Le molte stagioni dell’amore che l’egoismo non può vanificare

L’amore, uno dei tanti nomi di Dio, l’amore che si manifesta in mille modi, l’amore che voi conoscete, l’amore che incontrate lungo la vostra via, l’amore che può assumere un volto, dieci volti, centinaia di volti, ma che comunque sempre vi accompagna.
Se voi soltanto pensate a quante volte nel corso di una sola vita, nel corso quindi di soli settant’anni incontrate l’amore, se solo vi soffermaste a questo, non nascerebbe più nelle vostre menti la paura, il timore, lo sconforto, di essere soli.
Già prima di nascere, già prima di emettere il vostro primo vagito, e già prima di aprire i vostri occhi alla luce, siete circondati da un ambiente carico d’amore, e poca importanza ha il fatto che quest’amore sia ancora molto unito – se non identificabile – all’egoismo.
E nella vostra prima infanzia, e nella vostra fanciullezza, molte mani si protendono verso di voi per darvi amore.
Facendo un esempio, relativo al vostro modo attuale di condurre la vita, vi posso dire che i vostri compagni di giochi, i vostri compagni di scuola, coi quali in alcune circostanze avete anche trovato a ridire, avete discusso animatamente, o addirittura avete “litigato”, se non al limite siete arrivati alle mani, erano un modo, rappresentavano una maniera di estrinsecazione dell’amore che vi circonda.

E poi l’individuo cresce, diventa ragazzo incomincia a mostrare un interesse particolare, un interesse diverso per gli individui del sesso opposto al suo; e se, fino ad allora, l’amore che era attorno a lui era fatto dall’amore dei genitori, dei nonni, dei parenti tutti, degli amici adulti, era fatto dalle amicizie coetanee, dai compagni di scuola, dai compagni di giochi, dai compagni di avventure e divertimento, adesso l’amore assume un aspetto ed un colore diverso: l’amore per un individuo del sesso opposto al proprio.
Ed anche in questo caso l’amore assume un volto, due volti, tre volti, tanti volti, fino a quando – in genere, per lo meno – si fissa per l’individuo maturo di nuovo su un solo volto, ed anche in questo caso poca importanza ha il fatto che questo amore è ancora unito ed identificato con l’egoismo, perché in qualche modo resta pur sempre amore.

E l’individuo cresce ancora, interiormente continua a maturare fino a quando, pronto per una nuova forma d’amore, diventa genitore; ed ecco che tutto quello che aveva provato fino a quel momento si concretizza, si manifesta, si esplica, si attua in quella creatura che decide di far nascere, e per la quale proverà una nuova forma e un nuovo tipo di amore; un amore che lo accompagnerà poi per sempre fino al termine della propria esistenza fisica; anche oltre, ma io vorrei soffermarmi soltanto sul momento del passaggio nel piano fisico.
L’individuo continua ad andare avanti e l’amore per il proprio figlio diventa ancora più saggio, più maturo, quando il proprio figlio a sua volta diventa genitore, ed ecco che l’individuo ha una nuova e meravigliosa altra possibilità di conoscere un nuovo tipo di amore.

Se lo guardiamo da un altro punto di vista, si potrebbe quindi dire che nel corso di una vita, di un’esistenza – nel corso di soli settant’anni, come media di passaggio nel mondo fisico – l’individuo vede, oltre che maturare se stesso, anche crescere e maturare il suo amore:
dall’amore fortemente egoistico del bambino che vuole a tutti i costi essere il centro dell’attenzione, il punto di riferimento di ogni azione delle persone che lo circondano, ad un amore quale quello dell’amicizia, fatto di rapporti interpersonali, di scambi di opinioni, di contatti, di discussioni, di parole, di sforzi per comunicare con gli altri per conoscersi, per procedere in avanti, per maturare.
All’amore per il proprio compagno o la propria compagna di viaggio, all’amore per la persona con cui si decide di dividere una vita, o quello che resta di una vita, un amore che dovrebbe portare l’individuo a comprendere che cos’è il sacrificio, che cos’è la repressione di una parte dei propri bisogni egoistici, l’inibizione di determinati desideri per l’amore, per il bene della persona che si ama.
All’amore per il figlio che porta poi alle più grandi rinunce, che spinge l’individuo a revisionare se stesso, ad analizzare, a concretizzare la propria forza, la propria capacità di contrastare il proprio egoismo; all’amore poi per i figli dei propri figli, un amore fatto soprattutto di azioni, di piccoli gesti, di carezze tremanti, di baci, di sorrisi compiaciuti e commossi.

