Anche la scelta apparentemente più sbagliata porta frutto

D – A mio avviso è importante conoscere il proprio compito nell’esistenza. A volte però può succedere che la persona creda di seguire una strada che in realtà invece non è la sua: può essere utile in questo caso contattare, in qualche modo, la propria guida e farsi dare un aiuto?

Qua entriamo in un campo un pochino delicato, mia cara; perché prima di tutto non è poi così facile contattare le proprie guide – anche perché se no, poverine, le mettereste in croce in continuazione – e poi, anche supponendo che possa essere così facile mettersi in contatto con la propria guida, non dimentichiamoci che vi è il karma della persona: la guida non può andare contro questo karma, non può impedire alla persona di vivere le esperienze che deve vivere, e quindi i consigli che può dare, comunque sia, sono sempre molto vaghi e molto poco indirizzanti nelle situazioni difficili dell’individuo.

Tu parlavi prima di conoscere il proprio scopo nella vita, ma lo scopo – se volete – lo potete conoscere tutti, uno per uno; lo scopo di ognuno di voi è quello di evolvere, no?
È lo scopo principale, lo scopo basilare, quello stesso scopo per il quale è giustificato il vostro essere immersi nella materia fisica.

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Tu dirai: «Sì, certamente, però è una cosa abbastanza generica; non è che uno possa dire il mio scopo è evolvere; bene, da ora in poi evolvo». Certamente, questo è giusto, non è che effettivamente possiate dire: «Ora mi metto lì, evolvo un po’, tanto per fare qualche cosa»; però bisogna considerare che l’Assoluto, nella Sua lungimiranza, nella Sua bontà – e non potrebbe essere altrimenti – cosa ha fatto? Ha fatto sì che voi, comunque sia, il vostro scopo, la vostra evoluzione la portate avanti sempre e comunque.

Tu dicevi: «Nei momenti difficili prendo una strada sbagliata, non è la mia strada e mi blocco nell’evoluzione, o non vado avanti per la strada che dovrebbe essere la mia» e io dico che non è mai così. Non è mai così perché anche nel momento stesso in cui ipoteticamente l’individuo prende una strada sbagliata, e su questo ci sarebbe da fare un discorso abbastanza lungo, poi, alla fin fine in quel momento stesso l’individuo sta evolvendo, sta imparando qualche cosa dall’esperienza che sta facendo.

Certo, sarebbe bello se ognuno di voi quand’è incarnato – o anche di noi, quando siamo incarnati – potesse vivere soltanto esperienze apparentemente belle, utili e consone alla strada che si può condurre, ma non può essere così perché, se fosse così, vorrebbe dire che si è già compreso tutto, che si è già in perfetta sintonia con la realtà e con ciò che si deve vivere.

Se così fosse non saremmo, non ci saremmo più incarnati e non avremmo più alcuna necessità d’incarnarci, non è vero? Invece è proprio per il fatto che prendiamo anche vie che possono non essere le più dirette o le migliori per acquisire evoluzione, che noi arriviamo a comprendere quali sono i nostri errori, i nostri limiti e quindi a modificare noi stessi.
Non esiste quindi – in poche parole – nessuna via che sia in tutti i modi, e comunque sia, sbagliata e tanto meno non porti qualche germe di evoluzione all’individuo.

Basti pensare, d’altra parte, ai casi in cui qualcuno di voi, qualche persona, soffre per l’abbandono e la morte di un suo caro sul piano fisico; certamente quella è una situazione brutta, dolorosa, triste, e via dicendo, ma quando si riesce poi a superare il momento peggiore, il momento più triste della situazione, ci si rende conto che anche una situazione così brutta e così difficile, una situazione in cui in realtà magari non si poteva far nulla per cambiare ciò che stava per accadere, alla fine ha portato dei risultati positivi per la persona perché, quanto meno, si è resa conto dell’amore che nutriva per la persona che lo ha abbandonato e che prima era incastellato in una struttura che impediva di essere compreso fino in fondo; e questo è un gradino in più, una goccia in più per acquisire l’evoluzione e ampliare il proprio sentire. Spero di non averti sommersa nelle parole. Georgei


3 commenti su “Anche la scelta apparentemente più sbagliata porta frutto”

  1. Quando si comprende che anche le esperienze dolorose sono necessarie alla propria evoluzione, si ha modo di trovare pace e far tesoro di ogni singola esperienza

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  2. Chiaro. Non può che essere così. Non ci sono scorciatoie o strade sbagliate, ma si presentano situazioni utili per la nostra comprensione.

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