Non evitare le scelte nella via spirituale

Ozh-en si ritrovò tutto contento mentre masticava la sua mela. Davanti a lui Krsna, Parvati e Kali lo osservavano. Ad un certo punto Parvati agitò una mano ed il boccone di mela diventò acerbo, Kali agitò le braccia e la buccia della mela che stava masticando divenne rugosa e gli raschiò le labbra, la lingua e il palato (ma Ozh-en continuò a masticare).

Infine Krsna agitò la piuma di pavone e quando Ozh-en sentì i vermi che si muovevano nel boccone sputò la mela e si vide di fronte la sua scelta da cui non poteva più fuggire. Ananda

Quante volte, nel corso delle vostre vite, vi comportate furbamente come Ozh-en, con l’idea che chiudere gli occhi davanti a un problema che vi sta assillando, possa rendere questo problema inesistente; ma quante volte poi l’esistenza riesce sempre a riportarvi davanti a ciò che dovete vivere e quante volte siete quasi costretti, vostro malgrado, a operare delle scelte!

Letture per l’interiore: ogni giorno, una lettura spirituale breve del Cerchio Ifior e del Cerchio Firenze 77, su Whatsapp e su Telegram.

[…] Accade anche a ognuno di voi, di scegliere a un certo punto il cammino e la ricerca verso la spiritualità, verso quel qualcosa di più che si sente esistere e si crede possa cambiare l’intero modo di vivere di un individuo.

Ecco quindi che non è possibile, in nessun modo, quando si è lungo quel cammino, quando si è fatta quella scelta, eludere poi le proprie responsabilità e non andare avanti nelle proprie scelte: questo porterà soltanto a dolore e sofferenza, poiché tutti coloro che hanno compreso qualche cosa a livello della loro coscienza, nel momento in cui si lasciano sommergere dai bisogni del proprio Io in maniera tale da rendere silenziose queste comprensioni della coscienza, sortiscono alla fine il risultato di crearsi interiormente degli squilibri e, quindi, di andare incontro, quasi volutamente, a momenti di sofferenza.

Evitare le scelte non è un’azione furba, poiché se una possibilità di scelta vi è stata offerta, questa possibilità di scelta significa che essa vi può condurre a raggiungere qualche cosa che, altrimenti, fatichereste molto di più a raggiungere; molto meglio, quindi, in una situazione di questo tipo fare, comunque sia, una scelta, su qualunque base, su qualunque fondamenta essa sia fatta, perché, anche nel momento in cui si facesse la scelta sbagliata, rendendosi conto, nel vivere l’esperienza, che la scelta compiuta era sbagliata, automaticamente si comprende che l’altra era la scelta la giusta. Moti


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Samuele

Parole che cadono in un momento di una scelta rilevante nella mia vita e che trovano subito una cassa acustica interiore in cui continuare a risuonare.
Non so che valenza spirituale abbia la mia scelta che attiene alla sfera lavorativa.
A ben vedere però è sicuramente spirituale, se si vuol restituire al termine una connotazione di palpabilita’.
Lo è perché risponde ad un anelito interiore profondo di cambiamento che si protrae da tempo e la cui mancata sequela potrebbe essere la causa di certe sofferenze.
Se poi la scelta si rivelerà sbagliata lo scopriremo a posteriori come suggerisce Moti, credo con un pizzico di ironia.

Elena

Fare una scelta implica connessione con se e presa di responsabilità.
Quando sei connesso puoi lasciarti vivere e non assumerti la responsabilità della tua Vita?

E comunque anche “lasciarsi vivere” può apparire come un tipo di scelta.
Scelgo di essere comparsa nella mia vita.

Si apre dunque qui il tema della Volontà.

Leonardo

Grazie. Non poteva capitare in un momento migliore questo post.

Catia Belacchi

Vero : quando rimandiamo le scelte, la coscienza ce le pone ancora davanti finché la sofferenza ci porta finalmente ad aprire gli occhi e ad agire.

Anna

Sempre siamo sottoposti a scelte e sempre siamo chiamarti nel discernimento.

Moti ci spiega quanto sia importante non tanto fare la scelta giusta, quanto non restare nella stasi.

Mariella

Condivido quello che avete scritto, ma aggiungo. Quando le nostre scelte impattano fortemente anche su altri, ad esempio i figli, prevale la responsabilità verso la propria vita o verso quella degli altri? La da me vituperata parola sacrificio, nel nostro paradigma che valore ha?

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