Relazione tra chakra e organo bersaglio nello psicosomatismo [IF9]

D – Potresti chiarire la manifestazione del sintomo psicosomatico e l’organo bersaglio; ad un certo punto, sembrava che tu avessi detto che ogni tipo di problema può colpire un organo diverso; è su questo che io non mi sentivo, dal punto di vista professionale – proprio medico – molto d’accordo.

L’ho detto forse in un modo un po’ estremistico: mi sembra che l’individuo sia fatto in un certo modo perché deve esperire in quel certo modo, deve avere una problematica di un certo tipo; è chiaro che ogni individuo reagisce in un modo “suo” particolare a determinati problemi, cioè, non lo stesso problema crea lo stesso sintomo in individui diversi, di solito. 

D – Vorrei soltanto non sembrare presuntuoso, io, ma avere le idee più chiare…

Intanto sottolineerei (e questa non so se è una cosa inconscia da parte vostra… magari, pensateci) il fatto che, con tutte le cose che sono state dette nell’incontro precedente, vi siete soffermati – accaniti, quasi – su questo punto, che in realtà abbisogna ancora di spiegazioni; ed era soltanto uno stimolo, buttato lì affinché voi arrivaste a comprendere alcune altre cose.

Non riuscite – e questo è un difetto che avete quasi sempre – a vedere l’insieme, non dico di tutto l’insegnamento (poiché mi rendo conto che è abbastanza difficile riuscire ad avere un’idea di tutte le componenti che compongono l’insegnamento), ma neanche la visione d’insieme di un incontro; tutto quanto viene detto nel corso di un incontro, non viene detto frammentariamente, a caso, ma ha un suo perché, una sua logica, una successione di argomenti, data in modo tale che – in qualche modo – vi sono dei collegamenti.

Se voi ricordate l’ultimo incontro, vi era stato parlato – ancora una volta, ahimè – dei piani di esistenza, che avete citato anche voi nel corso della riunione, parlando, ad esempio, di quella immagine della clessidra, per cercare di farvi visualizzare il corpo akasico che fa da tramite tra la parte superiore e quella inferiore dell’individualità; d’accordo?
Ora, non vi fa venire in mente nulla, questa immagine? Voglio sapere: la clessidra, cosa vi fa venire in mente?
Quest’immagine del corpo akasico; e poi, del piano superiore e del piano inferiore; e del corpo akasico come centro, come perno – in qualche modo – dell’individualità?

D – E come filtro

E come filtro – certamente – come censura, abbiamo detto…

D – E che serve per indirizzare, in un certo modo, gli stimoli che provengono dai piani superiori: in un certo modo e non in un certo altro.

E’ altro, quello a cui volevo arrivare: cercate di visualizzare quest’immagine…

D – Se immagino la clessidra, vedo la sabbia che dall’alto va verso il fondo della clessidra…

Fuochino… anzi sabbietta, sabbietta…

D – Nel senso che è la stessa sostanza…

Diciamo che potrebbe essere, figurativamente e simbolicamente, l’idea, la trasposizione, il simbolo di un equilibrio: un equilibrio stabile, al cui interno le energie – e quindi le vibrazioni – si muovono. D’accordo? 

Ora, ciò che voi avete dimenticato in tutto quello che avete detto questa sera, è il discorso che l’individuo tende sempre, nel corso della sua evoluzione, a raggiungere una situazione di equilibrio, di stabilità; in quanto il disequilibrio, sì che lo aiuta per cercare di arrivare ad una nuova comprensione, tuttavia lo mette in agitazione, gli provoca dei problemi e via e via e via… D’accordo, su questo?…

Questa benedetta vibrazione, che voi non riuscite molto ancora ad afferrare, a comprendere come concetto, in realtà – se ci pensate bene – corrisponde ad una perdita di equilibrio da parte dell’individuo, in quanto, proprio per il fatto di essere messa in movimento da una vibrazione esterna, provoca all’interno dell’individuo qualcosa che prima non c’era: un’agitazione, un movimento e quindi un disequilibrio che prima non esisteva… d’accordo?