L’Amore, la forza, la vera ed unica forza che fa agire l’uomo, che fa camminare l’uomo, lo fa procedere, lo fa vivere, lo rende attivo, lo rende vivo; l’Amore dalle mille sfaccettature, l’amore che non solo potete incontrare negli individui ma che, se veramente lo volete trovare, lo incontrate in ogni atomo del mondo che vi circonda. Romeo

Ma molto spesso capita, quando si affronta il discorso dell’Amore, di fare un po’ di confusione tra quella che è l’attrattiva sessuale e quella che è invece la componente più pura, se così vogliamo dire, più spassionata dell’Amore stesso. L’amore tra una coppia di individui, ad esempio, è spesso e necessariamente corredato dalla componente sessuale; è come se il rapporto sessuale fosse l’atto pratico, l’estrinsecazione materiale, la prova del fatto che l’amore esiste tra quelle due persone.

Mentre per quanto riguarda invece un rapporto di sola amicizia, anche se tra un individuo di sesso maschile ed un altro di sesso femminile, sembra che in realtà questa componente sessuale, questo bisogno di completare in qualche modo il sentimento affettivo che questi due individui provano, non esista.
Io vorrei spiegarvi che in realtà non è così, perché molto spesso e molto di frequente capita di vedere individui di sesso opposto, diventare amici, e queste persone sono convinte che il loro rapporto di amicizia sia nato al di là della componente sessuale. Ma la componente sessuale, miei cari, è sempre presente nei rapporti interpersonali, in particolare quando si tratta di persone del sesso opposto, ed è presente anche nei rapporti interpersonali tra persone dello stesso sesso.

Quindi quella attrattiva sessuale che molto spesso vi fa paura – perché, purtroppo, nonostante l’apertura mentale dei vostri tempi e la maggiore facilità di trattare e parlare dell’argomento, il sesso vi fa ancora paura; perché il sesso, la sessualità mette in mostra (almeno così secondo il vostro modo di vedere la vita) quella parte di voi così materiale – perché il sesso, purtroppo, è ancora visto e vissuto come un qualcosa di strettamente materiale – è sempre presente nei vostri rapporti interpersonali con gli altri vostri fratelli, siano essi del sesso opposto al vostro, siano essi del vostro stesso sesso.
Per quanto sia vero che esistono degli eccessi per cui il sesso è vissuto soltanto per soddisfare bisogni materiali, per quanto sia vero che esistono persone che fanno della sessualità l’unico vero scopo della loro esistenza e sono dedite al vizio sessuale, non è detto che sia per tutti così, e non è detto che sessualità sia sinonimo di materialità; evidentemente queste persone hanno paura dell’Amore, hanno paura del rapporto affettivo, e mascherano queste loro paure dedicandosi ad una sfrenata attività sessuale.

Ma ritorniamo al nostro discorso iniziale: anche nell’amicizia – dicevo – esiste l’attrattiva sessuale, anche se non riconosciuta, non accettata, non resa cosciente dagli individui che restano coinvolti in questa amicizia; questo perché la sessualità è ancora vista negativamente.
È anche vero che un vero sentimento d’amore non ha bisogno di nessuna prova, di nessuna estrinsecazione, ma l’individuo che ama, ama e basta, non ha bisogno di altro, sia che ami la propria compagna o il proprio compagno, sia che ami un amico o una amica.

Tuttavia, molto spesso si vedono dei rapporti che potrebbero diventare delle grandi amicizie, delle meravigliose amicizie, che restano frenate, inibite, turbate, dalla paura, dal timore che possa quel rapporto poi concludersi con un atto sessuale.
Questi timori fanno da freno a quello che gli individui potrebbero essere in grado di manifestare, di fare, di agire; per adesso è ancora così ma qualcosa cambierà, via via che andrete avanti, via via che le vostre esistenze vi sottoporranno a nuove e diverse esperienze comprenderete quanto quella componente che è stata così importante per il passato e che ancora per anni lo sarà, in realtà era soltanto una componente come tutte le altre, in niente differente dal bisogno di cibarsi o di bere e di espletare determinate funzioni fisiologiche.

