Il piano mentale 3 [IF40focus]

D – Scifo, scusa: per il piano astrale mi sembra di aver capito che l’individualità procede nei vari sottopiani abbandonando i desideri più grossolani e procedendo verso desideri più sottili (se si può dire così). C’è questo percorso anche nel piano mentale?

Sì, senza dubbio. Senza dubbio i procedimenti sono poi gli stessi in tutti i vari piani. Anche sul piano mentale i primi pensieri riguarderanno – che so io le cose più materiali; ad esempio qualcuno potrebbe soffermarsi a cercare di capire, di pensare, come riuscire a diventare ricco, o famoso, o importante, ma questi pensieri diventeranno sempre meno legati alla materia a mano a mano che l’individuo si spoglierà della materia mentale più pesante.

D – Quindi una specie di gusci mentali?

Ancora gusci mentali, certo.

D – E dov’è che si ferma per addormentarsi – come chiedevo prima – o procede comunque fino all’ultimo sottopiano mentale?

I gusci, in qualsiasi caso, si eliminano uno dopo l’altro. Anche nel caso che si tratti di entità che non sono ancora consapevoli e che quindi non possono rendersi conto di dove sono, cadendo nel sonno fino alla loro incarnazione successiva, ciò non toglie che i loro gusci nei vari piani inferiori vengano persi lo stesso, poco alla volta.

D – Quindi procede fino all’ultimo sottopiano mentale?

Ma certamente, altrimenti non riuscirebbe ad abbandonare questi piani se non avesse eliminato la materia più pesante che lo tiene ancorato a quel determinato sottopiano di quel piano. (Che scioglilingua!)

D – Ma questo iter nel mentale e nell’astrale quanto tempo dura in media, ammesso che si possa quantificare …

Non è possibile fare una media e, tanto meno, fare una media rapportata al vostro modo di considerare il tempo. Il tempo su questi piani è diverso da come voi lo vivete sul piano fisico.

D – Scifo scusa, l’individuo alla nascita ha un nuovo corpo mentale: come si struttura, come inizia a strutturarsi il corpo mentale dell’individuo che si incarna?

Vuoi un trattato o una risposta semplice?

D – Se è possibile, una piccola spiegazione. Non so … è un discorso un po’ lungo.

Una piccola spiegazione porterebbe forse più fuori strada che nessuna spiegazione. Comunque, proprio semplificando al massimo, il discorso resta sempre e comunque lo stesso: il corpo akasico ha bisogno di fare certe esperienze, per fare certe esperienze si avvia verso l’incarnazione e, per avere i corpi inferiori strutturati in modo adeguato al tipo di esperienze che dovrà affrontare, emette delle vibrazioni che attraggono un certo tipo di materia mentale, così come un certo tipo di materia astrale, così come un certo tipo di materia fisica. E’ a questo modo che si forma quel tipo di corpo mentale che è tipico di quell’individualità e che appartiene soltanto a quell’individualità, perché nasce proprio dai desideri, dai bisogni, dalla necessità di esperienza di quel corpo akasico che – unico – ha il suo sentire, diverso da tutti gli altri.

D – Sì. Poi c’è anche l’aspetto della conoscenza data dall’esperienza che si vive sul piano fisico che va a incidersi anche, per la sua parte, sul corpo mentale.

Certamente. Ricordate che è sempre tutto un circolo; non vi è nulla di slegato tra i vari elementi. Ogni elemento influisce su un altro e tutto serve a far sì che l’evoluzione fluisca da un capo all’altro dell’individualità provocandone l’avanzata e dandole un movimento.

D – Quella che viene definita “malattia mentale” si rifà a tutta la struttura, e quindi a una limitazione anche del mentale, che quindi l’individuo si ritrova anche poi, successivamente, a rielaborare, o è solo “una manifestazione a livello del corpo fisico”; quindi come il computer che è mal strutturato e risponde malamente nel mondo fisico?

Qua vi son tantissime possibilità: una possibilità (e qua parliamo, chiaramente, dell’individuo incarnato sul piano fisico) è che sia il terminale, il ricettore, ovvero il cervello sul piano fisico che abbia dei problemi nell’eseguire quello che un corpo astrale o un corpo mentale in buone condizioni continuano a fargli arrivare. Essendoci dei problemi fisiologici all’interno di questo decodificatore dei loro messaggi, ecco che l’individuo può arrivare ad avere comportamenti tali da poter essere definiti sintomi di disturbi mentali. 

