Come i picchi astrali e mentali influiscono sull’altro [IF63.2focus]

Ancora una volta vi è sembrato di rilevare una contraddizione in quanto è stato affermato: i picchi, abbiamo detto, arrivano ai limiti dell’atmosfera individuale. Ma perché questo ragionamento, cosa si voleva significare con questo concetto?

Ci si voleva riportare a quanto detto in precedenza, cioè che – in realtà – l’ambiente individuale è in stretta relazione con quello che è il corpo dell’individuo, sia esso fisico, astrale o mentale; e, quindi, l’atmosfera e l’ambiente di ogni corpo variano a seconda delle vibrazioni emesse dal corpo stesso. Ora, essendo il picco una vibrazione emessa dal corpo, è chiaro che anch’egli ha una sua influenza all’interno dell’atmosfera e dell’ambiente di quel corpo provocando un maggiore o minore ampliamento momentaneo.

Quello che sottintendeva il ragionamento che vi ha messo concettualmente in crisi, non è altro che una ripetizione in una maniera diversa di quanto già prima avevamo detto: ovvero che questi picchi, in realtà e comunque sia, restano sempre all’interno dell’atmosfera individuale, non si possono staccare dall’atmosfera e dall’ambiente dell’individuo che li emette e andare al di fuori della portata vibratoria del corpo individuale: non vi può essere nessuna porzione di materia e quindi di vibrazione di ogni corpo dell’individuo che, come una bolla di sapone, possa veleggiare attraverso l’atmosfera dei vari piani e andarsene un po’ per i fattacci suoi. Bene, questo?

D – Quello che, almeno per conto mio, mi pare di aver capito era che questa protuberanza che noi la vedevamo come un prolungamento, invece è proprio tutta I’atmosfera che si espande, chiamiamola in senso circolare…

No.. no.. non sarebbe più un picco, ma sarebbe uno… «sfericco» se vogliamo giocare con le parole!

Letture per l’interiore: ogni giorno, una lettura spirituale breve del Cerchio Ifior e del Cerchio Firenze 77, su Whatsapp e su Telegram.

Altro punto ancora che vi ha lasciati perplessi è il discorso della sovrapposizione delle atmosfere, ed anche questo vi è sembrato qualcosa di poco chiaro, quanto meno in parte, e apparentemente contraddittorio con quanto era stato detto in precedenza. Ora ricordiamo un concetto, intanto, di base: in assenza di forti emozioni, o di forti desideri vi è un’atmosfera, un ambiente astrale che si può definire «a regime», ed è quello dato da normali emozioni, desideri, pensieri che l’individuo ha nel corso della sua esistenza, che non suscitano forti, intense reazioni nei corpi inferiori dell’individuo e che, quindi, determinano un’area vibratoria abbastanza stabile nel tempo.

Questa può essere la concezione di atmosfera individuale di uno dei vari corpi «a regime», quindi senza picchi di nessun tipo. Questo regime viene meno (e vi è quindi un allargamento di atmosfera e quindi di ambiente), allorché vengono emessi questi picchi vibratori che, come lampi che nascono dalla materia di un determinato corpo, si proiettano all’esterno portando al famoso ampliamento dell’atmosfera, dell’ambiente di quell’individuo.

E si proiettano esattamente, dove? Si proiettano verso ciò che è I’oggetto del desiderio o del pensiero in questione, giusto? Quindi verso ciò che costituisce il bersaglio di quel desiderio o di quel pensiero. E per questo capita (quasi sempre, e non sempre) che l’atmosfera, supponiamo astrale, di questo improvviso forte desiderio in via di espansione che provoca l’espansione anche dell’atmosfera astrale dell’individuo in quel momento, arrivi a contatto, come avevamo detto, con l’atmosfera astrale dell’oggetto del desiderio. fin qua ci siamo? Qua nasce il punto: arriva a contatto o si fondono, le atmosfere?

Avevamo detto, se ricordate, che le atmosfere non si fondono, però avevamo detto anche che si sovrappongono. Ora, a parte il fatto che, signori miei, mi pare che fondersi e sovrapporsi siano due concetti molto diversi, anche per la vostra lingua e quindi non vedo il perché di cotal discussione in merito, mi sembra evidente che il discorso della sovrapposizione sia un concetto che vada applicato essenzialmente, principalmente a quella che è la forza motrice del picco… Qual è la forza motrice del picco? La vibrazione, naturalmente: il picco – lo ripetiamo ancora una volta per chi fosse un pochino duro di comprendonio – non è altro che un’emissione di vibrazioni.