Eppure per questi bisogni non esiste il timore della materialità, questo tipo di bisogni viene più facilmente accettato, compreso, giustificato, mentre per quanto riguarda la sessualità non è così facile, anche se la sessualità – a differenza degli altri bisogni – può essere anche un atto di amore, e molto spesso lo è, anche perché, durante un rapporto sessuale – se fatto con amore e per amore – l’individuo riesce, anche se per brevissimi istanti, ad abbandonare se stesso, a lasciarsi andare, a toccare delle punte di abbandono molto elevate, che in altre occasioni non riesce a provare.
Non vorrei fare il blasfemo accostamento con qualcosa di più mistico, con qualcosa che potrebbe essere stato provato in particolari momenti da qualcuno di voi, però posso dirvi che lo stesso atto sessuale – se compiuto, ripeto, con amore e per amore, per il piacere di essere felice insieme ad un altro fratello – può portare ad un momento di comunione, anche se soltanto con un solo altro fratello, molto profondo.

Quindi, vista sotto questa prospettiva, anche la sessualità come vedete può avere la sua importanza; non abbiate paura dunque della vostra sessualità, non abbiate dunque paura se scoprite di stare bene con un amico, di amare un vostro amico perché sentite verso di lui dell’attrattiva sessuale; non temete per questo, l’importante è che riusciate a stare bene attenti e a comprendere quanto questo vostro bisogno di sessualità nei confronti dell’altra persona sia corrisposto o rifiutato, e vi comportiate quindi poi di conseguenza, ricordando che per nessuna ragione, in nessuna circostanza, in nessuna occasione, voi potete essere gli artefici del danno o del dolore altrui.
Quindi siate sempre presenti a voi stessi nel vostro modo di agire, affinché non abbiate mai a comportarvi in modo tale da far versare alle persone che amate delle lacrime di dolore.

Ricordate infine che se questa componente, se la sessualità, se il sesso vi appartiene e fa parte di voi stessi, ed è uno dei vostri principali bisogni, è perché è di questo che ancora avete bisogno, è perché dovete ancora comprendere che così come voi siete fatti è giusto che siate fatti, ed è giusto che ciò che dovete fare lo facciate cercando sempre di farlo nel migliore dei modi senza arrecare danno alle persone che vi stanno attorno.
Questo è il punto più importante e che non dovete mai dimenticare in ogni vostra azione.

La sessualità quindi fa parte di voi, non abbiatene paura; così come non dovete avere paura di altre cose che accadono attorno a voi, perché non vi è nulla che vi possa far star male, se non voi stessi, il vostro comportamento ed il vostro Io.
Abbandonate dunque ogni aspirazione di esasperato misticismo o di esasperata spiritualità, ricordando che ancora non siete su quel cammino e che la strada è molto lunga e, se rari momenti vi possono essere stati per voi di estasi o di contatto con il Tutto, ricordate che sono stati veramente solo rari momenti di cui non avete la certezza della realtà, mentre magari attraverso un atto materiale come quello che potrebbe essere un rapporto sessuale potrete toccare un punto profondo di comunione, qualcosa di molto vicino a quello cui aspirate.

Spero di non essere frainteso con questo discorso, e non vorrei dare adito a polemiche, non vorrei che qualcuno dicesse che vi vogliamo incitare a praticare la più sfrenata attività sessuale; non vi è nulla di tutto questo nel mio dire. Se così avete inteso, avete capito male le mie parole.
Io volevo, tanto per riassumere quanto detto fino a questo momento, dirvi soltanto che molto spesso per questa paura della sessualità inibite dei rapporti, frenate e bloccate i contatti con gli altri, rendendo sterile quello che potrebbe essere un rapporto meraviglioso, e volevo ricordarvi che, se siete fatti così, se in voi v’è ancora il bisogno di fare delle proiezioni sessuali, se in voi vi è ancora bisogno di sessualità e di sesso, è perché è attraverso quelle esperienze che potrete arrivare alla comprensione e, quindi, al superamento di questi stessi bisogni.

Infine volevo dirvi che, molto spesso, si sente affermare che coloro che raggiungono una buona evoluzione, una certa evoluzione, o gli illuminati, o gli iniziati, o tutti coloro che in qualche modo sembrano essere in contatto con il proprio Sé spirituale, praticano la via dell’ascetismo, sono al di fuori del sesso, hanno superato la sessualità.

