La scoperta della Realtà che è già sotto i nostri occhi

Per scoprire la Realtà bisogna innanzi tutto avere interiormente il desiderio di conoscerla. Ma, badate bene, non il desiderio di conoscere quella che voi immaginate o reputate sia la Realtà, ma il desiderio di conoscere la Realtà ‘qualunque essa sia’, anche se essa, come è probabile d’altra parte, non rientrerà nelle vostre aspettative e nella vostra logica di pensiero. Rodolfo

Andare alla scoperta della Realtà, figli nostri, significa partire dalla consapevolezza che la Realtà con la ‘R’ maiuscola è qualche cosa di cui, in realtà (con la ‘r’ minuscola) allorquando si è incarnati non si conosce quasi nulla, se non attraverso lampi d’intuizione che quasi sempre, poi, spariscono dalla coscienza dell’essere incarnato sotto la spinta degli avvenimenti che incalzano nel corso delle sue giornate e che, al suo Io, risultano più immediati e più importanti di quanto una Realtà sconosciuta possa risultare. Moti

Scoprire la Realtà, andare alla sua ricerca e tentare di arrivare a essa significa essere pronti ad abbattere tutto quello che si pensava di aver costruito fino a quel momento, tutto quello che si pensava di aver compreso fino in fondo, tutto quello che si pensava di aver raggiunto come verità incontrovertibile.

Quante volte, allorché l’individuo si trova di fronte a un aspetto della ‘vera’ Realtà chiude gli occhi per non vederla, perché essa contrasta con quello che, fino a un attimo prima, gli tornava comodo credere essere la realtà! Da questo ne consegue, come processo razionale, logico, che per poter andare alla scoperta della Realtà è necessario essere, sempre e comunque, sinceri principalmente con se stessi. Rodolfo

Letture per l’interiore: ogni giorno, una lettura spirituale breve del Cerchio Ifior e del Cerchio Firenze 77, su Whatsapp e su Telegram.

Il fatto è, creature, che voi siete quotidianamente e momento dopo momento in contatto con la Realtà con la ‘R’ maiuscola e, quando voi pensate di cercare di scoprire la Realtà, invece state soltanto cercando di trovare delle giustificazioni o delle motivazioni per rendere credibile ai vostri stessi occhi quella che desiderereste che fosse la Realtà! La Realtà, creature, esiste indipendentemente da ciò che voi credete.

Certo, è facile per ognuno di voi, immerso nella materia, manipolare la concezione di Realtà, così come quella di ‘Verità’ e difendere a spada tratta le cose che si afferma di ritenere reali e vere, ma tenete sempre presente in voi stessi, se davvero volete inoltrarvi lungo questa ricerca, che la Verità e la Realtà non sono mai quelle che voi pensate di possedere. Come minimo, quello che voi avete raggiunto è soltanto un aspetto della Realtà totale e quindi, alla fin fine, può essere travisante di quella che è la Realtà nel suo complesso. Scifo

Io volevo chiederti, Padre mio, quand’è che raggiungerò la Realtà con la ‘R’ maiuscola, ma ho l’impressione che una domanda del genere non mi avrebbe fruttato molto perché, ascoltando quanto i Tuoi deva hanno manifestato nel tempo, posso arrivare da solo a una conclusione, che da una parte è logica ed evidente e dall’altra parte è disarmante.  Infatti, mi sono risposto da solo che arriverò alla Realtà con la ‘R’ maiuscola soltanto nel momento in cui avrò svelato tutta l’illusione.

Certo, non può essere che così! Questa non può essere che la verità, ma per me, immerso nell’illusione di tutti i giorni, immerso nei veli d’illusione che l’Io quotidianamente mi mette davanti, non posso che sentirmi a volte stanco e quasi disperato nel rendermi conto di quanta difficoltà incontro nel mio tentativo di alzare il sipario di questo teatro delle ombre. Scifo


5 commenti su “La scoperta della Realtà che è già sotto i nostri occhi”

  1. “Scoprire la Realtà, andare alla sua ricerca e tentare di arrivare a essa significa essere pronti ad abbattere tutto quello che si pensava di aver costruito fino a quel momento, tutto quello che si pensava di aver compreso fino in fondo, tutto quello che si pensava di aver raggiunto come verità incontrovertibile.”
    Se così è, un incessante processo di messa in discussione, quale spazio per il radicamento nel divenire? O può esistere solo nell’Essere?

    Rispondi
    • Se ho capito la domanda lo spazio è quello che l’individuo dà al processo della compressione acquisita grazie al divenire e le risultanze di tali acquisizioni si va a fissare nell'”essere”.

      Rispondi
  2. Certo non conosceremo la Realtà finché viviamo nell’illusione.
    Ma poiché il divenire è il modulo in cui e con cui impariamo, in questa dimensione del tempo, possono aprirsi sprazzi e per qualcuno ampi spazi del Reale, se si riesce a cogliere l’ Essere nell’attimo che si presenta.

    Rispondi
  3. Nella condizione di incarnati è già preclusa la possibilità di conoscere la Realtà.
    Possiamo solo pensare di avvicinarci mettendo continuamente in dubbio la visione raggiunta., questo il continuo ed incessante lavoro!

    Rispondi

Lascia un commento