L’azione dell’akasico nel determinare il genere sessuale [IF21]

Ritornando alla contestabilità di quanto dicevo, forse – come si può dire? – un po’ turbati dalle prese di posizione ultime di Sua Maestà il Papa, avete completamente sorvolato su quanto ho detto rispetto alla sessualità e alla genetica.

Eppure c’era un ragionamento da fare che avrebbe portato senza dubbio a contestare quanto io stavo dicendo, perché c’era qualcosa di cui certamente non avreste tenuto conto nel vostro ragionamento: dalle mie parole si viene a capire che la sessualità è influenzata (il genere maschile o femminile, intendo dire) e in qualche modo attivata o decisa dal corpo akasico. 

D’accordo? Però – io vi chiedo, e avreste dovuto chiedervelo anche voi – com’è possibile che il corpo akasico influenzi e decida la sessualità dei suoi corpi inferiori quando questa sessualità, secondo la genetica, non viene messa in atto solo da qualcosa che gli appartiene? Questo significherebbe che allora il corpo akasico influenza anche qualcosa che riguarda la parte non sua di catena genetica.

Che il corpo akasico possa influire sulla sua porzione di corpo fisico che viene a dare la sessualità allorché il corpo fisico comincia a costituirsi può essere giusto e comprensibile, ma che invece influisca – che so – sulla catena genetica portata dall’altro genitore mi sembra abbastanza improbabile, perché a quel punto dovrebbe invadere la sfera di attività e di coscienza di un altro corpo akasico, no?

D – Non si è capito bene.
D – No, io non ho capito bene.
D – Se puoi ripetere…

Allora, ritorniamo alla storia dell’ape e del fiore! Voi sapete cosa succede quando nasce una nuova vita?

D – Sì, sì, d’accordo.

No, tu sei d’accordo ma gli altri non hanno capito, quindi incominciamo dall’inizio. Allora, chi è che mi spiega come nasce una nuova vita? Partendo dalla parte finale, la parte iniziale la sappiamo.

D – Parli della fecondazione?

Sì, esatto. Passiamo subito al momento del concepimento vero e proprio, di quando si forma il nuovo individuo fisico.

D – Praticamente le cellule sessuali maschile e femminile si uniscono e formano il primo embrione, che poi via via si svilupperà.

Quindi c’è una parte di materia fisica che viene da un individuo e una parte di materia fisica che viene da un altro individuo, mettono assieme questo patrimonio di qualità e poi, dall’unione di un certo gene o di un altro gene, viene definita la sessualità, il tipo di sessualità, il sesso: maschio o femmina.
Ora, se abbiamo detto che il corpo akasico influenza la sessualità, questo può essere valido quando già il feto, l’embrione, è costituito: può certamente influire su queste catene genetiche e fare qualche cosa. Però, come voi sapete, il fatto che sia maschio o femmina dipende… da che cosa?

D – Dai due esseri.
D – Dai due fattori X e Y.
D – C’è anche una corsa fra gli spermatozoi, che sono quelli che possono portare o X o Y mentre l’ovulo ha sempre la X. C’è una corsa a chi arriva prima.

Andiamo con calma perché capiscano tutti. Supponiamo che il nuovo individuo che nascerà abbia questo bell’ovulo X e debba arrivare lo spermatozoo Y per dare… Per dare cosa? Maschio o femmina?

D – Maschio.

Bravi! Ora, il corpo akasico che deve costituire il nuovo corpo fisico come può influenzare una parte di materia di un altro individuo per fare arrivare uno spermatozoo Y invece che X?

D – Potrebbe modificare la reazione del terreno circostante l’ovulo in modo che sia favorita una popolazione di spermatozoi invece di un’altra, per esempio.

Potrebbe anche essere, però è ancora più precisa la cosa, perché sappiamo che il nostro corpo akasico ha bisogno di un determinato corpo per espletare certe esperienze che ha in programma, quindi sembra proprio che debba essere un preciso spermatozoo e non un altro. E allora non basta più preparare l’ambiente, perché resterebbe sempre la casualità.

D – Una particolare vibrazione.

