La materia indifferenziata dei vari piani d’esistenza [IF22]

[…] Veniamo un attimo a tutto il discorso di oggi pomeriggio. Vi sono alcune cose da chiarire, perché evidentemente non le avete comprese. Un punto è il discorso della materia.

No, non temete, non ritorniamo all’unità elementare e a tutte quelle belle cose, perché vi confonderebbero ancora di più le idee. Però qualcuno si chiedeva, se non vado errato: «Ma questo spermatozoo appartiene a un corpo akasico o no? Fa parte del corpo akasico del maschio che lo produce, oppure no?». Questa era una delle domande che era uscita, mi sembra.

E poi si estendeva il discorso, logicamente, per conseguenza: la saliva che emettete fa parte di quel corpo akasico? I capelli che perdete non ne fanno più parte… e via e via e via? Voi ridete, ma queste sono tutte conseguenze logiche. Persino – scusate – quando espletate i vostri bisogni fisiologici, cosa succede? Vi è una parte di corpo akasico che viene espulsa o no?

Voi trovate ridicola la cosa perché, come sempre, avete dei problemi su questo tipo di argomenti, ma mi sembra una conseguenza, un ragionamento che non faccia una grinza, no? Il fatto è che c’è qualcosa che non avete capito.

Prendiamo il piano fisico, partiamo dal basso.
Il piano fisico è fatto di materia fisica; su questo – lo sapete – non ci piove, e penso che siate tutti d’accordo e lo avreste risposto anche voi se ve lo avessi chiesto (infatti non ve l’ho chiesto!).

Piano astrale: il piano astrale come è composto, creature?

D – Di materia astrale.

Sapevo che lo avreste risposto, ma ve l’ho chiesto lo stesso perché a volte mi sento buono! Sul piano astrale esistono individualità astrali disincarnate che stanno percorrendo il loro cammino a ritroso verso il loro corpo akasico – giusto? – e che, quindi, hanno abbandonato il piano fisico; e vi sono i corpi astrali di quelle persone, di quelle individualità che sono incarnate. Giusto? Qua il quesito da porsi è: «Oltre a questi corpi astrali esiste altra materia astrale?».

D – Sì, certo.

Senza dubbio; così come sul piano fisico, al di là dei vostri corpi esiste altra materia fisica, no? Bene, calma! Naturalmente sapete che il discorso «così in alto, così in basso» si proietta anche sugli altri piani di esistenza e la stessa identica cosa accade sul piano akasico; ovvero vi sono i corpi akasici delle individualità, però vi è anche altra materia che non è strutturata in un corpo akasico… oppure no?

D – Certo.
D – No.
D – Boh!

Avete dato tutte le gamme possibili di risposta!

D – E’ già stato detto.

Non ti preoccupare di ciò che è stato detto. Vedi cara, tu, oggi, con un… – diciamo – una puntina di acrimonia, hai sottolineato il fatto che molte delle cose che diciamo sono state dette sui libri, però non hai tenuto conto di una cosa: punto primo, anche cose che sono già state dette possono venir ridette – non succede niente di grave – ampliando, magari aggiungendo qualche cosa in più; e, punto secondo, che se le cose vengono chieste evidentemente qualcuno, se anche le ha lette, o non se le ricorda o non le ha capite e, quindi, necessita di una ulteriore spiegazione. E allora perché non chiedere?

D – No, io sollecitavo se ci mettevano un po’ di buona volontà perché si potrebbe appunto non farvi ripetere tante volte le stesse cose.

Ma, cara, se non ci spazientiamo noi a ripeterle perché vi dovete spazientire voi a sentirvele ripetere? No? Dovremmo essere noi a dire: «No, questa qua l’abbiamo già detta; andate a riga tale, pagina tale, libro tale, rileggetelo lì e non perdiamo tempo!». Evidentemente, se continuiamo con… non dico «infinita», perché sarebbe eccessiva, ma con molta pazienza a ripetere le cose, è perché riteniamo giusto doverle ripetere, o utile, per lo meno; e, d’altra parte, lo dimostrate ogni volta col fatto che noi dobbiamo ritornare su certi argomenti perché è chiaro che non avete compreso qualcosa.

D’altra parte è naturale che ci siano cose che non avete compreso, perché ricordate che quando noi vi abbiamo parlato in passato di certe cose, erano adattate al «voi» di allora, quindi era una verità limitata a quella che poteva essere la vostra capacità di comprensione, di percezione. Naturalmente le cose debbono venir riprese per essere allargate, per far sì che la vostra percezione, la vostra comprensione si apra a nuovi orizzonti. Le cose, quindi, possono assumere sfumature, tonalità, colorazioni diverse.
Ritornando a noi, cosa stavamo dicendo?

