L’angelo custode, lo spirito guida

D – Gli angeli custodi esistono?
Sì, direi che esistono; anche se non sono angeli, in realtà, naturalmente.
D – Sono spiriti?

Diciamo che sono spiriti disincarnati che hanno il compito non tanto di aiutare la persona che stanno seguendo, quanto di indirizzarla verso le esperienze che deve compiere.

Qua vi è un errore che fanno molto spesso le persone che parlano delle spirito guida.
Prima di tutto, lo spirito guida ben difficilmente – tranne in casi particolari – si manifesta alla persona che guida; anche perché, nel momento in cui entrasse in contatto, potrebbe esserci uno scambio vibratorio tale per cui potrebbe venire disturbato nel suo compito, nel suo lavoro.

Quasi sempre resta nell’ombra. Chi si presenta come spirito guida è una persona che, in qualche modo, si è autonominata spirito guida; difatti di solito sono figli morti, o fratelli morti, parenti morti, qualcuno morto da poco, no?
Considerando la cosa con una certa razionalità si capisce che lo spirito guida esiste, per la persona incarnata, fin dal momento della nascita; quindi non può mai essere qualcuno che ha conosciuto in vita, che è morto nel corso della propria vita.

Dicevo – tornando allo spirito guida vero e proprio – che costui ha il compito di indirizzare verso le esperienze che l’individuo deve compiere, sapendo in linea di massima qual è il cammino, quali sono i bisogni evolutivi che la persona ha; quindi non è un essere buonissimo che cerca di farvi agire nel modo migliore, no; è invece l’essere che, conoscendo ciò di cui avete bisogno, vi indirizza verso queste esperienze che potranno farvi comprendere il bisogno che vi spinge.

D – Per acquisire maggiore coscienza?

Certamente; perché lo scopo dell’essere vivi sul piano fisico è proprio quello di esperire una coscienza, e un’entità che fosse preposta a spingervi a evitare esperienze dolorose per non farvi soffrire certamente non vi sarebbe molto utile al fine dell’acquisizione della coscienza, no?

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D – Come possiamo distinguere i disincarnati dagli incarnati nel momento in cui noi lasciamo questo piano fisico? C’è un modo?

Bisognerebbe, intanto, fare un distinguo anche in questa situazione; perché potreste lasciare il piano fisico e non rendervi conto di averlo lasciato; essere talmente attaccati alla vita, per esempio, da morire e trovarvi sul piano astrale e continuare magari a fare la vostra vita di tutti i giorni creandovi il vostro mondo personale, la vostra illusione di realtà, e a quel punto tutti quelli che si presentano a voi in questo vostro sogno, in questa vostra illusione, per voi sarebbero veri, sarebbero reali.

Vi è poi, invece, l’individuo di evoluzione abbastanza buona che diventa consapevole, dopo un primo periodo, del suo abbandono del piano fisico; questa persona ha i sensi del piano astrale abbastanza aperti e certamente si rende conto di quali sono le forme che incontra sul piano astrale che sono reali e che non dipendono da una sua creazione, da un suo desiderio, e quali invece sono create dai suoi bisogni, dai suoi desideri, magari irrealizzati in vita. Georgei

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