Oh, sei arrivata il più vicino possibile alla comprensione della cosa! Voi sapete – perché ormai dovreste saperlo – che il nostro corpo akasico ha le sue vibrazioni in base alle comprensioni che ha e anche in base alle non-comprensioni che ha. Giusto?
Queste comprensioni e non-comprensioni, questi effetti vibratori che si muovono all’interno del corpo akasico fanno sì che, nel scendere verso il piano fisico, attirano la materia adeguata a questo tipo di vibrazione che possiede. Giusto? 

Questo tipo di vibrazioni  che portano quindi, a quel punto, già i presupposti del tipo di corpo che dovrà avere l’individuo, formano una sorta di alone intorno al nuovo essere che deve nascere; intorno all’ovulo, nel caso che avevamo scelto.

Questo tipo di vibrazione è talmente complesso, una specie di “codice genetico vibratorio”, da divenire una chiave che potrà attirare quello e soltanto “quello” spermatozoo che possiede lo stesso tipo di vibrazioni che combacia e si combina nel modo migliore con quell’ovulo. E siccome le combinazioni possibili sono non milioni ma miliardi, infinite, ecco che vi è soltanto quella possibilità, per quel solo spermatozoo, di arrivare a fecondare quell’ovulo; quindi di creare quel tipo di corpo.

Visto cosa potevate contestare, miei cari?

[…] D – Scifo, scusa, lo stesso discorso (visto che mi sono letto anche un po’ quello che riguarda le influenze astrali, le energie cosmiche…) si può poi applicare alle influenze astrali che vanno a condizionare il nuovo corpo; la preminenza è sempre del corpo akasico che, attraverso vibrazioni, fa in modo che queste influenze si determinino in una maniera o in un’altra?

Certamente. E’ il “così in alto, così in basso” che così spesso tiriamo in ballo. Certamente vi è una ripetizione del fenomeno, della meccanica di quello che succede; quindi tutti i corpi inferiori vengono costituiti secondo queste attrazioni o repulsioni vibratorie emesse dal corpo akasico.

D – E questo alone vibratorio intorno all’uovo incomincia a formarsi poco prima della fecondazione o è un processo lungo?

L’alone vibratorio in realtà esiste fin dal momento in cui il corpo akasico si proietta verso il piano fisico, quindi prima ancora – tutto sommato – che abbia della materia inferiore, perché prima costruisce un alone vibratorio che passa attraverso il mentale, poi attraverso l’astrale e poi arriva a quello fisico.

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D – Sì, ma scegliendo quel determinato uovo.
D – Scusa, Scifo, io ho letto da qualche parte che il concepimento appunto a livello non so se solo astrale, ma comunque non materiale, avviene quattro mesi prima del concepimento fisico. È vero?

Io sapevo che gli elefanti ci mettono parecchi mesi, ma casi di concepimento umano di parecchi mesi prima, mi sembra abbastanza…

D – No, forse non mi son spiegata.

Allora forse è meglio che ti spieghi.

D – Allora, ho letto che il concepimento, a livello di energia, cioè l’incontro, la fecondazione, avviene… non sul piano fisico: sul piano fisico avviene in quel momento e poi ha bisogno di nove mesi il bambino per crescere;… a livello di energie, di incontro  non so  dell’astrale… ho letto che questa fecondazione avviene 4 mesi prima di quella materiale, di quella fisica. Mi sono spiegata?

Sì, sì, certo. Ma ti eri spiegata anche prima. Il fatto è che, secondo me, è un non-senso dire una cosa del genere; cioè non si può applicare un termine temporale del piano fisico agli altri piani di esistenza.

D – Scifo, scusa; tu hai detto prima che l’akasico attraversa il mentale, poi l’astrale per arrivare al fisico, prima di…

Ricordate che ahimè, purtroppo, diciamo “attraversa” ma non è un attraversamento.

D – Sì, ma il mentale e l’astrale di chi? Perché questo bimbo che deve nascere non ce l’ha ancora un corpo astrale e mentale costituito!

Certamente, però attraversa tutti i piani e, attraversando i piani, raccoglie energia e materia da tutti i piani, attira a sé questa materia.

