L’incomprensione passa da una vita all’altra, non la cristallizzazione [A78]

[…] Lo psicosomatismo non riguarda solo il corpo mentale, ma anche l’astrale e il fisico. Allo stesso modo, e forse ancora di più, la cristallizzazione è costituita da una vibrazione che magari ha il suo punto più forte all’interno di uno dei tre corpi ma che in realtà circola in un vortice che attraversa tutti e tre i corpi.

Quindi non esiste la cristallizzazione astrale, mentale e fisica ma esiste la cristallizzazione nella sua totalità delle tre componenti che porta poi a comportamenti reiterati, ripetitivi anche al di fuori di stimoli sempre uguali nella manifestazione nel piano fisico.

Cerchiamo di non commettere l’errore di pensare che psicosomatismo o cristallizzazione siano localizzati in un solo corpo dell’individuo: in realtà le loro vibrazioni attraversano tutto l’individuo, tutti i corpi inferiori dell’individuo perché sia lo psicosomatico che la cristallizzazione appartengono alla sfera dell’Io dell’individuo.

D – Sì, avevo pensato che gli altri corpi fossero di riflesso.

Invece non è di riflesso, ma sono componenti attive nella cristallizzazione perché la loro materia è attraversata dal vortice di energia.

D – I sensi di colpa si possono trasformare in psicosomatismi e cristallizzazioni, è l’inizio?

In cristallizzazione solitamente è difficile, in psicosomatismi senza dubbio sì, anche perché i sensi di colpa provengono da qualche cosa che non si è capito ma che è in via di comprensione, e quindi da un errore che si pensa di aver fatto per mancanza di comprensione degli elementi tipici della situazione che si è vissuta.

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D – Quindi si potrebbe dire che il primo segnale di allarme, chiamiamolo così, è il senso di colpa?

Senza dubbio, ed è anche quello più nascosto, perché l’io cerca di nascondere i propri errori e quindi:
– il senso di colpa nasce,
– l’individuo lo percepisce,
– questa percezione provoca delle vibrazioni contrastanti all’interno dei suoi corpi inferiori,
– i suoi corpi inferiori reagiscono,
– l‘Io avverte questa reazione,
– questa reazione non gli piace perché lo destabilizza e gli fa perdere la tranquillità, l’equilibrio, la serenità, l’impressione di essere stabile, e allora cerca di nasconderla per come gli è possibile.

Il fatto che cerchi di nasconderla fa si che il senso di colpa agisca sotterraneamente, continui a perturbare le vibrazioni interiori che in qualche modo devono manifestarsi all’esterno e si mostrano attraverso delle manifestazioni inaspettate che il più delle volte sono a capo degli psicosomatismi.

D – Hai detto che la cristallizzazione ha come un nucleo in uno dei tre corpi, però poi il blocco riguarda tutti e tre i corpi, il nucleo è il punto forte…

C’è una massima intensità situato in uno dei corpi, nella materia di un corpo in particolare.

D – La stessa cosa vale per lo psicosomatico? Si crea con una forma simile?

Lo psicosomatico è una forma molto più leggera della cristallizzazione: le vibrazioni che lo creano sono molto più fluide, cambiano in continuazione, quindi non vi è la possibilità della formazione di un nucleo stabile e particolarmente forte.

D – Lo psicosomatismo raggiunge per forza il piano fisico?

Per forza, perché è il tentativo di acquisire esperienza per comprendere, per eliminare la vibrazione e, quindi, deve fare tutto il ciclo e deve arrivare per forza al piano fisico. D’altra parte questo è valido anche per la cristallizzazione; anche la cristallizzazione arriva a manifestarsi sul piano fisico, altrimenti non sarebbe possibile riconoscerla, accorgersene, risolverla.

D – Ma si può sciogliere solo attraverso l’osservazione, perché se io mi porto dietro delle cristallizzazioni da un’altra vita, mano a mano che cresco sono convinta di essere così. Ad esempio se cammino un po’ gobba sono convinta che la mia struttura ossea sia così.

Anche questa volta non è che l’esempio sia molto azzeccato perché se cammini un po’ gobba o hai un sassolino nella scarpa che non ti fa camminare bene, oppure c’è qualche problema genetico che ti ha fatto creare quel tipo di corpo.

Diciamo che questo discorso della cristallizzazione che proviene da un’altra vita, forse non l’avete ancora compreso bene, perché lo prendete come se quello che non avevate compreso in una vita precedente formasse un nucleo all’interno dei corpi che possedete in questa vita, ma non è esattamente così.

I presupposti di base sono le incomprensioni che avete: le incomprensioni che non avete raggiunto nel corso della vita precedente ve le portate avanti nella vita successiva e sarà su quelle che dovrete lavorare. Quindi è l’incomprensione che passa da una vita all’altra non la cristallizzazione; la cristallizzazione è solo un effetto dell’incomprensione.

D – Quindi nel momento in cui uno muore la cristallizzazione si scioglie.

Ma certamente, senza dubbio, poiché, abbandonando la materia dei corpi inferiori, non ha più il modo né la ragione di esistere in quanto non può più arrivare all’esterno e manifestare all’akasico la cosa che non va bene, l’effetto o il sintomo di quello che sta succedendo all’interno.

Ripeto: non è la cristallizzazione che passa da una vita all’altra ma è l’incomprensione. Sembra una sottigliezza, ma in realtà è ben diversa la cosa. Perché la stessa incomprensione da una vita all’altra può creare una cristallizzazione di tipo diverso.

D – Io facevo l’errore di pensare: stessa incomprensione stessa manifestazione fisica.

No, non è possibile che sia così perché l’individualità nel frattempo, nel passare da una vita all’altra, ha compreso delle cose e, quindi, è diversa: la sua incomprensione non sarà mai esattamente la stessa e quindi neanche il sintomo potrà essere lo stesso.

[…] Tieni presente il fatto che voi non avete la visone globale di tutti gli elementi: certamente l’incomprensione che passa da una vita all’altra e, quindi, ha necessità di essere compresa, provoca nuovamente la cristallizzazione, ma si trova a operare su una base di partenza diversa, come abbiamo detto; a causa di questa base di partenza diversa accade che anche l’Io in cui va a creare la cristallizzazione è diverso; ecco quindi che la cristallizzazione non può più essere la stessa.

Se poi considerate che anche le influenze che subite dall’esterno sono provocate da strutture sociali diverse e che gli stessi archetipi transitori a cui siete agganciati sono nel frattempo cambiati ecco che, chiaramente, tutto questo insieme di situazioni fa sì che la cristallizzazione non possa per forza di cose essere la stessa.

D – Mi viene da pensare che il neonato non partirà già con una cristallizzazione, ma si formerà con il tempo.

Si formerà quando il neonato avrà la possibilità di recepire tutte le spinte della coscienza e di avere tutti i corpi strutturati in modo da poter trarre un frutto da questa cristallizzazione, perché la cristallizzazione sembra un blocco e appare come una situazione negativa ma, in realtà, è un segnale da cui trarre dei frutti per la comprensione. Può essere considerata alla stregua del dolore fisico la cui percezione ha la funzione di rendervi consapevoli dei danni che state apportando al vostro corpo fisico inducendovi a imparare che, per esempio, la mano sulla fiamma è meglio non metterla. Scifo

Dal ciclo ‘Annali 2008-2017’

Annali 2008-2017

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2 commenti su “L’incomprensione passa da una vita all’altra, non la cristallizzazione [A78]”

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