elementare mentale.
La materia del piano mentale – analogamente a quanto avevamo detto per il piano astrale – è suddivisibile (per comodità teorica) in sette sottopiani classificabili in base alla densità della materia mentale che li compone. Si va così dal sottopiano di materia più densa (oltre il quale si arriva alla materia astrale) a quello meno denso (oltre il quale si arriva alla materia akasica).

Come la materia del piano astrale possiede la capacità di mutare e trasformarsi sotto la spinta dei desideri e delle emozioni rispondendo alle sollecitazioni emotive che provengono dall’esperienza vissuta sul piano fisico, altrettanto accade per il piano mentale. In questo caso, però, è il pensiero a indurre trasformazioni nella materia mentale che risponderà sollecitamente ad ogni pensiero emesso da un corpo mentale, mettendo in essere particolari caratteristiche come, ad esempio, la possibilità, per chi è disincarnato e consapevole sul piano mentale, di poter arrivare a conoscere tutto quello che nel passato dell’uomo è stato conosciuto con l’ausilio della sola spinta del desiderio di conoscere.
E’ evidente che anche su questo piano la spinta ad agire è fornita dal desiderio e, quindi, dai bisogni del corpo akasico: senza di essa l’individuo non si muoverebbe e la vita dei suoi corpi sui vari piani sarebbe estremamente statica.

Ritornando un attimo alla suddivisione in sottopiani del piano mentale, possiamo sostenere che:
i piani inferiori, quelli più densi, hanno influenza principalmente sulle funzioni fisiche e fisiologiche (nonché su quelle astrali) del corpo dell’individuo oltre che sull’uso del linguaggio e delle parole,

– mentre quelli più sottili forniscono all’individuo le capacità di pensiero, ovvero le capacità di elaborazione, di sintesi, di correlazione e via dicendo, tutte quelle capacità, insomma, che solitamente – per chi non è addentro come voi all’insegnamento esoterico – vengono erratamente attribuite al cervello.

Il cervello, invece, non è il produttore del pensiero: esso costituisce il principale punto di contatto del corpo fisico con il corpo mentale, è una sorta di ricettore, di traduttore di ciò che il corpo mentale elabora, ed ha il fine di rendere possibile all’individuo incarnato di esternarsi sul piano fisico e di relazionarsi sia con la complessità esterna che con la personale complessità interiore.
E’ attraverso il cervello (ma non solo, perché la materia mentale contatta anche direttamente tutti i punti del corpo fisico mettendo in atto meccanismi locali di autodifesa fisiologica, per esempio) che il corpo mentale influisce sul corpo fisico, lo fa muovere e agire per seguire ciò che i pensieri che il corpo mentale ha elaborato lo inducono a sperimentare nel corso della vita.

Se vi chiedessi a cosa serve il corpo mentale sono certo che tutti voi rispondereste che serve per pensare ed io non potrei che assentire, tuttavia il corpo mentale è più complesso e ha altre importanti funzioni oltre a quella di elaborare il pensiero, funzioni che osserveremo più avanti.
D’altra parte per quanto riguarda il pensiero potreste commettere l’errore che esso abbia la sua nascita, la sua genesi, all’interno del corpo mentale, mentre in realtà non è così:

il pensiero nasce e viene a formarsi sotto la spinta dei bisogni di comprensione dell’akasico e, ancora più precisamente, sono le vibrazioni akasiche che, interagendo con la materia mentale, mettono in moto all’interno di essa quell’insieme di vibrazioni che porta la materia mentale ad elaborare quella forma di dati concatenati che costituisce quello che comunemente viene definito pensiero.

Ma vedremo in seguito di fornirvi un quadro un po’ meno che approssimativo di come e perché ciò avvenga, sperando di riuscire ad essere il più chiaro possibile in un campo difficile da spiegare mettendolo alla portata di individui incatenati alla fisicità.
Naturalmente anche per il corpo mentale è valido quanto detto per il corpo astrale: esiste un’atmosfera mentale ed esiste un ambiente mentale; le loro caratteristiche generali sono rapportabili a quanto detto per il corpo astrale e fisico (Ndr: vedere il volume La fonte del desiderio e delle emozioni) e su di esse non ha molta importanza soffermarci più che tanto, se non per sottolineare che l’ampiezza e la forza di quest’ambiente e di questa atmosfera sono direttamente riferibili alla qualità e alla forza delle vibrazioni emesse dalle materie che compongono il corpo mentale dell’individuo incarnato. Andrea


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