Dettagli sul percorso della vibrazione e gli organi bersaglio [IF9a]

D –  Si è parlato di organi e di organi-bersaglio; ma la malattia non è solo questione di organi; a volte può essere malattia funzionale, quindi, dove non c’è un organo propriamente bersaglio, oppure ci sono determinate malattie che si possono manifestare in vari organi: esempio classico, il tumore.

C’è qualcuno che vede una relazione tra certi tipi di malattie funzionali e certi tipi di problemi: ad esempio il diabete, legato al metabolismo degli zuccheri; ecco che, facendo un parallelo tra il dolce materiale e il dolce della vita – che può essere l’amore – il messaggio del corpo avrebbe in questo caso un riscontro in problemi affettivi del soggetto.

Diciamo che, teoricamente, potrebbe esserci qualcosa di valido in questo; ma forse è più giusto considerare che, nei casi in cui ciò accade – e vi sono dei casi in cui ciò può accadere – questo accade perché, in realtà, l’organo bersaglio è il cervello: ed essendo l’organo bersaglio il cervello, ecco che il sintomo si va a collocare in vari punti del corpo, che hanno un’attinenza “logica” con ciò che dal cervello proviene.

Allora non vi è più un mal di stomaco, per cui lo stomaco diventa bersaglio al di là di ciò che passa attraverso il cervello, ma semplicemente perché la vibrazione arriva a colpire, attraverso quel determinato chakra, quel particolare organo; ma vi è un sintomo “di riflesso”, proveniente appunto dal fatto che l’organo bersaglio è il cervello; ed in questo caso, cosa si ha? 
Si ha quello spostamento – di cui parlavate prima – cioè il caso in cui il sintomo non è più attinente…
Capite cosa voglio dire?

D –  E quando rimane nel cervello?

Quando rimane nel cervello, bisogna spostarlo chirurgicamente!… Questa è una battuta!

D –  Se colpisse il cervello, non dovrebbe manifestarsi come mal di testa, per esempio?

Ah, mica detto! Non è detto che il mal di testa venga sempre per cause celebrali: anzi, poi, hai scelto proprio un tipo di sintomo che può avere migliaia di cause diverse.

D –  Allora non possiamo localizzare il sintomo col chakra; perché, per esempio, se diciamo che uno ha il mal di testa, questo non è riferibile ai chakra alti – diciamo il sesto o il settimo – ma appunto ci possono essere altre cause…

Un momento, qui stai facendo confusione, come è tua specialità; stavamo parlando di organi bersaglio; gli organi bersaglio, quelli che provocano poi il sintomo, sono quelli situati vicino ai chakra.
Poi, il sintomo, può manifestarsi però – per i motivi di cui avete parlato abbondantemente – in altri punti del corpo; sono due cose diverse…

D – Tramite il cervello… 

Anche tramite il cervello. Così come (tanto per fare un esempio) l’organo bersaglio potrebbe essere – che so io – il fegato, però il sintomo potrebbe non manifestarsi direttamente a livello del fegato; manifestarsi – che so io – attraverso eruzioni di qualche tipo, che hanno soltanto un rapporto collaterale con la funzionalità epatica… parlo anche difficile, adesso!

D –  Scifo, scusa, e nel caso della classica carenza affettiva, che si manifesta come eccessiva gola, eccessivo appetito… Vi è tutta una catena, anche lì: non basta, è vero, soddisfare questa fame eccessiva, ma si deve risalire al fatto che la causa è affettiva…

Certamente! Quello è l’iter che abbiamo ormai stabilito essere comune, normale; ovvero, riuscire a risalire alla causa interiore per riuscire a modificare il proprio stato interiore, il proprio disequilibrio interiore e quindi far sparire – una volta per tutte – il sintomo, senza ottenere uno spostamento che provocherebbe soltanto problemi ulteriori.

D –  Praticamente, allora, essendo in prossimità del chakra adeguato, eventuali problemi di cuore comportano problemi emotivi, affettivi?

Potrebbero comportare problemi emotivi ed affettivi; però, tenete presente una cosa a cui – malgrado, mi sembra, sia stata accennata – non avete fatto eccessiva attenzione: un organo bersaglio (usiamolo, questo termine, perché è abbastanza indicativo di ciò che si vuol dire), come diceva qualcuno tra voi, oggi pomeriggio, incomincia ad avere sintomi anche se ciò che provoca i sintomi proviene da cause diverse.

O meglio, se voi avete mal di stomaco, potete avere mal di stomaco perché siete invidiosi, perché siete gelosi, perché siete depressi, perché siete frustati e via e via e via.
Lo so che questo vi spaventa, perché complica le cose; ma cercate di ricordare che lo stesso organo bersaglio può manifestare un sintomo che viene generato da diverse cose non comprese all’interno dell’individuo.
Non è mai una cosa sola, non compresa, che provoca il sintomo: il più delle volte sono più cose, che si uniscono tra di loro, e qua – dite voi – diventa drammatica la cosa.

