La creazione della realtà nei millenni [A97]

Se vi sembra che noi non stiamo dicendo più niente di nuovo avete ragione, forse anche più di quanto voi stessi potete immaginare!

Non vi è nulla, infatti, tra le molte cose che abbiamo detto nel corso di questi molti anni che non sia già stato detto in precedenza in altri tempi e in molti luoghi, attraverso i secoli dell’evoluzione umana e i continenti che l’uomo ha popolato nel corso del suo cammino evolutivo.

Ovunque, dall’Europa alle Americhe, dall’Asia all’Africa fino all’Australia le nostre parole trovano, nel tempo e nello spazio, assonanze evidenti per chi voglia e sappia ricercarle con mente libera da preconcetti e preclusioni. Moti

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La creazione del mondo, in un’accezione risalente nei millenni agli splendori dell’egizia Menfi, è avvenuta per opera di Ptah che diede il via alla costituzione di esso attraverso a otto emanazioni, elaborate dal suo cuore e dal suo pensiero e governate dalla parola.

Non si può non notare la similitudine di questa concezione con molti nostri concetti: dalla Vibrazione Prima, matrice della Realtà cosmica, all’impiego del Simbolo come meccanismo di comunicazione e di sviluppo delle molteplici componenti del Cosmo.

Nell’estremo Oriente la dottrina del Tao ha indicato in questo principio, indescrivibile e inconoscibile, la spinta che porta alla creazione del mondo attraverso l’azione della duplicità e dell’ambivalenza complementare fornita da Yin e Yang.

Oltre alla concezione di un Assoluto difficilmente concepibile e comprensibile nella sua vera essenza e totalità dalla mente dell’uomo ecco presentarsi ancora, con evidenza, la vibrazione come forza creatrice e la nascita della Realtà che prende forma attraverso il suo moltiplicarsi e il suo interagire con gli opposti che contiene, apparentemente in contrasto tra di loro ma, in realtà, tesi a conservare e mantenere costante l’equilibrio energetico all’interno dell’ambiente cosmico.

Nell’induismo si può trovare la concezione che la creazione del mondo in tutte le sue componenti è governata dalla triplice azione messa in atto dalla contemporanea influenza sulle materie della realtà da parte dell’energia congiunta di Brahma, Visnù e Shiva, personificazioni delle forze creatrici, conservatrici e distruttrici, che pervade l’intero cosmo e agisce su di esso creando, preservando e distruggendo in funzione del mantenimento di un equilibrio che si presenta sempre mutevole e sempre diverso nelle sue componenti, ma costante nella sua totalità.

Nei Veda si parla del respiro creatore di Brahma che, nel suo percorso ciclico dall’emissione all’immissione del respiro forma e scioglie le realtà materiali che crea nel suo percorso generatore. E cos’è il respiro se non ciò che noi abbiamo definito un ciclo energetico vibrazionale? Ancora una volta il parallelo con il concetto di Vibrazione Prima e di equilibrio e conservazione dell’energia sono facilmente individuabili.

Nella Qabbalah, semplificando la complessità non indifferente di questo testo, viene detto che la Causa Prima si mette in moto e crea il mondo attraverso l’emissione di una prima luce che genera a sua volta una molteplicità di altre luci le cui interazioni portano all’organizzazione e alla costituzione del cosmo. Ancora una volta, con tutta evidenza, ci troviamo di fronte alla presenza del concetto di Vibrazione Prima e della sua opera modellatrice della realtà.

Gli stessi agganci possiamo trovarli sia nell’Antico che nel Nuovo testamento: nella Genesi viene affermato: Dio disse: “Sia la luce” e la luce fu, mentre Giovanni afferma che nel principio era la parola e per mezzo di essa è stata fatta ogni cosa, di cui è parte generatrice e indispensabile per l’esistenza degli elementi del reale.

Ci troviamo davanti, in maniera indiscutibile, al concetto di vibrazione come elemento di base della struttura della Realtà, dal momento che la luce è un vibrazione, così come lo è l’emissione di parole, e quest’ultimo concetto include, evidentemente, anche i concetti di Simbolo e di Comunicazione che stiamo esaminando in questi ultimi tempi.

Questo parallelismo tra le nostre parole e quelle dette in passato da altre fonti non è riscontrabile, però, solo nelle grandi e strutturate teorie cui abbiamo appena accennato, ma anche in una miriade di altre concezioni più semplici.

Ad esempio, presso alcune tribù di nativi d’America esiste la concezione della creazione del mondo effettuata da parte di “Colui che vive sopra” il quale, attraverso la creazione della luce diede il via all’intero universo.

Oppure, ancora, secondo gli aborigeni australiani, la creazione di tutte le cose è avvenuta attraverso l’operato di creature totemiche che, attraversando il mondo informe lo hanno modellato con parole e suoni fino a dare loro forma, consistenza e peculiarità.

È pressoché inutile sottolineare nuovamente come, anche in queste forme meno complesse e strutturate di spiegazione della nascita della Realtà, ancora una volta l’elemento creatore di base possa essere individuata nella vibrazione, sia essa concepita come luce che come parola o, addirittura, come note musicali. Ombra

Ecco così che siamo noi stessi ad affermare che le nostre parole non sono estremamente originali nel contenuto, anche se mi sembra di poter dire che il nostro modo di presentarvi concezioni antiche come il mondo e la prospettiva in cui ve le presentiamo, possieda una buona dose di originalità. Senza dubbio, creature, la rappresentazione della realtà che vi abbiamo prospettato, specie in questi ultimi tempi, è molto meno poetica e meravigliosa di quella presentata in passato nelle varie epoche.

D’altra parte non poteva essere che così, dal momento che ci rivolgiamo all’uomo a cavallo tra il secondo e il terzo millennio per il quale il senso del meraviglioso ha, apparentemente, perso importanza rispetto alla razionalità e alle scoperte tecnologiche che costellano la sua esistenza. E ho detto “apparentemente” perché è evidente che sotto la scorza di razionalità e tecnologia che contraddistingue questo momento storico dell’evoluzione dell’essere umano, il bisogno di “meraviglioso” è ancora presente: basta vedere la presa che hanno sull’immaginario collettivo le teorie più strampalate e i fenomeni straordinari per comprendere che ragione e tecnologia non sono sufficienti all’appagamento dei bisogni dell’individuo.

Dopo questa breve parentesi che ci è sembrata utile per dare un attimo di respiro alle vostre menti sovraffaticate ritorneremo presto agli argomenti più “aridi” che stiamo trattando ultimamente. Probabilmente, è giunto il momento di radunare tutti gli elementi che fin qui abbiamo esaminato, cercando di dare loro una forma più compatta e più ordinata, non perdendo di vista il fatto che quanto andiamo dicendo non è un semplice esercizio filosofico ma il necessario sviluppo di un substrato teorico che fornisca la possibilità, a chi ne sente l’interesse, di applicare nella pratica i concetti filosofici che vi stiamo esponendo, al fine di cercare di arrivare a migliorare la vostra vita, attraverso la comprensione di voi stessi e dei processi evolutivi che state percorrendo. Scifo

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