Ora voi sapete che quando una vibrazione forte arriva a contatto con un’altra vibrazione, succede che le due vibrazioni generano una vibrazione diversa, in qualche modo; dal loro incontro, dal loro scontro le vibrazioni traggono delle conseguenze, non restano simili a se stesse, come erano un momento prima di incontrare l’altra vibrazione, giusto? Questa è una legge fisica che conoscete e che si applica tranquillamente anche al concetto di vibrazione all’interno del piano astrale e all’interno del piano mentale: quando due vibrazioni astrali si toccano, immediatamente e per il fatto stesso di toccarsi possono scontrarsi e deflettersi, possono modificarsi l’un l’altra, ma non restano più esattamente le stesse che erano prima. E qua arriviamo a quello che avete dimenticato nel corso dei vostri discorsi!

Voi che osservate tutto il nostro parlare dal punto di vista del vostro Io, pensate sempre di essere gli agenti e basta, pensate di emettere dei picchi: «Io ho emesso un picco» e con questo il vostro Io è bello contento perché magari pensa: «Il mio picco era più picco del suo», ma non vi rendete conto che il fatto stesso di emettere un picco vibratorio verso l’oggetto di desiderio o di pensiero, porta a raggiungere l’atmosfera di questo oggetto di desiderio o di pensiero e quindi riceve una vibrazione a sua volta: non vi è soltanto il protrarre la vibrazione verso questo oggetto, ma anche l’essere in qualche modo contaminati, in qualche modo influenzati dalla vibrazione che si va a incontrare.

Voi direte: «Ma questo complica enormemente le cose!». Sono pienamente d’accordo! Però non dimenticate che vi è questa azione-reazione in tutte le forme di vibrazioni che esistono all’interno dei piani inferiori; d’altra parte se così non fosse, non vi sarebbe neanche la possibilità di modificare voi stessi, sareste ognuno chiuso nel proprio guscio, con i propri picchi, nulla arriverebbe dall’esterno, il circolo sarebbe chiuso, non vi sarebbe possibilità di fare esperienza, di scambiare vibrazioni e quindi di fare evoluzione.

Quindi, e se ne riparlerà poi in seguito quando ritorneremo ancora una volta, ahi voi, ad esaminare l’influenza dell’ambiente esterno sui corpi dell’individuo (perché anche questo va considerato, creature, mi dispiace dovervelo ricordare!), e sarà un argomento che dovrete tener presente, perché, senza dubbio, se ognuno di voi emette vibrazioni ed emette questi picchi che, chissà perché, vi hanno così entusiasmato, dovrete tenere conto anche di questo aspetto e quindi della reazione che questi picchi hanno all’interno delle proprie vibrazioni, allorché incontrano o si scontrano con l’oggetto del desiderio o del pensiero.

D – Come un’eco?

Come una sovrapposizione che provoca una modificazione della vibrazione originaria nel picco, e non soltanto nel picco ma anche nell’atmosfera dell’oggetto del desiderio, del pensiero che entra in contatto con questo picco. Quindi vi è una modificazione, una interazione, un’azione sia da parte di chi emette il picco che da parte di colui o ciò che col picco entra in contatto.

Questo al di là dell’interazione fisica. Che, poi, vi possa essere una ridondanza vibratoria all’interno dei corpi dell’individuo, per cui una vicinanza fisica amplifichi determinate vibrazioni astrali o mentali, questo può anche essere vero ma non è strettamente necessario; molti dei vostri desideri, molti dei vostri pensieri sono indirizzati a ciò che è lontano fisicamente da voi, eppure, in qualche modo, molte volte riescono a entrare in contatto con questa persona, o questo oggetto di pensiero, di desiderio che in quel momento non è raggiungibile fisicamente.

Non sono mai modificazioni drammatiche, comunque, ma sono modificazioni che possono aumentare l’intensità della vibrazione, perché tenete presente una cosa: quando un picco viene emesso, come tutte le scariche energetiche, nella parte più vicina alla fonte di emissione l’energia è molto forte, man mano che il picco si allontana dal corpo che lo emette la sua forza va perdendo d’intensità.

Quindi se il picco del desiderio, supponiamo, incontra immediatamente nella sua fase più forte, più intensa, l’oggetto del desiderio, chiaramente questo oggetto del desiderio riceverà un impulso più forte e certamente il picco influirà maggiormente, più immediatamente, in modo talvolta anche più dirompente nell’atmosfera dell’ambiente dell’altra persona.

Per fare un esempio molto semplice, che più o meno tutti voi conoscete: i famosi impulsi sessuali sono di vari tipi, ed è inutile stare a fare questa sera una distinzione fra le varie forme di sessualità o d’impulso; certamente però l’impulso sessuale, specialmente in un certo ciclo di età all’interno dell’individuo, subisce delle forti emozioni e quindi emette forti picchi dal punto di vista astrale e se è per questo anche mentale, talvolta.