D –  Si tratta di molte cose trascurate? E’ questo il problema…
D –  Anche perché se ne comprendi una, il sintomo non va via, appunto perché è un insieme di cause; per cui devi eliminarle tutte, o comprenderle tutte…

Mah, sai, il sintomo non va via, ma si trasforma e si attenua; altrimenti, se uno dovesse aspettare di aver compreso tutto, sarebbe sempre malato!

D –  Senza considerare, appunto, le tecniche mediche che, attraverso medicine o cure, ti fanno sparire il sintomo; però, non rimuovendo la causa che ha fatto venir fuori la malattia, è chiaro che spunta da un’altra parte…

In buona parte dei casi, sì.

D –  Qualsiasi comprensione si manifesta sempre e comunque attraverso una somatizzazione? Cioè, o attraverso un sintomo psicosomatico con un organo bersaglio in qualsiasi parte del corpo, oppure attraverso uno stimolo esterno, dal mondo fisico, come un incidente o qualcosa del genere. Questo vale per qualsiasi comprensione, oppure ci sono delle comprensioni che esulano dal comportare un coinvolgimento del corpo fisico?

Direi che, nella maggior parte dei casi, quando vi è una comprensione, vi è sempre una ripercussione sulla materia fisica; in quanto la comprensione significa il tranquillizzarsi di una vibrazione, o per lo meno il suo diventare inoffensiva all’interno dell’individuo; il fatto che questa vibrazione non dia più fastidio all’insieme dell’individuo, significa che la sua materia ritrova il suo equilibrio; ritrovando il suo equilibrio, certamente proverà del benessere.
Questo risultato della comprensione comporta che nella non comprensione il processo sarà esattamente l’opposto.

Noi vi abbiamo parlato, più di una volta, dei momenti in cui avete quelle che noi abbiamo chiamato “piccole illuminazioni”, ovvero delle comprensioni improvvise di cui voi, mentalmente, non vi rendete neppure conto; e sono delle vere e proprie illuminazioni, perché, per l’individuo che comprende qualcosa, comprendere anche la più piccola delle sue cose interiori, significa accendere una nuova luce al proprio interno!
Ora, accendere questa luce significa che all’interno del corpo akasico un tassello è andato a posto, o, per restare in argomento, una vibrazione ha trovato una sua sistemazione armonica, equilibrata, unita al resto, e non in contrasto con la rimanenza del corpo.

Questo provoca senza dubbio una sensazione di benessere al corpo akasico e, di riflesso, questo benessere si ripercuote poi fino al corpo fisico; tant’è vero che vi avvengono quei momenti di improvvisa, inaspettata e incomprensibile tranquillità o serenità che voi provate; ecco, in quei momenti siate ancora più felici, perché vuol dire che, finalmente, qualcosa avete compreso, anche se non sapete cosa!

D –  Vorrei tornare al chakra che potrebbe essere considerato l’elemento spirituale, attraverso il quale, vibrazioni non comprese, di tipo diverso, vengono convogliate verso l’organo bersaglio…

Certo! Ha anche quelle funzioni… 

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D –  E come mai, un chakra invece di un altro?

Beh, quello senza ombra di dubbio è governato dall’insieme dell’individualità ed in particolare dai bisogni del corpo akasico, dal tipo di vibrazione; ricorda quel che dicevo prima, che ogni chakra convoglia principalmente il “suo” tipo di vibrazione.
Quindi, per il discorso della vibrazione che cerca un passaggio per arrivare a manifestarsi sul piano fisico, questa vibrazione, poi, troverà la sua strada, il suo canale preferenziale attraverso un certo chakra, perché attraverso quello avrà più facilità di scorrere. Ecco che allora arriva a manifestarsi sul piano fisico attraverso un certo organo.

D –  Quando un organo bersaglio è tamponato dal suo sintomo, il sintomo si sposta sempre nell’ambito degli organi che sono sotto quel chakra, oppure può spostarsi ad altri organi, che sono di pertinenza di altri chakra?

Guarda, il caso è abbastanza raro; in realtà, quando si tratta di un sintomo risalente ad un solo perché, solitamente lo spostamento avviene sempre nell’ambito dello stesso chakra; quando invece ciò che si manifesta ha più cause, ha più perché interiori, è possibile che questi perché si “frantumino”, in qualche modo e vadano a colpire anche altri organi attraverso altri chakra, proprio perché vi è questa scissione. 

Ad esempio, se vi fossero tre perché, che vengono convogliati all’interno di un certo chakra ed uno dei tre venisse a mancare – in quanto vi è stata la comprensione di questo perché – la vibrazione cumulativa sarebbe diversa: con molta probabilità, i due sintomi rimasti potrebbero provare un’attrazione diversa per un altro chakra e così si manifesterebbero da un’altra parte..

