Rabbia 14: l’impatto della richiesta vibrazionale dell’akasico [A38]

Continua da [A37] D – Quindi, in questa andata (della vibrazione dall’akasico all’esperienza, ndr), dove si situano il carattere e la personalità?

La personalità si situa, come reazione, sul piano fisico nel momento in cui si interagisce

D – Dopo che l’azione è scesa nella materia fisica?

Sì, dopo che la richiesta ha interagito con tutte le componenti e, quindi, porta a una reazione sul piano fisico.

D – E il carattere?

Il carattere è una reazione alla vibrazione che proviene dall’akasico, che interpreta in qualche modo la vibrazione secondo certi parametri che sono peculiari di quel tipico individuo. Cosa che, d’altra parte, fa non soltanto il carattere dal punto di vista fisico, ma anche dal punto di vista astrale e dal punto di vista mentale.

D – Quindi è trasversale?

Certo. È coinvolto tutto l’individuo, nella  totalità dei suoi corpi inferiori.

D – Ma allora tutto questo accade nell’attimo in cui mi arrabbio perché mi è appena arrivato l’impulso dall’akasico e ha fatto tutto il percorso, oppure in realtà l’impulso c’è già e quando io mi arrabbio semplicemente si esplica nella mia azione?

Questo può essere un punto importante. Voi immaginate che ogni volta che vi arrabbiate, vi arrabbiate perché c’è questo cammino, perché dal corpo akasico è arrivato questo impulso; in realtà non è proprio così, perché le richieste del corpo akasico sono molte e arrivano in continuazione al vostro essere. Succederà che voi reagirete e avrete la vostra reazione nel momento che le vostre componenti, le componenti di cui siete costituiti, reagiranno a quel tipo di richiesta sulla base dell’esperienza a cui vi trovate di fronte.

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D – Quindi la vibrazione è lì in stand-by finché non succede qualcosa dall’esterno che catalizza la cosa, per cui tu agisci e quindi ricomincia poi tutto…

Non è neanche così, non è in stand-by; la vibrazione continua a vibrare, è attiva. Semplicemente non risuona, non provoca reazioni fino a quando non trova una risonanza vibrazionale in quello che è all’interno dell’individuo che lo porta a reagire.

D – Mi sembra di aver capito che in realtà gli impulsi sono più di uno e contemporanei da parte dell’akasico, ma, in presenza di più bisogni, quindi di più impulsi che cosa fa sì che uno abbia la precedenza sull’altro; la risonanza vibrazionale avviene sempre per un impulso alla volta, oppure c’è un meccanismo diverso?

Diciamo che la precedenza delle reazioni – perché poi di questo si tratta – è data da come risponde la materia che costituisce l’individuo; quindi risponde a seconda di qual è la costituzione dei suoi corpi che, siccome sono costruiti in maniera tale da permettergli di poter sperimentare quello che non ha ancora compreso, reagirà talvolta a uno stimolo e talvolta all’altro, a seconda della situazione che gli permette di reagire sul piano fisico.

La richiesta vibrazionale dell’akasico diventa importante e tale da generare qualche cosa, nel momento stesso in cui la materia che attraversa reagisce a lei. Quindi, perché possa creare una risposta emotiva o mentale e così via, bisogna che la materia mentale che attraversa abbia una connotazione tale per cui risponda in qualche modo alla vibrazione che la sta attraversando.

Deve essere così per forza, non può che essere così! Pensateci un attimo: il vostro corpo akasico ha decine e decine di bisogni di comprensione, per essere ottimisti! Ma questa volta non è per cattiveria che lo dico, è una constatazione ovvia e logica.

E invia in continuazione queste richieste e, chiaramente, nel corso della vostra vita non potete soddisfarle tutte o seguirle tutte quante; quindi verranno seguite e soddisfatte soltanto quelle che troveranno dei riscontri che permetteranno loro di far reagire i vari corpi che attraversano. 

Siete continuamente attraversati da queste richieste da parte del vostro corpo akasico; soltanto che alcune non avranno nessuna influenza perché non avete gli strumenti per poterle manifestare, per poter attivare il processo di comprensione attraverso l’esperienza di quel particolare tipo di elemento, mentre per altri elementi siete strutturati in maniera tale da poter attivare le reazioni e, quindi, arrivare a manifestare la vostra reazione all’interno del piano fisico; e, quindi, a dare elementi per la comprensione del corpo akasico.

D – Ma allora, quelli che passano e che non trovano riscontro, passano e non lasciano nessuna traccia?

Passano e non lasciano nessuna traccia, e ritornano indietro senza provocare nessun problema. Ricordate che è un circolo; le richieste vengono giù e ritornano su, e continuano ad andare avanti e indietro, a circolare fino a quando non ci saranno le condizioni tali per cui questo circolo verrà deviato dalla risposta dei corpi che attraverserà.

D – Ma allora questo passaggio “indolore”, questa richiesta non soddisfatta da parte dell’akasico, avviene perché non è stata fatta un’esperienza sufficiente sul piano fisico o perché nell’akasico non ci sono gli elementi sufficienti per incasellare quel tipo di esperienza?

Ma può essere vero per tutti e due i modi. Può avvenire, prima di tutto, perché i vostri corpi possono non essere strutturati per rispondere a quel tipo di richiesta; può avvenire perché non si presenta l’occasione sul piano fisico dell’esperienza che vi permetta di sperimentare quel tipo di richiesta.

Può anche essere che non vi sia dato proprio di affrontarla; che non sia importante o che, magari, non eravate in realtà ancora pronti per poterla affrontare, o forse vi si presenta l’esperienza ma vi scivola addosso, senza che ve ne accorgiate neanche, perché non siete pronti ad affrontarla.

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