Questa è una possibilità, però vi è anche la possibilità – ad esempio – che l’organo sul piano fisico sia in perfette condizioni, il corpo mentale sia in perfette condizioni e sia il corpo astrale che disturba le vibrazioni, in quanto – avendo al suo interno delle turbolenze vibratorie particolari, dei nodi particolari da sciogliere – fa sì che le vibrazioni emesse dal corpo mentale vengano disturbate e non riescano ad arrivare in modo continuo o chiaro al ricettore sul piano fisico. Ecco così che, ancora una volta, ci saranno disturbi che apparentemente sembrano o potrebbero sembrare dei disturbi d’insanità mentale. 

La stessa cosa potrebbe essere nel caso che il corpo astrale e il ricettore sul piano fisico siano perfetti, ma invece abbia dei problemi il corpo mentale. Allora, a questo punto, vi sono già in partenza le vibrazioni turbolente, che verrebbero poi amplificate passando attraverso la materia astrale per arrivare caotiche a quello che è il corpo fisico dell’individuo. Son possibili tutte le combinazioni, a questo punto.

D – E, di conseguenza, quando questo individuo ipotetico fa il cammino inverso, astrale e mentale, si ritrova in una situazione ancora di confusione nell’uno e nell’altro piano?

Non è detto. Non è detto perché sul piano astrale ha la possibilità di sciogliere i nodi che eventualmente trova, e sul piano mentale ha la stessa possibilità.

D – Mi chiedevo che differenza di esperienza si iscrive poi nell’akasico…

Comunque sia al corpo akasico non interessa l’esperienza in se stessa, interessa quello che si è tratto dall’esperienza; e quello che si è tratto dall’esperienza non è ciò che l’individuo capisce sul piano fisico, ma ciò che dall’esperienza viene mediato dal fisico, dall’astrale e dal mentale per arrivare all’akasico, il quale poi comprende; tanto è vero che abbiamo sempre detto che l’esperienza che voi giudicate positiva o negativa ha la stessa utilità per il corpo akasico.

D – Scusa, la stessa cosa succede anche con il coma?

La stessa cosa succede con il coma, può succedere anche con il coma, certamente. Non è detto che perché l’individuo apparentemente sia insensibile a ciò che accade intorno a lui sul piano fisico egli in realtà non senta, non percepisca con gli altri corpi e quindi tragga delle conclusioni all’interno di quello che è il suo corpo akasico.

D – Volevo ancora chiedere una cosa, Scifo, per favore. L’altra volta ho sentito una frase: “tutti i cervelli hanno la stessa potenzialità pur non essendo uguali” …

Non più “tutti i cervelli sono uguali”! Meno male!

D – Volevo dire: ma dal punto di vista genetico non c’è una differenza? Per esempio, dal punto di vista di struttura del cervello, che possa più o meno sviluppare quello che gli viene dal corpo mentale o anche dall’akasico?

Dunque, tentiamo di chiarire un attimo questa cosa. Tutti i cervelli – abbiamo detto noi – hanno le stesse potenzialità. Questo cosa sta a significare? Sta a significare che ogni cervello ha la possibilità di esprimere allo stesso modo di tutti gli altri i pensieri, le emozioni, i desideri, le sensazioni. D’accordo? 

Questo, però, pur essendo in partenza così, non può accadere allo stesso modo per tutti allorché si considera che ciò che influisce sul cervello sono le vibrazioni astrali, mentali e anche akasiche, in realtà; e considerando che ogni individuo ha il suo corpo astrale che è diverso dagli altri, ogni individuo ha il suo corpo mentale che è diverso dagli altri, ogni individuo – ancora di più – ha il suo corpo akasico con le sue comprensioni e i suoi bisogni che è diverso da tutti gli altri, ci si rende conto che le possibilità di base sono le stesse per tutti, ma come poi vengono messe in atto varia individualmente in modo enorme, come voi ben sapete. E’ chiaro o volete altre spiegazioni?

D – Io mi riferivo specificatamente al fatto che, per esempio, una capacità mentale non possa esprimersi adeguatamente attraverso il cervello perché geneticamente magari il cervello, come struttura neurologica, non può esprimere pienamente questa capacità.

