L’aspettativa di una nuova era e il lento cammino della comprensione

Molti figli, in tutto il mondo, si guardano intorno un po’ straniti, cercando di scorgere i segni di un’età nuova, migliore, più soddisfacente anche solo nelle piccole cose di ogni giorno; ma poi abbassano lo sguardo delusi, come per rifiutarsi di vedere.
Noi speriamo che, almeno per coloro che seguono attraverso vie molteplici e diverse le nostre parole e quelle di altre guide – siano esse incarnate o disincarnate – ciò non accada, e non solo per fiducia in ciò che le nostre o le altrui parole vi dicono, ma perché esse vi offrono la possibilità di vedere un poco oltre l’apparenza di ciò che vi circonda, vi possono aiutare ad imparare, a cercare di vedere con occhi più aperti, vi possono infondere nuova speranza, nuova fede, contribuendo ad allargare la vostra comprensione di ciò che è.
Solitamente, quando agli orecchi degli uomini giungono insegnamenti che parlano di evoluzione, di reincarnazione, di karma, di realtà illusoria, di superamento dell’Io, accade che di questi concetti vengano scorti, o compresi, o – al limite – contestati, solo gli aspetti che sembrano condizionare o pesare o confortare le singole esistenze personali. È solo in seguito – quando questi insegnamenti vengono veramente compresi – che l’uomo incomincia ad osservare ciò che accade in lui e negli altri uomini, non più solo in funzione di quello che è il proprio piccolo Io individuale, ma inserito in un contesto più ampio che abbraccia dapprima la propria famiglia, in seguito i conoscenti, fino ad abbracciare non solo tutta l’umanità ma addirittura tutto l’universo visibile e invisibile.
È a questo punto – quando cioè vi è la comprensione che le storie personali non sono altro che insignificanti particolari di un disegno ben più ampio – che viene raggiunto quell’abbandono, quella fiducia che davvero dischiudono le braccia a ciò che viene definita “illuminazione”, rendendo ogni individuo simile al Cristo nel momento in cui raggiunse l’estasi del supremo abbandono dicendo: “Sia fatta la Tua volontà”.
Per chi tra di voi è ancora lontano da questo abbandono fatto di fiducia nei disegni dell’Assoluto, e si chiede quando arriverà questo mondo migliore che noi, con tanta certezza, affermiamo affondare le sue fondamenta nell’ieri consolidandosi nell’oggi, e si volta indietro perplesso sentendo la sua fiducia traballare solo che sfogli un libro di storia o apra un qualsiasi quotidiano, a questi uomini noi diciamo: ecco come scaturirà il nuovo mondo, ecco come si affermerà l’era della felicità, ecco come dare un contributo fattivo alla sua creazione, dove cercarne i segni nella società, nella famiglia e nell’individuo stesso.

“Quando la donna non sarà più madre dei suoi figli, ma tutti i figli, tutti i bimbi saranno suoi figli senza che nel suo cuore esistano né primi né secondi.

Quando non sarà il tipo di sangue a definire un fratello o una sorella, ma la fraternità abbraccerà ogni altro uomo al di là della consanguineità, della famiglia, della patria, della razza, della religione e dell’ideologia, cioè degli interessi e dei vantaggi personali.

Quando la sessualità non costituirà più uno scoglio da affrontare, o da aggirare, o da ricusare, e non perché essa sparirà dalla faccia della Terra ma perché avrà ritrovato la sua qualità di fatto naturale, così come può essere il dormire e il respirare. Quando dagli altari cadranno gli dei Denaro e Potere e i loro servi Avidità, Violenza e Sopraffazione, e non perché il mondo sprofonderà in un olocausto di fiamme, ma perché l’uomo avrà compreso che il denaro ed il potere non lo rendono migliore e diverso dagli altri uomini, ma riescono solamente ad alimentare le sue più grandi illusioni.

Quando crolleranno le Chiese e gli Altari di ogni religione, fattori di separatività tra gli uomini, e non perché una religione prevarrà sulle altre e ovunque Dio avrà un solo nome, ma perché l’uomo, la Terra e l’universo intero saranno visti come un unico altare e nessuno avrà più bisogno di dare un nome a Dio, per sentirsi davvero e sempre parte di Lui.

