Il ricordo delle vite precedenti: la legge dell’oblio (IF23)

Insegnamento filosofico 23
Molto spesso ci si chiede perché il ricordo delle vite precedenti non accompagna l’individuo nel corso delle sue incarnazioni, e questo, potrebbe in un primo momento anche apparire non giusto, in quanto il fatto di avere dei ricordi degli errori compiuti potrebbe aiutare a far sì che quegli stessi errori non vengano più compiuti.
Ma, in realtà, non è così, esiste la legge dell’oblio che fa dimenticare, al momento della nuova incarnazione, tutto ciò che si è stati, e questo è molto giusto: infatti se si ricordassero tutte le azioni compiute nel corso delle vite precedenti, se si avesse coscienza di tutte le cattiverie, di tutte le meschinità che si sono commesse, dei tradimenti, degli omicidi, delle violenze e via dicendo, l’individuo vivrebbe la sua nuova vita o con grandissimi sensi di colpa che gli impedirebbero di agire, oppure tormentandosi continuamente nel dolore e nella sofferenza.
Mentre invece non sapendo quello che è costata la propria evoluzione, cioè tutti i passi necessari (anche se brutti e dolorosi) che si sono dovuti attraversare, si può vivere la vita partendo da una base di serenità, affrontando tutte le esperienze come se fossero nuove.
Se non vi fosse la legge dell’oblio di fronte ad ogni esperienza che proponesse una scelta dolorosa di qualche tipo, inevitabilmente, l’individuo si fermerebbe e il fermarsi è sempre un danno per l’evoluzione: è molto meglio sbagliare piuttosto che non sbagliare non facendo nulla.
Lo scopo delle vite è quello di prendere coscienza di un determinato stato interiore, e per far questo è necessaria l’azione, azione che verrebbe inibita, bloccata, frenata dal ricordo di esperienze negative vissute in epoche precedenti.
Soltanto quando l’individuo avrà raggiunto una buona evoluzione e di conseguenza un certo equilibrio interiore, allora, qualche ricordo potrà affiorare, anche se questo affiorare sarà soltanto a livello di sensazione; d’altra parte bisogna ancora considerare che certe attrazioni per epoche storiche, per determinati paesi e paesaggi molto spesso sono motivati dal fatto di aver vissuto in quell’epoca o in quel paese, e questi sono i primi pallidi riscontri dei ricordi che stanno affiorando. Andrea

Sta scritto nelle parole della Bibbia una piccola frase, piccola ma densa di significato, una piccola frase che rispecchia perfettamente l’insegnamento che noi vi andiamo dicendo.
Questa piccola frase così dice: “Non v’è memoria alcuna dei giorni che innanzi a noi sono stati, così come non vi sarà alcuna memoria nel tempo avanti per coloro che appresso a noi verranno”.
Questa piccola frase racchiude in sé l’essenza dell’insegnamento riguardante il tema della reincarnazione, e in particolare la “legge dell’oblio”. Infatti la misericordiosa legge dell’oblio permette alla goccia divina, all’atma buddhico, di poter proseguire nel proprio cammino evolutivo senza il timore di grossi sconvolgimenti interiori.
Infatti se non vi fosse la legge dell’oblio, quanti problemi sorgerebbero per ognuno di voi, problemi che si aggiungerebbero a quelli non indifferenti che la vita di tutti i giorni vi para innanzi!
Il pensare, magari, di essere stati dei compagni di viaggio infedeli, di essere stati degli assassini, dei truffatori, di essere stati degli arrivisti, il pensiero di essere stati degli individui dediti alla sola materialità, senza scrupoli e rispetto per gli altri, renderebbe pesanti i vostri giorni che già sono minati dalle difficoltà che la vostra società, il vostro mondo, il vostro stesso modo d’essere vi propongono.
Ed anche il non sapere quello che vi aspetterà, ha in sé lo stesso senso, e non solo, ma permette alla goccia divina, all’atma buddhico, di trattenere dentro di sé tutto quello che oggi ha raggiunto, per poterlo poi verificare nel momento giusto, nell’occasione giusta, quando le condizioni si mostreranno adatte e sarà possibile compiere l’intero ciclo evolutivo. Michel


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7 commenti su “Il ricordo delle vite precedenti: la legge dell’oblio (IF23)”

  1. Trovo estremamente interessante questo post, perché spesso mi sono ritrovata a pensare al fatto che mi sarebbe piaciuto avere qualche ricordo, non riflettando appunto su quali nefandezze “abbia fatto” in vite passate, c’è spesso una coloritura bucolica, romantica e assolutamente illusoria delle vite passate e questi fondamentali post, riportano a quello che realmente è. Grazie!

  2. Rispetto a quanto dice Sandra aggiungerei dal mio punto di vista che c’è un momento in una delle vite dove si matura la comprensione di ciò che si può essere stati, dallo stupratore all’assassino e via dicendo e da lì in poi il passato non fa più paura.
    C’è una accettazione e i ricordi delle nefandezze non avranno più il loro potere inibitorio sull’azione.

  3. Sai che ingombro se dovessimo conoscere le nostre vite precedenti!!! Mai avuta questa aspirazione, concordo perfettamente con le Guide

  4. Il desiderio di avere informazioni sulle vite passate è puramente mentale. Anche io sono passata attraverso questa fascinazione, presto allontanata e mai investigata perché intuivo come non utile. Grazie.

  5. Concordo con Catia!
    Reputo estremamente condivisibile il fatto che i ricordi sarebbero stati solo da intralcio al procedere esperienziale, unica strada per l’evoluzione.
    Grazie

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