Intanto bisogna vedere cosa intendiamo per “possibilità” e per “capacità”. Certamente se vi sono dei danni fisiologici a un cervello, le possibilità non possono essere identiche, su questo non vi è alcun dubbio, però vi è sempre un certo margine entro il quale anche l’attività cerebrale è flessibile.

Voi sapete che nei casi in cui, per esempio, vi è il danneggiamento di alcune cellule cerebrali che magari sono a capo di determinate funzioni, le cellule intorno incominciano un po’ alla volta a sostituirle pur non avendo le stesse funzioni; incominciano a imparare come farlo. Questo significa che all’interno del cervello stesso ci sono dei meccanismi che fanno sì che queste possibilità di base, questo substrato uguale per tutti, in un modo o nell’altro venga arricchito.
Certamente, se poi il danno è molto rilevante, allora vi saranno delle difficoltà a mettere in atto le possibilità, però in linea di massima le possibilità – fino a un certo punto – esistono sempre per tutti.

D – Quell’analogia fatta da un amico veneto l’altra volta – in cui certamente era stato un errore dire che i cervelli sono uguali – però quell’amico aveva specificato: “è come un computer, comunque una macchina, con un operatore che lo dirige” (il corpo mentale). Allora il senso era che la macchina può anche andar bene pero è l’operatore che deve influire su questa macchina; quindi se l’operatore non è abile la macchina funzionerà male. Anche così sarebbe sbagliato?

No, certamente. Va benissimo questo esempio, può essere adeguato.

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D – Certo che poi, se per esigenze evolutive in quella vita, una persona deve avere il cervello danneggiato, certamente allora questo computer è danneggiato; oppure tutti gli altri casi che tu hai specificato prima.

Però anche in quel caso – ripeto – vi è una possibilità da parte del cervello di cercare di ovviare in parte a questi danneggiamenti. Pensate, ad esempio, (questo può essere lo stesso meccanismo) alle persone che hanno perso la vista; in qualche modo la maggior parte di queste persone ha, come conseguenza, un acutizzarsi di altri sensi, di altre possibilità; questo perché all’interno del corpo fisico c’è un tentativo di cercare di riequilibrare la situazione ottimale per l’individuo. E se questo è valido per un corpo nel suo totale, è altrettanto valido per i vari organi che questo corpo possiede, e quindi anche per il cervello. 

Ma qua andremmo nel difficile perché, allora, si dovrebbe parlare delle compensazioni del fegato, delle compensazioni degli occhi, delle compensazioni dello stomaco e via e via e via. Se voi ci pensate bene, ci sarebbe da meravigliarsi in continuazione per il fatto che tutti gli organi continuino a lavorare, sottoposti come sono sempre a sforzi enormi. Dovrebbero, nel giro di pochi anni, usurarsi, deteriorarsi, e mandare il corpo di ognuno di voi qualche palmo sotto terra, invece questo non accade. 

Perché non accade? Perché all’interno di ogni organo c’è questa possibilità di riequilibrare in qualche modo la situazione; e non soltanto, ma perché anche gli altri organi concorrono a loro volta a prendersi una parte di peso facendo sì che il corpo continui a restare il più in equilibrio possibile tra le sue varie parti, tra le sue varie funzioni. Scifo


6 commenti su “Il piano mentale 3 [IF40focus]”

  1. “sul piano astrale ha la possibilità di sciogliere i nodi…”
    Credevo che i nodi si sciogliessero solo con la esperienza sul piano fisico dove si accede alle comprensioni.
    Non è acquisire una comprensione se questo sciogliere avviene nei corpi transitori superiori?

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    • Credo che la frase ” sciogliere i nodi” debba essere interpretata come la possibilità di riconoscere (e questo aiuta lo scioglimento) quali sono gli aspetti emozionali che sono stati alla base dell’azione sul piano fisico…
      Almeno, questa è la mia interpretazione.

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      • Fatico ad accogliere alcune spiegazioni. Ne colgo il limite. Come se si cercasse di spiegare qualcosa che è molto più complesso, forse non alla nostra portata, col risultato di non apparire convincente ai miei occhi.
        Ringrazio comunque e tento di restare in ascolto nonostante i miei pruriti che forse sono semplici difficoltà di comprensione.

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