D – Se sul piano akasico c’è la materia al di fuori dei corpi akasici.
D – Ma nel piano akasico comincia l’unione, e quindi probabilmente non c’è altra materia.
D – Se tutto quello che esiste deve essere «sentito», sul piano akasico – il piano del «sentire» – non dovrebbe esserci qualcosa al di fuori dell’akasico-individualità. O no?

… Tutto deve essere sentito, ma «da chi» deve essere sentito?

D – Dalla coscienza cosmica…
D – Dall’Uno.

Quindi non dai corpi akasici! Qua siete veramente in difficoltà, creature! Lo avevamo detto che dovevamo parlare ancora un pochino del piano akasico, no?, anche se limitatamente perché è un po’ come parlare di rape a una zanzara: non ne capirebbe molto!

Noi abbiamo questo bellissimo piano akasico; il piano akasico è costituito da materia akasica; giusto? Questa materia akasica può essere raggruppata, se così si può dire, in corpi akasici, i quali costituiscono i punti di partenza per creare i corpi inferiori delle varie individualità. Giusto?

Però esiste anche materia akasica che non è raggruppata, che è lì a disposizione per le individualità che ampliano il loro corpo akasico o che costituiscono un nuovo corpo akasico. Ricordatevi che le ondate di vita si succedono ancora, eh?

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D – I pezzi da ordinare del puzzle, di cui tu hai parlato una volta.

Aspetta, non ho finito. E’ ancora più complicata la cosa. Questo se osserviamo il piano akasico – eh, mi tocca proprio dirlo – dal sottopiano inferiore, quello più vicino al piano mentale.

Voi ricordate che anni e anni e anni fa, avevamo parlato di materie di vari piani suddivisi in sottopiani, dove ogni sottopiano corrispondeva a un tipo di materia di quel piano meno densa rispetto all’altra.
Ora, se noi guardiamo il piano akasico dagli ultimi sottopiani, da quelli della materia più densa, questo è perfettamente vero, ovvero esistono dei gruppi di materia akasica densa che sono raggruppati tra di loro e che sono quelli che costituiscono individualità, che poi inviano o meno – a seconda delle necessità – gli impulsi verso l’incarnazione, e vi è, invece, parte di materia che non è sottoposta a questo lavorio.

Però, entrando poi nei sottopiani più sottili come materia akasica, si scopre un po’ alla volta che la materia si va sempre più infittendo (divenendo più fine, ndr) e diventa sempre più difficile riuscire a comprendere – come qualcuno diceva nel corso della discussione a proposito del piano fisico – dove è il limite tra il corpo akasico e la materia che lo circonda.
Riuscite a seguirmi o no? 

Nell’ultimo sottopiano si arriva a materia akasica talmente fine che il piano akasico sembra costituito – da chi potesse guardarlo dal di fuori – come una muraglia compatta, uniforme, di materia akasica. Questo discorso non vi fa venire in mente niente di ciò che abbiamo detto di recente? Pensateci con attenzione un momento. Che bello che sarebbe se aveste un’illuminazione!

D – La pelle.

No.

D – Il tappeto.

Oh, bravissima! Il famoso tappeto di cui parlavamo ultimamente, quello in cui la comprensione crea gli allacciamenti tra i vari corpi akasici, ricordate? Questi allacciamenti sono quelle linee di preferenza che uniscono tutti i corpi akasici che hanno raggiunto certe comprensioni, certe sfumature di comprensione, e che, un po’ alla volta, si infittiscono, allorché le comprensioni dei corpi akasici delle individualità aumentano la loro comprensione aumentando, quindi, i collegamenti tra corpo akasico e corpo akasico.

Ecco così che, attraverso questi collegamenti che attraversano le varie densità di materia akasica, si viene a formare un intricato insieme di materia che – alla fin fine – si unisce in un unico corpo akasico generale. Quindi si arriverà, poi, a quella che viene definita la comunione; poi, ancora di più, alla fusione, in cui tutti i corpi akasici non esistono più di per se stessi ma diventano un corpo akasico unico, dal quale si passa poi al piano successivo.

Quindi è un po’ il ripetere del passaggio della comprensione che fate attraversando i piani inferiori; così come voi, comprendendo attraverso i piani inferiori, aumentate la vostra comprensione nel vostro corpo akasico strutturando sempre di più la materia di questo corpo fino a quando non avrà compreso, allo stesso modo ogni corpo akasico di ogni individualità, aumentando la sua comprensione, scoprirà sempre di più il disegno generale a cui è legato e, quindi, si fonderà con tutte le altre. Sono stato chiaro?

Non è così semplice come ho detto, naturalmente: semplicemente è il modo più chiaro per farvi comprendere, qui e ora, ciò che stiamo dicendo! Scifo


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