Io sono qua per dirvi che non vi è nulla di vero in tutto questo; coloro che hanno una buona evoluzione, coloro che sono degli iniziati, coloro che sono degli illuminati restano pur sempre degli individui con un corpo fisico, con dei bisogni fisici; l’unica differenza che li può distinguere dall’uomo comune, dall’uomo di media evoluzione, è il fatto che essi della sessualità non fanno la ragione della loro vita ma neppure la inibiscono o la reprimono e tanto meno ne hanno paura; ma, di fronte alla possibilità di avere un rapporto sessuale, per il piacere dell’amante, non si tirano indietro inorriditi al pensiero di mostrare la loro materialità, no certamente, altrimenti non sarebbero degli evoluti, degli iniziati, degli illuminati.

Penso che con questa ultima affermazione abbiate abbastanza materiale su cui pensare e rivedere un poco le vostre opinioni; ricordandovi ancora che la via dell’ascetismo può certamente portare a grosse conquiste interiori, ma deve essere sempre e comunque una sentita scelta individuale, mai un’imposizione; quindi coloro che hanno scelto questa via o intendono perseguirla devono essere ben consapevoli e ben sicuri di scegliere o di aver scelto quella via soltanto per raggiunto sentire e non per paura o, peggio ancora, per imposizione altrui. Fabius

Sorelle, fratelli, guardate come nel mondo i nostri figli, i nostri fratelli, le nostre sorelle, abbiano idee molto confuse sull’importanza dei propri bisogni.
Vi sono, infatti, dei figli nostri che credono di poter perseguire la via del divino soltanto portando se stessi su quella che generalmente viene chiamata la via dell’ascetismo.
Vediamo poi quelli stessi fratelli che danno adito, danno credito, all’estrinsecazione dei più sfrenati bisogni egoistici, meno compromettenti alla luce della morale comune ma profondamente negativi alla luce della morale interiore.
Sorelle, fratelli, non turbatevi davanti ad un rapporto sessuale, non soffrite se sentite questo bisogno e questo desiderio; ma piangete, rammaricatevi con voi stessi, doletevi, quando vi accorgete di non avere mosso nessuna causa in favore dei fratelli, ed avete osservato con indifferenza il loro dolore, senza correre ad asciugare loro almeno una lacrima.
Non è la via dell’ascetismo che vi può condurre a Lui, non può essere solo quella, ma lo è senz’altro e comunque la via del superamento del proprio egoismo.
Sorelle, fratelli, per quanto possa valere il mio amore, sappiate che io vi amo sempre.
Pace a voi. Anonimo


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8 commenti su “Le molte stagioni dell’amore che l’egoismo non può vanificare

  1. Grazie. Mi ha colpito che nel racconto biblico, una delle prime caratterizzazioni dell’uomo sia proprio la dimensione sessuale: “maschio e femmina li creò”, a dire che la sess. è un elemento costitutivo fondamentale, forse imprescindibile.
    E quante “seghe” (termine che casca a fagiolo) ci si è invece fatti sulla sana espressione di questa dimensione umana.
    Grazie.

  2. Un grazie profondo arriva… parole chiare, liberatorie che esprimono l’importante sfeccettatura della esperienza umana, che può essere vissuta senza paura e giudizio. Il rimando finale è fondamentale: “Non è la via dell’ascetismo che vi può condurre a Lui, non può essere solo quella, ma lo è senz’altro e comunque la via del superamento del proprio egoismo”.
    Ancora alcune considerazioni sulla sessualità, che, essendo una energia vitale e creatrice, è necessario ricordare non si declina solo attraverso l’atto sessuale, ma nel momento stesso in cui viene repressa per paura e per condizionamento viene meno proprio quella parte vitale, colorata e creativa della realazione con se stessi e il mondo. Si rischia in sostanza la tiepidezza.

  3. Quando sento parlare della sessualità con questa naturalezza mi sento a casa.
    E’ un terreno conosciuto.
    Posso condividere con la persona che mi sta al fianco senza che si creino dei muri da ambo le parti.
    La via del Tantra è più vicina oggi con la mia compagna di quanto non lo fosse anni fa quando la praticavo, ma allora mancava una base stabile da cui partire per sperimentare.
    Quelle esperienze oggi sono qui e tornano con una veste e in un ambiente più raccolto.

  4. Post molto interessante. Grazie. Non mi è chiaro però del tutto il discorso sulla sessualità nell’ambito dell’amicizia. A meno che chi parla non si riferisca all amicizia tra persone che non hanno già un partner. Diversamente la questione si complica non poco…

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