Il libero arbitrio: la possibilità di cambiare il modo di vivere la realtà

Chi si avvicina a queste cose, a questi incontri “spiritici”, senza conoscere come stanno i fatti, in realtà, arriva solitamente con delle idee molto particolari. […] Oppure si aspetta di ricevere, da queste voci dell’aldilà, indicazioni su come arrivare ad ottenere i “poteri”.

Che chimera quella dei poteri! Basta guardare quello che accade, ora come ora, intorno a voi nella vostra società per notare un po’ dappertutto un fiorire di gruppi che promettono, a chi partecipa, grandi cose, grandi possibilità, grandi capacità e illuminazioni, supersensibilità, viaggi astrali e chi più fantasia trova, più fantasia riesca ad adoperare.

Noi non vi diamo nulla di tutto questo, e forse è anche per questo che molte persone, dopo un po’, si allontanano; noi semplicemente abbiamo come compito quello di farvi comprendere, non soltanto con la mente ma anche con il cuore, ciò che sta al di sopra della mente e del cuore e che governa la vostra esistenza; questo perché comprendere significa non ottenere poteri sugli altri e sulla realtà che vi circonda, ma principalmente, essenzialmente e necessariamente ottenere potere su voi stessi.

Poche cose sono così affascinanti come quel contorno che accompagna sempre il paranormale o l’esoterismo, da che il paranormale e l’esoterismo sono arrivati alla massa. E’ affascinante pensare di avere doti particolari, anche perché l’avere doti particolari offre, molto spesso, la compensazione per una vita grigia, una vita di tutti i giorni che magari non soddisfa, lascia poco gratificati.

Non è una vita che lasci spazio per poter sognare e, allora, quale più bel sogno di quello di essere migliori degli altri e di ricalcare, in qualche modo, quelle antiche leggende di maghi che, così spesso, affascinavano tutti voi da bambini e che sono, in fondo, un retroterra di tutta  la vostra cultura, di tutta la vostra conoscenza, di ciò che voi crescete, siete e sperate di diventare?

Però, se voi vi fermate un attimo (soltanto un attimo non di più), a considerare l’esistenza, la possibilità  – visto che non potete avere ancora la certezza per il momento – dell’esistenza di un Dio, così come noi, e non soltanto noi, ve lo presentiamo (ovvero come un Dio in cui tutto è, e in cui tutto è già disegnato perfettamente nei suoi più minimi particolari) vi potete rendere conto che, in realtà, il disegno di cui fate parte è così immenso eppure così concatenato, una trama all’altra, una pennellata all’altra, che deve anche necessariamente essere ordinato, avere un ordine: non vi può essere  una pennellata data là dove turberebbe l’insieme del grande disegno. Scifo

Ecco perché il discorso del libero arbitrio  è così difficile, fratelli, da comprendere e da accettare. Infatti, se riguardate in questa ottica il pensare all’esistenza o meno di un libero arbitrio, necessariamente non si può che arrivare alla conclusione che ognuno di voi deve muoversi in determinate direzioni affinché il disegno Universale, il disegno del Grande Architetto, non venga in qualche modo deturpato, infatti, se soltanto uno di voi agisse in una direzione in cui non deve agire ecco che, come una pietra lanciata in uno stagno, l’ombra del suo agire sbagliato, un po’ alla volta, si propagherebbe tutto all’intorno, modificando e cambiando ciò che già prima era stato stabilito.

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Ma se ciò era stato stabilito da un Dio, se un Dio aveva già  dipinto il grande affresco della vostra e nostra realtà, come è possibile, chiedo io, che questa realtà possa dall’individuo essere mutata?
Può solo accadere che l’individuo si illuda di averla mutata o di avere la possibilità di agire secondo il suo volere e non secondo quello divino. In verità, invece, il suo agire è sempre conforme a ciò che già era scritto che doveva essere. Rodolfo

Questo discorso, anche se logicamente può essere accettato, può anche diventare, per certi versi, pericoloso in quanto potrebbe portare al fatalismo, alla passività ed alla cristallizzazione.
Potrebbe fare perdere la voglia, il piacere, il gusto di aiutare gli altri e via e via e via. Però vi è qualche cosa al di là di tutto questo, qualcosa che dà un senso a quanto stiamo dicendo questa sera, che sembra negativo sotto un certo punto di vista e che appare come una catena al piede di ognuno di voi, e questo senso è il fatto che voi, essenzialmente, esercitate la vostra libertà, il vostro libero arbitrio, nella vostra interiorità, in ciò che influisce su voi stessi principalmente ed essenzialmente, senza poter che marginalmente, in realtà, influire veramente sugli altri.

Che cosa vi offriamo noi, in fondo?
Non vi offriamo – perché non è possibile – la possibilità di cambiare la realtà che vi circonda: vi offriamo la possibilità di cambiarla in qualche cosa attraverso il vostro mutamento, anche se sarà sempre un mutamento adeguato a ciò che deve essere.
Tutti coloro che vivono una forte sofferenza e che vedono e sentono la loro vita crollare all’improvviso come un castello di carta sotto il soffio di un vento malizioso, certamente non possono allontanare la sofferenza, in quanto se essa si è presentata, se esiste, ha la triste funzione di far comprendere qualche cosa, e noi non possiamo certamente farvi comprendere ciò che non volete comprendere, così come non possiamo neanche comprendere per voi. 

Quello che possiamo darvi in questi incontri, in tutto questo parlare che ora si rivolge alla mente, ora al cuore, ora alla vostra coscienza, è soltanto il tentativo non di far cambiare da voi la realtà, quanto di far cambiare da voi il modo in cui la vedete e la vivete.

