Medium e sensitivi: una delle molte vie allo spirituale [ms3]

D – Scusa, ma se queste responsabilità sono così pesanti, così grandi sia per quanto riguarda il medium che per quanto riguarda il sensitivo, perché c’è questa grande aspirazione da parte degli individui a essere considerati tali?

Non mi sembra che questo possa essere motivato soltanto dalla «sindrome della prima donna»; non può essere solo per quello; ci devono essere delle altre spinte, delle altre motivazioni, degli altri input. Puoi dirmi qualcosa in merito o sono io che mi sono perso per strada e non ho capito quello che hai detto? (Robert) 

Mais… guarda, dare una risposta a una domanda del genere è veramente difficile; bisognerebbe esaminare tutti i casi di presunta sensitività o medianità uno per uno; però, forse, vi possono essere alcuni elementi che in qualche modo accomunano tutte queste persone che desiderano avere qualità particolari o essere da tramite per forze sovrannaturali. Un elemento, senza dubbio, come hai detto tu è il desiderio di essere al centro dell’attenzione.

D – Ma ci sono tanti modi per esserlo. (Robert) 

Oh, bien, ma questo è forse uno dei modi più difficili da smascherare e più facile da far credere alla gente che si avvicina sotto la spinta di una fede cieca o di un bisogno interiore che molte volte tende a far chiudere gli occhi di fronte alla realtà.

Voi direte: «Ma sempre tutto negativo?». Mais no, non è vero neanche quello; vi può essere anche il positivo in questo desiderio; vi può essere il rendersi conto che sarebbe bello avere certe facoltà e poterle mettere al servizio degli altri, e allora il desiderio di possederle e di fare qualcosa per gli altri. 

Mais, io dico: se davvero sentite questa spinta, non avete bisogno di cose meravigliose. Come diceva Scifo in quella frase famosa: «Se volete cambiare la vostra vita allora cambiatela», io potrei dirvi lo stesso: ma se volete aiutare gli altri allora aiutateli, semplicemente, senza cercare di aiutarli attraverso sogni, irrealtà, chimere, senza voler a tutti i costi indirizzarli verso strade che magari, in molti casi psicologicamente instabili, possono portare poi a delle conseguenze di disancoraggio dalla realtà e quindi alle conseguenze di uno squilibrio interiore”. 

Poi vi è un’altra spinta ancora, quella spinta che è importante perché accomuna un po’ tutti, sia voi che siete qua questa sera sia quelli che non sono vicini a questo tipo di insegnamento, di incontro, di colloquio – come volete chiamarlo – ed è la spinta verso la spiritualità, verso l’Assoluto.

Chissà perché si ha l’impressione che sia più facile avvicinarsi a Dio se si hanno delle facoltà meravigliose, se si possiede il sesto senso, il terzo occhio, il quarto orecchio, il quinto collo, e via dicendo; se viene a parlare Gesù Cristo, se viene a parlare la Madonna, se viene a parlare S. Antonio, se viene a parlare … che so io … a volte si accontentano persino di S. Anna, non vanno a cercare poi tanto lontano…

Io vorrei poter far capire veramente a queste persone che se sentono questa spinta interiore, se vogliono arrivare a entrare in contatto con Dio, mais guardatevi intorno, guardatevi intorno e vedrete che se guardate con occhi sinceri, con occhi attenti, con occhi in cui le vostre maschere saranno più sottili possibile, vedrete che non dovete cercare molto lontano, l’Assoluto è lì accanto a voi, dentro di voi, vi circonda, vi ammanta, si è unito a voi, è qualche cosa di talmente congiunto a ognuno di voi che è semplicissimo cercarlo, senza crearsi tutte queste sovrastrutture che poi sono belle, sono meravigliose, sono incantevoli, ma non sono altro poi che illusioni, come un po’ tutta la vita che vivete, tutti i sentimenti che vivete, tutte le passioni che vivete, e anche tutti i dolori e le gioie che vivete, alla fin fine. Margeri

Letture per l’interiore (nuova versione 2021): ogni giorno, una lettura spirituale breve del Cerchio Ifior e del Cerchio Firenze 77, su Whatsapp e su Telegram.

D – Oh, be’, be’, buonasera a tutti! Però, questa signorina qua ha anche ragione – non devo dire che non ha ragione –  però, scusate, ci ha distrutto i medium, ci ha distrutto i sensitivi, dei maghi non ha parlato ma li distruggerà la prossima volta! Allora, ditemi voi, ma cosa ci stiamo a fare tutti noi qua? Non vedo che senso abbia noi venirvi a parlare, voi venirci a sentire! Guardatevi in giro, guardate la vita, tanto Dio lo raggiungerete comunque, tutto bello; sì, togliamo via le sovrastrutture, buttiamo via S., buttiamo via M.C., buttiamo via tutti quanti e andiamo a vivere la vita! Basta! O sbaglio? Non pensate anche voi così? Sono l’unica? Oh, sono proprio poco evoluta, eh! Va be’, siate voi a rispondere. (Zifed) 

Eh sì, è riuscita persino a mettermi in difficoltà, a questo punto. Il fatto è che dovete rendervi conto che, comunque, ogni individuo deve seguire una strada; non tutti sono uguali, tutti hanno bisogno di seguire una strada confacente alla loro interiorità, ai loro bisogni e, per essere confacente alla loro interiorità e ai loro bisogni, non basta soltanto che risuoni con il loro sentire ma, siccome sono esseri incarnati, è necessario che in qualche modo colpisca fisicamente, colpisca emotivamente, attiri il loro desiderio, attivi le loro capacità di ragionamento perché altrimenti fuggirebbero da qualcosa che non dà tutto questo, no? 

E vi sono persone – come può essere la maggior parte di voi, qui accanto a me questa sera – che, per esperienze avute anche in vite precedenti, come accade spesso, hanno la loro via proprio su questo tipo di strada; che non è la strada principale, non credete a chi dice: «Io sono l’unica via per conseguire evoluzione, per raggiungere l’Assoluto».

Non è vero, non esiste un’unica via, neppure una Via (con la «V» maiuscola), assolutamente! Questa è semplicemente una delle tante vie, uno dei tanti mezzi messi a disposizione dall’Assoluto perché siano tanti i viottoli nel Giardino degli Incanti che gli individui possano percorrere. 

C’è chi percorrerà con più piacere quello che circonda l’aiuola di dalie, chi percorrerà con più piacere quello invece che passa intorno ai cipressi, ma in realtà poi l’uscita è sempre la stessa. Ecco, quindi, che anche il nostro venire tra di voi non ha quei grandi scopi che, solitamente, in questo ambiente – così poco raccomandabile – si sente: redimere l’umanità, o salvare dal demonio, oppure… che so io… salvare dall’olocausto…

Lo scopo di queste comunicazioni è semplicemente quello di aiutare ognuno di voi a trovare la propria strada, per seguirla; conoscendo quale questa strada sarà, conoscendo quali saranno le cose che vi potranno interessare, servire lungo questa strada e cercando di mettervele davanti affinché, non noi ma voi, le osserviate, le facciate vostre e quindi usciate dal Giardino degli Incanti. Margeri 


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