D – Sì, ma questo bimbo che dovrà nascere non ha ancora niente di costituito.

Lo so. Appunto. Tu considera questa vibrazione che attraversa parte dell’akasico e arriva sul piano mentale…

D – Ma sul piano mentale di chi? Ognuno di noi ha un piano mentale.

No. Confondi corpo mentale con piano mentale. E’ diverso.

D – Ah, scusa. E’ vero.

Spesso si cade in questo errore, qualche volta anch’io!
Adesso vi lascio, però prima volevo ancora dire un attimino una cosa, ritornando al discorso delle 80-120 incarnazioni.
In teoria, voi pensate: l’individuo doveva vivere 120 incarnazioni, ma è stato così bravo che arriva a viverne 80. Le altre 40 vite, che per forza di cose sono già nell’Eterno Presente  soltanto che, in questo caso, evidentemente è stato “fregato”, l’Eterno Presente!, che fine fanno?

D – Così non vale!

C’è qualcuno associato a queste 40 vite che eventualmente restano, o rimangono soltanto dei fantasmi a beneficio di chi, ahimè, è costretto a vivere accanto a questi fantasmi perché l’individualità si è evoluta prima e non c’è niente da fare?

D – Ma se è già scritto! Io sono di nuovo messa male!
D – Ma se abbiamo detto che da qualche parte è già deciso, che non c’entra niente. Non ci sono queste 40, non possono esistere.

Non possono esistere, senza dubbio. Oh, meno male! Volevo soltanto controllare se avevate capito. Bene, ho parlato a sufficienza per questa sera. Creature, vi saluto con tanto affetto da parte mia. Scifo.


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6 commenti su “L’azione dell’akasico nel determinare il genere sessuale [IF21]”

  1. Non credo di aver capito bene il concetto delle 40 vite. Mi pare che, in quello che dice Scifo ci sia una contraddizione. Prima dice che le 40 vite sono già nell’Eterno Presente, e poi conclude che “non possono esistere”. Esistono a livello di “probabilità”?

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    • Il discorso è molto complesso e, sinceramente, non son sicuro di averlo capito del tutto neanche io!
      Credo che il punto focale da tenere presente sia che l’individualità non è il corpo fisico: nell’Eterno Presente vi è la totalità delle vite sul piano fisico (comprese le variabili) sia per mantenere coerente il tessuto stesso della realtà fisica sia per permettere le esperienze che devono affrontare le individualità incarnate,
      In quelle teoriche 40 vite non vissute ma presenti per le necessità che ho appena detto non vi sono entità collegate a quei corpi fisici che esistono solo come necessità (una sorta di utili comparse…) per permettere lo svolgersi corretto e costante del Disegno.
      Spero di non avere peggiorato le cose, ma meglio non so spiegarmi e, comunque, questo è quello che credo di avere compreso io,

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    • Provo a dire quel mi sembra di aver compreso.
      Scifo afferma: “In teoria, voi pensate: l’individuo doveva vivere 120 incarnazioni, ma è stato così bravo che arriva a viverne 80. Le altre 40 vite, che per forza di cose sono già nell’Eterno Presente soltanto che, in questo caso, evidentemente è stato “fregato”, l’Eterno Presente!, che fine fanno?”

      L’Eterno Presente non è un progetto dato a priori, un ipotetico disegno su ciascuno di noi, ma un archivio di ciò che nel divenire è avvenuto, avviene e avverrà: l’EP di uno che ha vissuto 80 vite complessive, contiene esattamente le 80 vite (comprensive delle loro varianti) che ha vissuto.
      Se ne avesse vissute 50, l’archivio dell’EP conterrebbe 50 vite.

      La questione delle 40 vite tirata in ballo da Scifo è un tranello per verificare la comprensione del principio costitutivo dell’EP…

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  2. A un livello più profondo di realtà l’esistenza sì costituisce a partire da vibrazioni.
    I piani d’esistenza comuicano attraveverso vibrazioni.
    Immersi nella materia del piano fisico facciamo fatica a ricordarcelo.
    Grazie.

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