Al sognatore, al ricercatore, al sorridente, all’umile

Uomo così perso nei tuoi sogni da crearti intorno un labirinto intricato, ricorda che in ogni costruzione esiste una strada che porta alla luce, e che soltanto il tuo delirio onirico crea mura dal nulla per sbarrarti l’uscita; soffia dentro di te il tuo anelito d’amore e spazza da te le nebbie ingannevoli di una mente rinchiusa in se stessa, vestita di vesti sgargianti ma fatte di nulla.
Resta nudo almeno di fronte a te stesso, se non sai restare nudo di fronte ai tuoi simili. Osservati, conosciti, vediti come veramente sei e ti accorgerai di saperti coprire con vesti che veramente saranno adatte a te stesso.

Uomo che vai cercando in una dimensione che sembra sfuggirti, aspettando di essere preso per mano e condotto per una via non terrena: noi non possiamo fare ciò che vorresti e come tu lo vorresti; ti lasciamo i tuoi tormenti ed i tuoi dubbi, i tuoi dolori ed i tuoi affanni, i tuoi sogni e le tue illusioni perché solo così possiamo veramente prenderti per mano e condurti lungo la via dello spirito, avvicinandoti di un piccolo passo alla nostra dimensione che è stata, è e sarà anche la tua, oltre il breve attimo di un corpo di carne.
Saremo dolcezza per i tuoi tormenti, comprensione per i tuoi dubbi, sollievo per i tuoi affanni, lenimento per i tuoi dolori, un frammento di Realtà all’interno dei tuoi sogni se tu vorrai rendertene conto; ed è nelle nostre parole ma, soprattutto, nel tuo sentire, che puoi trovarci ed incontrarci nella certezza: una certezza che non ti sfuggirà tra le dita come una goccia d’acqua.

Uomo che sei un uomo, sii davvero un uomo prima di tutto, ma cerca in te ciò che non è solo dell’uomo, se vuoi davvero comprendere quanta parte di te appartiene all’uomo e quanta parte di te va, invece, al di là del tuo Io umano.

Uomo che sorridi sempre, apprezzato da tutti e portato ad esempio per la serenità che manifesti, quanto di quel sorriso è spontaneo, quanto di esso è equilibrio interiore, quanto di esso è un tuo vero sentire e quanto – invece – è ostentazione, quanto è una maschera sopra la solitudine o il celarsi di una menzogna volta agli altri oltre che a te stesso?

Uomo che vai in umiltà, mostrandoti zero in mezzo agli Uno e ai Mille, senza invidie per quel numero in più, senza volere ciò che gli altri hanno e ti accontenti di ciò che sei; tu vieni lodato da chi non sa e non vuole essere zero come te; ma quant’è davvero umile la tua umiltà, quanto è rinuncia ad essere te stesso, quanto è sfiducia e rassegnazione, quanto è accettazione passiva ed incomprensione, quanto è rifiuto di essere umile sino in fondo, scorgendo quanta grandezza esiste dentro di te? (Continua)


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8 commenti su “Al sognatore, al ricercatore, al sorridente, all’umile

  1. Attenzione continua, impietosa ed obiettiva! Una gran fatica perché le sovrastrutture che ci siamo creati sono tante, lo svelarsi non è solo accettazione del limite, ma, e credo sia la cosa ancora più difficile da affrontare, riconoscere le proprie doti e responsabilmente metterle al servizio.

  2. Piu’ ricerchi dentro te stesso e piu’ ti accorgi di quanto ancora ci sia da togliere di ego per avvicinarsi alla verita’!
    Grazie

  3. Un invito ad andare sempre più a fondo, a non accontentarsi, a scorgere cosa si nasconde anche dietro ciò che sembra non necessitare di ulteriori indagini.
    Grazie

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