Quando non vi sarà più amore per i genitori, o per i figli, o per i fratelli, o per i parenti, o per gli amici, o per se stessi ma esisterà solo l’Amore senza condizione di alcun tipo.

Sembra così lontano e irraggiungibile tutto questo, vero? Sembrano solo vaneggiamenti di un idealista così infervorato nei suoi sogni, da perdere ogni contatto con la realtà. Eppure, se vi guardate intorno, potrete scoprire che questi ideali che appaiono così impossibili da raggiungere, pur se non così acquisiti da essere norma comune e costante, sporadicamente fanno la loro comparsa intorno a voi e, qualche volta, anche in voi stessi.
Forse che non esistono donne che sono madri nel senso più vero della parola e sanno amare dello stesso amore ogni bimbo?
Forse che non è mai accaduto anche a voi – in un fuggente attimo di solidarietà – di sentire ogni altro uomo come un fratello?
Certo, sono casi rari, momentanei e solo parzialmente aderenti agli ideali che noi vi prospettiamo, ma dimenticatevi della fretta figli, perché essa non porta a nulla: l’evoluzione non è mai un passaggio istantaneo da una fase all’altra, ma tutto avviene per gradi e con continuità.
Chi conosce le vite di antichi Maestri può rispondere a questo punto che essi hanno sempre affermato che la cosiddetta “illuminazione” è istantanea; ma, anche se quell’attimo di passaggio da uno stadio all’altro che viene definito “illuminazione” può essere considerato istantaneo, prima di quell’attimo esistevano vite e vite di avvicinamento, di preparazione, di lavoro su se stessi per creare le condizioni adatte a far scoccare la scintilla della comprensione che rende accessibile una nuova fase dell’evoluzione. Cercate dunque intorno a voi, o figli, i segni del mutamento e traete da essi la certezza che le nostre parole, pur se proiettate in un tempo in apparenza così lontano e irraggiungibile, tuttavia – in un quando non ideale ma reale – esse sono già la realtà. Moti


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10 commenti su “L’aspettativa di una nuova era e il lento cammino della comprensione

  1. Molto bello questo post,infonde speranza e fiducia.Certo vorremmo vederla presto quest’evoluzione ma è vero che se ci guardiamo intorno e anche in noi qualche segnale riusciamo a scorgerlo. Del resto ci stiamo impegnando a fare proprio questo.Grazie

  2. Grazie. A volte veramente ci si sente così lontani da quell orizzonte. Ed è perché ci si dimentica di tutte quelle situazioni, sporadiche magari, non costanti, limitate a dei momenti e a delle persone particolari, ma che lo prefigurano. Mi rendo conto di cadere nell’unilateralità. Le cadute, le difficoltà offuscano tutto il resto. Ma è perché con esse ci si identifica.

  3. Importante non dimenticare l’orizzonte. Spesso offuscato dai problemi personali e da un contesto sociale e culturale difficile. È necessario non perdere il senso profondo dell’esistenza e questo post è di conforto.

  4. Se guardo l’evoluzione del mio sentire, I cambiamenti di comprensione che sono accaduti in me , non trovo cosi utopico questo scritto: la nuova era e` in divenire e io ne faccio parte con il mio contributo e il mio sforzo alla sua realizzazione.
    Basta guardare il quadro generale e non I dettagli delle singole cadute….la strada ne siamo consapevoli e’ quella e ognuno di noi l’ha gia imboccata!
    Grazie

  5. “la cosiddetta “illuminazione” è istantanea; ma, anche se quell’attimo di passaggio da uno stadio all’altro che viene definito “illuminazione” può essere considerato istantaneo, prima di quell’attimo esistevano vite e vite di avvicinamento, di preparazione, di lavoro su se stessi per creare le condizioni adatte a far scoccare la scintilla della comprensione che rende accessibile una nuova fase dell’evoluzione. ”
    Per esperienza sento che è così. Come il passaggio da crisalide a farfalla, in apparenza sembrerebbe un fatto “istantaneo” ma in realtà la metamorfosi è un processo lento e graduale, nascosto all’occhio che vede solo in superficie

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