Ora questi picchi astrali, per quanto possano essere forti, allorché restano non a portata fisica dell’individuo verso cui sono diretti non hanno mai la stessa intensità, la stessa forza che possono avere allorché sono vicinissimi alla persona oggetto del desiderio; ed ecco perché, talvolta, specialmente quando il desiderio è molto forte vi è quella sensazione di perdere, come direste voi, completamente la testa, ad esempio.

Quello è un esempio di un picco molto forte che interagisce magari col picco dell’altra persona che è altrettanto forte vibratoriamente. Dalle sovrapposizioni delle due vibrazioni e, quindi, dall’influenza reciproca di una vibrazione sull’altra ecco che nasce questo scompenso vibratorio che coinvolge, a quel punto, un po’ tutto l’individuo, anzi tutti e due gli individui, facendogli quasi perdere il senso della realtà. E’ chiaro questo esempio?

D – E quando esiste solo un picco, unilateralmente?

Ma qua, forse, il discorso sotto un certo punto di vista può diventare più complicato.
Supponiamo che Eva abbia questo forte desiderio sessuale nei confronti, che so io, di Adamo, e Adamo, invece, chissà perché sia attirato dal serpente (ognuno ha le sue perversioni!), quindi non pensi minimamente a Eva. Ora Eva emette il suo picco astrale di desiderio nei confronti di Adamo, il quale verso di lei non emette alcun picco, e allorché il picco di desiderio di Eva arriva a contatto con l’atmosfera e l’ambiente astrale di Adamo non riceve nessuna risposta.

Certamente provoca qualche influenza all’atmosfera generale, «di regime» di Adamo però, non avendo nessuna risposta, le sue vibrazioni, non trovando consonanza nell’atmosfera dell’altro, un po’ alla volta faranno sì di far rientrare il picco all’interno dell’atmosfera di Eva che resterà frustrata e, in qualche modo, poi modificherà le sue energie in altre direzioni con tutte le conseguenze che possono esserci e che hanno portato a tutte le guerre nel corso dei secoli.

D – Scusa, non so se ho detto una cosa inesatta: i picchi possono avere delle ripercussioni a livello genetico, iscriversi nel nostro Dna?

Io direi proprio di no, anche perché, come qualcuno ha sottolineato, il Dna è costituito, formato in modo tale da creare il corpo dell’individuo perché possa essere sottoposto, possa vivere quel tipo di esperienze che gli sono necessarie per portare avanti la propria evoluzione e, in senso più ampio, per costituire quel corpo che è necessario alla Realtà per mantenere intatto il suo tessuto, giusto?

[…] Ora l’emissione di un picco per un forte spavento, ad esempio, una forte esperienza traumatica da parte di un individuo, se andasse a modificare la catena genetica dell’individuo che potrebbe poi trasmetterla a un eventuale figlio, significherebbe che l’esperienza fatta dal padre sarebbe, per forza di cose, strettamente necessaria anche al figlio, e non può essere assolutamente così; può essere che il tipo di esperienza abbia una qualche importanza per il figlio, ma allora l’influenza che verrà affrontata, verrà subita dal figlio, non agirà per via genetica ma agirà poi attraverso le altre varie componenti, ovvero attraverso la componente astrale e attraverso la componente mentale dei corpi del padre.

D – Praticamente la paura del padre condiziona un po’ l’esistenza del figlio, perché gli impone certi modi di vivere…

Certamente, e qua arriveremo a quei discorsi che abbiamo detto che approfondiremo in seguito su quello che riguarda le influenze dell’ambiente esterno all’interno dei corpi di un individuo, mentre finora ci siamo preoccupati più che altro della influenza dei corpi dell’individuo su se stesso o verso l’esterno, va bene?

3 commenti su “Come i picchi astrali e mentali influiscono sull’altro [IF63.2focus]”

  1. “Eva che resterà frustrata e, in qualche modo, poi modificherà le sue energie in altre direzioni con tutte le conseguenze che possono esserci e che hanno portato a tutte le guerre nel corso dei secoli.” Questo concetto mi sembra molto interessante se pensiamo anche a ciò che sta attualmente avvenendo, peccato che non sia stato ulteriormente sviscerato… perché mi piacerebbe capire meglio la dinamica attraverso degli esempi concreti.

    Rispondi
  2. L’interessante la questione dell’interazione tra picco vibrazionale e l’oggetto del picco stesso: entrambi ne rimangono modificati, non si tratta di un’azione unidirezionale; ciò che dopo quel picco emerge non è più riconducibile alla situazione vibrazionale precedente.

    Rispondi

Lascia un commento