Infatti, se riuscite a raggiungere un certo equilibrio, se riuscite a sentirvi parte di un tutto, se riuscite interamente a comprendere che non siete mai soli anche se così vi sembra, ma che tutto ciò che vi circonda è in voi ed è per voi allora, a quel punto, anche la sofferenza che vi potrà arrivare diventerà meno dura da sopportare in quanto riuscirete a viverla in modo diverso. 

Pensate alla persona che, per qualche motivo, ha perso, per esempio, l’uso delle gambe: quanto spesso una persona in queste condizioni si lamenta, piange, si dispera, non riesce a capacitarsi di ciò che gli è accaduto?
Eppure, se si guardasse attorno con attenzione, scoprirebbe che ciò che gli è venuto a mancare può essere, se soltanto lo vuole, se soltanto riesce ad osservare con occhi diversi la sua realtà, compensato da tante altre piccole cose che ora scorge mentre prima non le scorgeva mai.
Vi è sempre, quindi, la possibilità di modificare il modo di vivere la propria realtà e riuscire a vivere serenamente anche il dolore più grande. Ed è questo che io auguro questa sera, con affetto e con amore, a tutti voi. Moti


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14 commenti su “Il libero arbitrio: la possibilità di cambiare il modo di vivere la realtà”

  1. Il libero arbitrio di cui disponiamo è possibilità di cambiare o meno punto di vista sulla realtà e su di noi. Sta a noi decidere se accettare o rifiutare l’incompreso da lavorare che comunque vada ci trasforma. Sta a noi decidere quanto soffrire.
    Grazie.

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    • Il Grande Disegno è già dispiegato, nell’Eterno Presente. Nel divenire noi percepiamo al massimo alcuni brandelli di tale Disegno per cui operiamo scelte e ci può sembrare di avere libero arbitrio e magari anche di influenzare le vite altrui. Tutto questo è funzionale ad alimentare il processo di conoscenza consapevolezza e comprensione, evitando di rimanere bloccati nel fatalismo. Se però consideriamo tutto il processo dal punto di vista dell’Eterno Presente non possiamo che arrenderci: è tutta Illusione

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  2. Si sgretola la portata di quel “sia fatta la tua volontà” dato che è l’unica strada possibile.
    È anche mia esperienza che il mutare lo sguardo sulla realtà cambia il grado di sofferenza o di soavità.

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  3. Nell’ordine del Grande Disegno, la nostra libertà sta nel cambiare il modo di vedere la realtà. Sembra una piccola libertà, invece apre ampi spazi di comprensione.

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  4. Quindi vivere significa scoprire ogni giorno un tratto di quel disegno divino predisposto dall’Architetto, aderire ad esso. Nulla possiamo cambiare, potremmo semmai sbagliare o allungare la strada, scegliere tratti più impervi o faticosi, per arrivare a quella meta stabilità per ciascuno.

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  5. “Tutti coloro che vivono una forte sofferenza e che vedono e sentono la loro vita crollare all’improvviso come un castello di carta sotto il soffio di un vento malizioso, certamente non possono allontanare la sofferenza, in quanto se essa si è presentata, se esiste, ha la triste funzione di far comprendere qualche cosa”….
    “se riuscite a sentirvi parte di un tutto, se riuscite interamente a comprendere che non siete mai soli anche se così vi sembra, ma che tutto ciò che vi circonda è in voi ed è per voi allora, a quel punto, anche la sofferenza che vi potrà arrivare diventerà meno dura da sopportare”
    Queste le parole che risaltano alla mia lettura!

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  6. Mi pare un viaggio con un’unica meta. La comprensione di se come parte di un tutto in equilibrio. Le esperienze come tappe del viaggio.

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  7. In questo post trovo l’essenza della vita, di ogni insegnamento.
    Nulla possiamo sulla capacità di modificare la realtà: essa è quel che è, è la rappresentazione del grande disegno espressa nel perfetto equilibrio.
    L’unica cosa che possiamo mutare è la capacità di vedere e stare all’interno di quel grande disegno nella consapevolezza di esserne fondamentali e allo stesso tempo infinitamente marginali.
    E’ solo il come viviamo quello stare che può essere modificato e che a sua volta modifica il punto di vista del Tutto.
    Più saremo in grado di vivere la Realtà secondo questo concetto e più leggero sarà il cammino.
    Mi viene alla mente un riferimento cristiano in cui si dice che “il regno dei celi è già qui.”…..servono solo occhi nuovi per vedere!!

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  8. Per un certo periodo, anch’io sono stata attratta da chi dispensava gioia/amore/bellezza (lo dico in maniera ironica, ma per rendere il concetto).
    Ogni volta ne rimanevo delusa, riconoscendone l’inefficacia e il limite di visione.
    Anch’io, come dice Scifo, pensavo di scoprire i poteri che mi avrebbero permesso di risolvere i problemi, per poi comprendere che l’unico potere che si ha, e’ quello di cambiare noi stessi, o meglio cambiare lo sguardo con cui si cerca di decodificare i fatti.
    Questa e’ veramente la grande rivelazione, quello che consegna ad ognuno di noi la responsabilita’ della propria vita.
    Non possiamo agire sul nostro disegno, ma possiamo avere una visione sempre piu’ unitaria, in cui la gioia e la tristezza, la felicita’ ed il dolore, la vita e la morte non hanno connotazione positive o negative, ma semplicemente sono condizioni funzionali al nostro apprendimento nel divenire. Comprendendone la funzione, pur non evitandone il dolore, possiamo trovare sollievo alla nostra sofferenza.

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  9. Il Grande disegno e’qualcosa che non possiamo cambiare, ma possiamo modificare lo sguardo in cui stiamo nel cammino rendendolo piu leggero

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