La decisione di abortire (3)

In ciò che noi vi diciamo esiste un pericolo che non dovete sottovalutare: noi abbiamo appena affermato che, in definitiva, l’uomo non può che “vivere un certo tipo di vita” e che in realtà, qualunque cosa egli intenda fare, non potrà mai evitare un’esperienza che gli era stata assegnata.
Questo concetto è alquanto pericoloso, perché può indurre a quel tipo di fatalismo e supinità che, ad esempio, l’uomo occidentale crede di percepire nella maggior parte delle popolazioni orientali, all’interno delle quali questi concetti – facenti parte da generazioni del loro modo di pensare – sono stati spesso travisati dalla gente comune.
Così può accadere che qualcuno, ascoltando le nostre parole dica: “Se è così, allora non mi preoccupo minimamente di ciò che faccio o che non faccio: tanto l’esistenza, o il destino, o Dio hanno fatto i piani per me e io non posso fare altro che vivere subendoli”.
No, figli, se pure in un certo senso ciò può anche essere vero, non è una cosa da farsi, e cercherò di spiegarvi il perché.

La seconda parte del post è protetta da una password: puoi richiederla scrivendo una mail a: password@cerchioifior.it.
Nell’oggetto metti: richiesta password. Il campo testo lascialo vuoto.

Nell’arco di pochi minuti ti arriverà la password con cui accedere al seguito del post. Controlla che la risposta non sia finita nello spam.


Ti avviso quando esce un nuovo post.
Inserisci la tua mail:

 

2 commenti su “La decisione di abortire (3)

  1. Prospettive assai diverse dal pensiero corrente. Tutto è ricondotto sotto ben altra luce, assai più illuminante, coerente, profonda. Grazie.

Lascia un commento