D –  Quindi spuntano malattie a ripetizione!…

Malattie! Stiamo parlando di sintomi…

D – Di disfunzioni…

Malfunzionamenti; forse è meglio.

D –  Queste sono tutte vibrazioni che arrivano dall’esterno. Quando passano attraverso il corpo akasico, direttamente, cosa succede? Immediatamente tu hai la comprensione?

Dunque, qua risaliamo a quella domanda, che, se non sbaglio, avevate fatto oggi, ovvero, ci sono questi sintomi spostati, che possono arrivare alla comprensione cercando di esaminarli, però rendono il cammino più difficile.
Se invece la vibrazione va a colpire direttamente l’organo, allora – qualcuno diceva – siccome il centro è perfetto, dovrebbe esserci la comprensione…
Ma, senza dubbio, no: anche perché non va a colpire, che so io, il fegato nel cerchiolino con la bandierina, cosicché si può dire: il centro c’è, quindi la causa è questa!
Semplicemente offre molti elementi in più per riuscire a risalire ai perché di questo sintomo.

Tant’è vero che, nelle volte in cui vi succede che so io, di avere un dolore alla spalla perché non avete voglia di prendere l’autobus, per esempio, e quindi di stare appesi in mezzo ad autobus carichi di persone, che sballottano da una parte e dall’altra, ecco che, nel momento stesso in cui vi rendete conto che la causa è questa, solitamente il dolore alla spalla sparisce. Scifo


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10 commenti su “Dettagli sul percorso della vibrazione e gli organi bersaglio [IF9a]”

  1. Un bel contributo alla discussione interna sul come avvengono le comprensioni, sulla relazione tra consapevolezza e comprensione. Grazie
    Leggo inoltre:
    “…….nella maggior parte dei casi quando vi è una comprensione vi è sempre una ripercussione sul piano fisico” Questo significa che la capacità di ascoltare il nostro corpo ci guida verso le comprensioni non ancora acquisite? Cosa significa quando ti sembra che il corpo taccia?

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    • Credo che l’interpretazione di questa frase possa essere questa: le ripercussioni sul nostro fisico delle incomprensioni (che hanno come risultato il verificarsi di psicosomatismi) sono degli allarmi che vengono dati a chi pone la giusta attenzione nell’osservazione di se stesso che avvertono che c’è qualche cosa da comprendere meglio. Si tratta, quindi, di una forma indiretta di aiuto, ma è evidente che la risoluzione può avvenire solamente attraverso il lavoro interiore dell’individuo.
      Per quanto riguarda la seconda domanda hai evidenziato un aspetto importante dicendo che “sembra” che il corpo taccia. In realtà i segnali ci sono spesso (e anche frequenti) ma tendiamo a sottovalutarli ritenendoli poco importanti o, addirittura, li ignoriamo del tutto quando lasciamo che sia il nostro Io a sovrastare le spinte verso la ricerca della comprensione che provengono dal nostro corpo della coscienza.

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  2. Un punto di vista essenziale per affinare il proprio strumento di conoscenza e consapevolezza.
    Comprendere i sintomi fisici come psicosomatismi diventa elemento importantissimo in questo cammino.
    Grazie.

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    • Anche se a conoscenza che i sintomi che avvertiamo sul piano fusico sono il riflesso di segnali su altri piani, resta comunque difficile la decodifica.

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  3. Che il corpo ed il suo ascolto fosse un mezzo per approfondire la conoscenza di sé, mi era abbastanza chiaro, ma tradurre il segnale in comprensioni, non è automatico.
    se ho ben capito, è uno stimolo, una traccia per aiutarci a comprendere meglio.
    Il sintomo poi può avere più origini, quindi richiede un lavoro di “fino”.
    Quello che posso constatare ora è, che col passare degli anni sono portati ad accettare gli acciacchi con una certa passività, dando magari la colpa al tempo che passa.
    Ma sicuramente non è l’atteggiamento giusto e, nel mio caso denota una certa pigrizia.

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  4. Davvero ineressante riuscire.a capire come alcune comprensioni possano avere ripercussioni sul piano fisico, certamente di grande aiuto

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  5. Ancora una volta stimolati all’infinito ascolto di se!
    Il portare ascolto sul piano fisico è senz’altro lo scopo che la coscienza, influenzata dai piani superiori, mette in atto per ampliare il proprio grado di sentire attraverso gli psicosomatismi.

    Purtroppo la formazione occidentale basata prevalentemente sulla sfera mentale ci ha allontanato dal giusto modo di vedere ed interpretare le variazioni che sorgono dalla sfera fisica. O meglio al fisico si sono accollati i più disparati significati…

    Da tempo credo fermamente che la famosa educazione fisica che si mette in campo nel settore educativo scolastico manchi veramente di sostanza.

    Un essere umano che sperimenta e quindi acquisisce o affina la sua sfera fisica sarà in grado di favorire un canale importate al pari di tutti gli altri per la sua evoluzione.

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