D – Sì…

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Ed è proprio, poi, il tentativo di risolvere questo disequilibrio che porta l’individuo verso la comprensione, il vaglio di ciò che sta accadendo e via e via, fino ad arrivare al punto di scrivere qualcosa di quella esperienza all’interno del corpo akasico.
Ma cosa c’entra questo con il discorso che avevate fatto – e che ho fatto anch’io – degli organi bersaglio?

Certo, il corpo umano è apparentemente molto complesso; però, se poi voi andate a vedere, può essere diviso in zone – attinenti tra di loro, collegate tra di loro – le quali costruiscono delle specie di nuclei di azione all’interno dell’individuo; e – guarda caso! – questi nuclei sono paragonabili, assimilabili, avvicinabili ai famosi chakra.

Allora, quando noi parliamo di vibrazioni che provocano sintomi psicosomatici, e diciamo che un certo tipo di vibrazioni all’interno di un individuo influisce in un determinato organo, intendiamo che il problema interiore dell’individuo, che si manifesta come vibrazione, segue un cammino preferenziale che lo porta ad indirizzarlo verso un organo bersaglio che entra nella sfera di influenza di un particolare chakra. Sono stato chiaro?

Questo significa che un insieme di problemi – non compresi da parte dell’individuo – vanno, per esempio, a colpire tutti quegli organi che sono vicini al centro vibratorio del plesso solare, oppure del cuore e via e via.
Naturalmente non si può assolutamente dire che l’invidia fa venire il mal di denti o che la gelosia fa venire – come ha detto qualcuno – i calli; però, certamente, un certo tipo di connotazione emotiva, di problema emotivo interiore, tende preferenzialmente a manifestarsi attraverso un determinato chakra; questo, proprio per una questione di analogia di vibrazione, in quanto voi sapete che attraverso i chakra passano le energie vibratorie dei vostri corpi e non tutti i chakra raccolgono o convogliano lo stesso tipo di vibrazioni, ma ognuno ha la sua caratteristica particolare.
Ecco così che queste vibrazioni interiori si convogliano – come manifestazione – attraverso questi chakra e quindi, arrivano a determinati organi invece che ad altri.

D –  I chakra, sono sette, no? Allora, un mal di denti è riferibile al chakra della zona?

Se dovessimo proprio… a parte che i chakra hanno una zona di influenza più o meno grande a seconda dell’evoluzione dell’individuo e alla grossezza – addirittura – del corpo dell’individuo… diciamo che i denti sono al confine tra un chakra e l’altro!

Tratto da B.A. Brennan, Mani di luce, Longanesi, editore

D –  Dato che nello schema dei chakra i limiti sono segnati nettamente, pensavo che le zone fisiche di influenza corrispondessero a quelle dello schema… 

Diciamo che sono convenzioni e raffigurazioni, ma non sono mai così precise e dettagliate e con i confini così netti le distinzioni tra i chakra; dovete considerare che l’individuo è avvolto dalle energie che escono da questi chakra, come in un bozzolo; quindi interagiscono anch’essi tra di loro, come tutte le materie che compongono l’individuo, d’altra parte, poiché le vibrazioni che attraversano i chakra, in realtà, sono vibrazioni dell’individuo, della materia dell’individuo, quindi si compenetrano come tutto il resto che appartiene all’individualità.


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11 commenti su “Relazione tra chakra e organo bersaglio nello psicosomatismo [IF9]”

  1. Le comprensioni, a un livello più fondamentale che non sia quello verbale, altro non sono che il riequilibrarsi del sistema di circolazione dell’energia. Un tassello fondamentale nel cammino di comprensione. Grazie.

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  2. Concetti non nuovi ma utili da ribadire. Mi ritrovo nell’esperienza del disequilibrio, mentre una comprensione affiora… grazie.

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  3. Chiara la spiegazione della manifestazione degli psicosomatismi in relazione ai chakra.
    Interessante invece il meccanismo evolutivo secondo il concetto d’equilibrio: esiste una continua ricerca di stabilità, mi viene da dire innata, ed allo stesso tempo una continua perdita di quella stabilità provocata dal quotidiano.
    Mi riporta al meccanismo del camminare fisico di ogni persona: ogni passo non è altro che la ricerca di un nuovo equilibrio…..ecco come anche il cammino evolutivo funziona!

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