La legge dell’equilibrio e il ritorno all’Eterno Presente [sf2]

[…] Tutto ciò che esiste, esiste in una condizione di equilibrio, e per una legge che appartiene – e vedremo eventualmente come – all’Assoluto, ogni volta che quest’equilibrio viene turbato ecco che si mettono in moto i vari meccanismi che fanno sì di cercare di riportare a un nuovo stato di equilibrio quello che non lo era più.

Questo vale per tutto ciò che vi circonda, dalla natura alle piante, agli animali, a voi stessi, ai fenomeni sociali che vivete, a ogni fluttuazione che è all’interno della vita che state attraversando. 

Lo stesso concetto di “ciclo” di cui noi avevamo parlato a lungo in tempi passati, se ci pensate bene, può essere interpretato secondo l’ottica della legge di equilibrio; infatti un ciclo può essere rappresentato come la partenza da un punto, in cui vi è un cambiamento, per arrivare a un altro punto, in cui il cambiamento un po’ alla volta si ferma; ricominciando, dopo un attimo di equilibrio, un nuovo ciclo che porterà un’alterazione squilibrante per tornare poi a un ulteriore equilibrio…

Attenzione, però, perché potreste confondere la “legge di equilibrio” con quella piccola leggina che, con un po’ di vanità, è stata definita “la prima Legge di Scifo”, ovvero la “legge dell’ambivalenza di ogni cosa”.

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Qualcuno di voi potrebbe essere tentato di pensare che anche la legge dell’ambivalenza, ovvero il fatto che qualsiasi fenomeno fisico, umano, interiore, esteriore, possa avere due connotazioni diverse, non sia altro che una proiezione di quella che è la legge d’equilibrio e che, quindi, alla fin fine, legge d’equilibrio e legge di ambivalenza siano la stessa cosa.

Non sono per nulla la stessa cosa, anche se la legge dell’ambivalenza può essere considerata, in qualche maniera, un corollario alla legge dell’equilibrio. Non sono la stessa cosa perché la legge dell’equilibrio – come è stato detto – viene direttamente dall’Assoluto, che l’ha impressa in ogni fotogramma del Cosmo al fine di ottenere quel Disegno di cui così spesso abbiamo parlato, mentre la legge dell’ambivalenza – l’ambivalenza presente in ogni fattore che voi potete osservare – non proviene dall’Assoluto ma proviene sempre dall’occhio di chi osserva. Scifo

Considerando in quest’ottica il creato e la sua costituzione, mille domande potrebbero sorgere su quanto abbiamo detto fino a questo punto. Le domande che più possono essere importanti per voi che vivete all’interno della creazione, sono quelle che riguardano voi stessi; ovvero come vi rapportate, come vi sentite, come vi trovate, come vi sentite oppressi e sottoposti a questa legge dell’equilibrio, quali influenze essa ha su di voi, cosa succede quando voi stessi siete i primi, personalmente, a spezzare l’equilibrio esistente. Moti

Quand’è che spezzate l’equilibrio? Nel momento in cui provocate quello che, attingendo alla terminologia orientale, è stato definito “un karma”. Il karma – concetto strettamente orientale – viene in Occidente vissuto con una connotazione particolare; ovvero, il più delle volte, con una connotazione in qualche maniera punitiva.

Nulla di tutto questo; il karma, in realtà, esiste principalmente – come abbiamo sempre detto – per farvi comprendere quelli che sono i vostri errori, e il karma nasce, come dicevo, dal fatto che voi, con le vostre azioni e l’applicazione nel corso della vostra vita del vostro sentire, rompete l’equilibrio in cui vi eravate venuti a trovare.

Questo equilibrio nasceva da un fluire di una consapevolezza raggiunta, di una comprensione raggiunta ma, poiché la spinta verso la comprensione continua incessantemente a smuovere al vostro interno le vostre azioni, ecco che avete bisogno – per necessità evolutive – di avere al vostro interno qualcosa che vi trasporta verso il cambiamento, verso l’affrontare nuove situazioni, verso il commettere, magari, degli errori; quindi, verso lo spezzare l’equilibrio che stavate vivendo. Scifo

[…] Se tutto cerca di tornare a una condizione di equilibrio, qual è il motivo che porta a questo tentativo di riequilibrare le cose?

Il fatto è che voi vivete all’interno della realtà dei mondi inferiori facendo parte del Grande Disegno, e il Grande Disegno, l’Eterno Presente, voi sapete che non è fatto di movimento, ma è fermo, immobile, perché tutto è già scritto e al suo interno non esiste il tempo.
Ecco, così, che vi è il tentativo di ritornare a questa condizione, sotto la spinta della legge di equilibrio in maniera tale che la vostra realtà, mutevole, cangevole, illusoria e relativa a voi stessi, si ritrovi all’interno dell’Eterno Presente e ritrovi in essa quell’equilibrio che voi sentite essere il vostro.

Certamente, le cose possono essere guardate da vari punti di vista; se voi guardate alla vostra società, vi renderete conto che questo tentativo di equilibrio è evidentissimo in tutto ciò che fate: per ogni persona che muore giovane c’è una persona che muore anziana, per ogni omicidio che viene commesso vi è una persona che viene salvata, per ogni persona che sta soffrendo c’è una persona che sta vivendo un attimo di felicità; e alla fine, nella molteplicità della Realtà, tutti questi elementi, apparentemente così diversi tra loro, finiscono per creare un equilibrio. Moti

D’altra parte,
come fareste 
a riconoscere la luce 
se la candela, a volte, 
non fosse spenta? Labrys

Dal ciclo Sfumature di sentire 2002-2007

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Natascia

Spesso ho fatto caso, come ad un lutto, la famiglia coinvolta viva anche una nascita.

Mi pare che rientri nella legge dell’equilibrio sopra descritta.

Nadia

Bella la conclusione di Labrys!

Renzo

Potrebbe essere utile senza la parola “schifo ” sostituiscila con ” grazie ” e tutto cambia; l’uomo deve Sempre Ringraziare, non sa’ chi? non ha alcuna importanza, importante è il Ringraziare. Come può l’uomo immaginare un filo d’erba, avere in sé la vita di un albero e di tutti i frutti, e gli animali che amiamo e che ci nutriamo. Quante meraviglie ci attendono. Ringraziamo, Ringraziamo, Ringraziamo

Leonardo

Interessante il focus sul karma come meccanismo interno alla legge dell’equilibrio.

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