Favola di Atalia, sulla responsabilità dell’evoluto

Un giorno, davanti a Sulaimon, vennero portate due donne affinché venissero giudicate. Le due donne si chiamavano l’una Milca e Atalia l’altra.
Sulaimon le guardò con attenzione e poi disse: «Donne, siete qua al mio cospetto per essere giudicate; voi vi siete azzuffate sulla piazza del mercato offrendo spettacolo indecoroso alla gente e rovesciando il banco di un mercante che esponeva vasellame il quale, giustamente, chiede di essere risarcito dei danni che ha patito. Che cosa avete da dire a vostro favore?».
Atalia sbottò subito, sotto lo sguardo acuto di Sulaimon:
«Potente tra i potenti, certamente vi avranno parlato di me e, a ragione, vi avranno detto che sono una donna aggressiva e violenta, che non riesco a tenere a freno le mie reazioni e reagisco anche per cose insignificanti.
Riconosco che questa è la verità tanto che, se devo essere sincera, mi scappa persino dalla mente, in questo momento, il perché che ha motivato la zuffa. Se vi è, quindi, una colpevole, questa sono io e Milca non ha altra colpa che quella di essermi cugina».
Sulaimon si rivolse all’altra donna ponendole la stessa domanda e osservandola con occhio acuto e penetrante.
Quella così rispose: «Giusto tra i giusti, io non sono una guerriera, non amo lottare, così quando mia cugina, che so essere aggressiva e violenta, agisce in quel modo, io non riesco a fare altro che lasciare che si sfoghi».
Sulaimon meditò solo per alcuni attimi, poi emise la sentenza: «Affinché giustizia venga fatta, ognuna delle due cugine paghi al mercante metà dei danni che egli ha subito.
Affinché, invece, ad ognuna delle due cugine io possa insegnare qualcosa, vengano date dieci nerbate ad Atalia e venti nerbate a Milca».
Soltanto pochi tra i presenti riuscirono a capire quanto fosse grande, in verità, la saggezza di Sulaimon.


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9 commenti su “Favola di Atalia, sulla responsabilità dell’evoluto”

  1. Questa favola mi fa venire in mente che Anche Dante, non aveva considerazione degli ignavi, ponendoli addirittura fuori dai gironi. L’indolenza e la passività di Milca sono colpe ben peggiori dell’aggressione di Atalia che responsabilmente se ne assume la colpa. Quanto dell’una e dell’altra parte c’è in me? Ho un po’ di timore a rispondermi!

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  2. Mi ritrovo in Atalia nella sua incapacità di frenare a volte le proprie reazioni, ma non so se sono capace di altrettanta lucidità di analisi e di onestà ad ammetterlo.

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  3. Natascia ha centrato il problema. Maria si ritrova in Atalia, io in Milka: non che di fronte alle situazioni non prenda posizione ma preferisco evitare gli scontri aperti e giungere a compromessi.

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  4. Quanto mi tocca questa favola!
    È quanto sarebbe leggera la punizione di venti nerbate invece che dover fare i conti con i miei limiti!

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  5. Sono più Atalia che Milka . Anche se non cerco lo scontro di certo non mi ritraggo se provocato e questo è un mio limite . Me ne rendo subito conto e in breve ritrovo l’equilibrio ma intanto una bella ondata vibratoria è partita e mi rimbalza addosso . Milca mi ricorda quel passo biblico : “ non siete freddi né caldi e io vi vomiterò “ . In realtà Milca potrebbe aver raggiunto quel livello di comprensione che le permette di guardare lo sfogo di Atalia da un piano esterno trascurando il proprio livello identitario. Ma la reazione di Sulaimon pare collocarla fra gli ignavi, fra coloro che non prendono posizione.

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  6. Responsabilita vuol dire esporsi, prendere posizione , ognuno per il livello di comprensione raggiunto ,ma certamente non rimanere nella passivita e nell’ indolenza….difficile il giudizio su di se perché nel guardarsi non so mai oggettivare la percentuale di Io che entra in gioco e che di conseguenza cambia le carte in tavola!

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  7. Beh, io probabilmente avrei preso venti vergate, ma mi chiedo chi sia l evoluto. Forse proprio Milca?Forse viene punita più duramente perché essendo più capace di vedersi ha una maggiore responsabilità e avrebbe almeno dovuto provare a dire qualcosa per evitare che la cugina desse libero sfogo ai suoi istinti invece che rimanere del tutto passiva.
    P.S.: l affermazione iniziale non significa che mi consideri evoluto…

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  8. Atalia riconosce il proprio limite e se ne assume la responsabilità, non accusa nessuno al di fuori di se stessa, anzi difende la cugina. Se la punizione ha lo scopo di attivare un processo di comprensione, allora essa è più pesante per Milca perché evidentemente Milca mostra minor consapevolezza di sé, sembra più centrata a difendersi e a giudicare la cugina che non a vedere la propria parte di responsabilità.
    Quante volte nelle nostre giornate cerchiamo di scaricare la responsabilità di ciò che accade al di fuori di noi stessi, che siamo i soli artefici del nostro film. Lo facciamo in automatico, spesso non ce ne rendiamo neanche conto, fino a quando la vita ci scova e siamo costretti a tirar fuori la testa dalla sabbia.

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