La dicotomia sessuale e il mito della caduta e del peccato originale

Come è stato detto abbastanza recentemente uno dei fattori evolutivi sui quali si basa la vostra razza è la sessualità: il fatto stesso di avere una sessualità caratterizzata da due sessi porta a determinate conseguenze…

Nascere maschio o femmina ha implicazioni diverse, conduce ad esperienze diverse e assicura dinamiche peculiari all’interno dell’intera razza.
Basta considerare il fatto che tutti voi potete essere padri, o madri e quindi avere già la possibilità di avere un rapporto genitori-figli a seconda che siate maschio o femmina, con tutte le proiezioni diverse che ciò comporta.
Non soltanto, ma ricordate anche che tutti possono essere madri o padri ma, invece, tutti indistintamente siete figli! Solitamente si pensa alla persona adulta che ha dei figli considerandolo un grosso fattore evolutivo, ma è una possibilità non generale al massimo, mentre è totalmente generalizzata e comune all’intera razza l’esperienza dell’essere figli!

Questo è un punto importante per l’evoluzione della vostra razza in quanto l’essere figli comporta già in partenza degli obblighi verso i genitori (perché non sono solo i genitori che hanno degli obblighi verso i figli), e questo unito al fatto di essere figli maschi o figlie femmine nei confronti del padre o della madre, porta già a quattro variabili diverse, oltre a tutte le sfumature possibili che danno un senso a questo nascere di volta in volta maschio o femmina, portando al dipanarsi dell’evoluzione dell’intera razza.

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D – Mi chiedevo se il “mito della caduta”, di molte tradizioni e il peccato originale, di cui parla la Bibbia, sono la stessa cosa o cose diverse? E, soprattutto, cosa è in realtà questa caduta?

La caduta, principalmente, è la trasposizione di un mito; è l’immissione, all’interno della cultura della razza successiva, della caduta della razza precedente. E’ un ricordo ancestrale.
Voi sapete che le razze si accavallano per un certo periodo di tempo e resta allora il ricordo di questa razza superiore, che era presente quando la successiva era ancora agli albori della comprensione; e quindi la prima era considerata semi divina.
Il crollo di questa civiltà, che sembrava enorme, perfetta, bellissima e via dicendo, viene poi simboleggiato, passando di bocca in bocca, di racconto in racconto, in quello che è la caduta degli angeli.

Per quello, invece, che riguarda il peccato originale, è un discorso un po’ diverso; qui si risale ancora al tentativo di dare un freno morale alle persone. A parte che questa idea del peccato non è che piaccia molto a tutti noi; perché non esiste nessun peccato, ma solo una mancanza di comprensione.
Ciò non toglie che il concetto di peccato forse è stato necessario agli albori della vostra razza, in quanto, non essendoci ancora un’etica, una comprensione ben costituita, bisognava in qualche modo porre dei freni, affinché gli individui non commettessero tutte le azioni possibili e immaginabili; e, appunto, il sistema usato è stato quello di porre l’idea del peccato; però come tutte le idee che vengono poste, poi – un po’ alla volta – vanno superate; e quindi anche questa idea del peccato, specialmente del peccato originale, dovrà, un po’ alla volta, essere sciolta e allontanata dalla società, per ritornare ad una visione più libera, più serena, più gioiosa, della vita.
La vita non è sempre e solo fatta di  sofferenza, così come tutti voi sembrate abituati a pensare. Georgei

Poche cose da parte mia, creature.
Dunque vediamo il “peccato originale” velocissimamente, alla luce dell’insegnamento.
Come è possibile che esista il peccato originale?
Non vi do compito a casa perché non mi sembra il caso, anche perché le esperienze precedenti hanno insegnato che non li fate tutti molto volentieri; però se (come diciamo noi, e supponendo che noi diciamo la verità, naturalmente) ogni individuo fa parte del Tutto, può esistere il peccato originale?
O è l’Assoluto stesso che è il peccato originale?
Vi può essere disobbedienza all’interno del Tutto?
Può il Tutto disobbedire a se stesso?
O ci troviamo con un Dio dissociato? E via, e via, e via, meditate creature. Scifo


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10 commenti su “La dicotomia sessuale e il mito della caduta e del peccato originale”

  1. Tempo fa avevo posto la questione del peccato originale, purtroppo non sono capace di ricercare, ma soprattutto individuare, i post passati. La questione che ponevo allora era: nel paradigma Cristiano la caduta seguita al peccato originale giustifica il percorso dell’uomo per tornare a Dio, quindi la vita stessa. Nel nostro paradigma quale situazione ha originato la condizione umana (con tutti i suoi mali) e il suo percorso da ego ad amore?
    Questo post mi chiarisce ulteriormente la questione e mi conferma le ragioni dell’impossibilita’, per me, di tornare ad una religione confessionale. Si aggiunge, insomma, a quella riflessione fatta in questi giorni sulle parole e i gesti del Papa di fronte alla pandemia.
    Un altro passo verso una chiarezza interiore è fatto, consapevole che la strada si fa sempre più solitaria.

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  2. L’idea che ci siano state razze in questa manifestazione del Cosmo di cui abbiamo notizia solo sotto forma di mito mi porta a pensare quanto parziale sia la nostra conoscenza delle vicende umane, così come si trovano nella narrazione della “Storia” ufficiale. Non che prima non dubitassi di questa disciplina, ma questo me lo ricorda una volta di più. E mi fa pensare come il “Mito” sia più vicino, a volte, alla “realtà” del Divenire.
    Grazie.

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  3. Concordo con Georgei quando afferma il bisogno di tornare ad una visione più gioiosa della vita.

    Tale prospettiva però non può essere imposta, giungerà solo quando i popoli svilupperanno le adeguate comprensioni e non avranno più bisogno dell’idea di peccato come catalizzatore Della ricerca interiore.

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  4. Il post è chiarissimo, mi colpisce in particolare la spiegazione del mito della caduta degli angeli, a cui non ero riuscita a capire la simbologia.

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  5. Se penso quanto abbia influito sul ruolo della donna il cosiddetto “peccato originale”, mi smuove sempre un po’ di nervoso.
    Penso a quanto una interpretazione distorta, possa influire sulla cultura e costumi delle persone, ma d’altra parte fin tanto che non si acquisiscono le comprensioni, non può essere diversamente.
    In qualche modo trovo rassicurante l’affermazione che possa esserci un tempo di maggior gioia!

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  6. Mi domando se nella nascita del concetto di peccato originale possa aver influito il sentire che ogni esistenza debba confrontarsi con condizionamenti che non sono imputabili ad azioni compiute nel corso di questa stessa esistenza. Come una zavorra con la quale si nasce.
    In altre parole può essere una forma primitiva di intercettare la legge del karma “negativo”?

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  7. Riguardo al peccato originale e all’adesione a qualsiasi tipo di religione codificata come tale.
    Quando il sentire si allarga non può restare chiuso nelle “regole”di nessuna religione.
    La religione è limitante e, come funzione di ogni limite, va superata, ampliata.
    Tutto dipende dal grado di evoluzione…

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