Il cammino della comprensione tra i corpi e il tempo sui vari piani d’esistenza (c2)

D – Posso fare io una domanda al Maestro Moti? Allora perché io che sono sull’astrale (se sono, boh. . . sono sull’astrale?) A me il tempo sembra come quando ero sul piano fisico! 

Stai venendo in aiuto, caro figlio Willy (Willy è un disincarnato e a volte interviene nelle sedute del CI, ndr), degli altri fratelli che si ponevano in qualche modo la stessa domanda. E a questo modo mi costringi a parlare di tempo reale e tempo soggettivo… Moti

Voi stessi vi rendete conto (sentivo per esempio che ieri ne parlavate) che esiste una differenza di percezione del tempo già all’interno del piano fisico, in quanto una stessa situazione a diverse persone in momenti diversi può dare l’impressione di essere più lunga o più corta quindi essere vissuta secondo tempi diversi. 

Certamente, secondo il metodo esterno, standard, che avete di misurare il tempo, l’azione in se stessa ha sempre lo stesso tempo, la stessa durata, scandita in secondi, in minuti, in ore.
Però secondo la soggettivazione di ognuno di voi, un’azione può essere in realtà (o sembrare in realtà) più o meno lunga. Questo accade perché entra in gioco l’influenza che hanno gli altri corpi di esistenza; entra in gioco, quindi, la diversità del piano astrale, del tempo astrale, o la diversità del tempo mentale.

Ecco così che un’esperienza vissuta emotivamente, quindi guidata principalmente dal piano astrale, avrà solitamente un ritmo più veloce, sarà vissuta più velocemente il che non è altro che una traduzione, una razionalizzazione secondo la mente dell’individuo incarnato, del vorticare della velocità della materia e delle reazioni all’interno del piano astrale. Non so se sono riuscito a spiegarmi. Moti

D – Per niente. 

È stato molto gentile l’amico. 

D – Mi dispiace, ma qui non ti seguo più. 

Allora, rincominciamo: il piano astrale, se voi lo potreste osservare secondo il vostro metodo di concepire il tempo, vi sembrerebbe un caos completo; un continuo vorticare velocissimo di immagini, di sensazioni, di materia che si trasforma.
Questo potete comprenderlo no? 

Ora, quando voi vivete un’esperienza fortemente emotiva (che come voi sapete quindi mette in gioco il vostro corpo astrale principalmente, d’accordo su questo?) entra in gioco proprio l’influenza delle sensazioni, delle percezioni del vostro corpo astrale; e siccome il vostro corpo astrale percepisce secondo le modalità astrali, la percezione diventerà veloce, diventerà caotica, vivida, molto movimentata, d’accordo? 

Ora, siccome voi però vivete nel piano fisico e quindi razionalizzate queste percezioni, cercate di avvicinarle al vostro modo di vivere, alle vostre abitudini fisiche; non potete far altro, a quel punto che, come dicevo, razionalizzate le percezioni del vostro piano astrale

Razionalizzarle significa dare una durata di tempo a secondo del vostro metro, d’accordo? E il vostro metro è più lento, è meno immediato di quello astrale. Ecco così che la situazione che vedete vi sembrerà vissuta con una diversità temporale rispetto a quella che è la realtà, proprio grazie all’influenza di queste percezioni astrali. 
Avete compreso?

D – Quindi è la caratteristica di ogni piano che influenza la nostra, il cosiddetto tempo..

Certamente sì, e voi poi razionalizzate e vivete così il tempo soggettivo nel vivere le situazioni; così come avete poi tempo soggettivo ad esempio, nel vivere mentalmente le situazioni; a volte leggete un libro, e una pagina sembra non finire più, a volte leggete un libro e la pagina finisce in un attimo; anche questo è dovuto all’incontro-scontro tra la percezione del tempo e il vostro corpo mentale, e la razionalizzazione di questi impulsi che dal corpo mentale gli arrivano. 
Ma rispondiamo anche all’amico Willy, che altrimenti si sente escluso! 

Perché, invece, nel suo caso lui ha l’impressione, la sensazione di vivere lo stesso tipo di tempo che viveva allorché era sul piano fisico; questa era la domanda figlio?
Vediamo un po’ voi che risposta potreste dare al nostro amico?…

[…] Diciamo che il nostro amico Willy, vive la sua esperienza sul piano astrale, dall’interno del piano astrale, composto di materia astrale, e con l’attività delle sue percezioni astrali. 

Quindi riceve il tempo astrale come normale, lo vede e lo vive dall’interno secondo i sensi che lo percepiscono come se fosse normale, non in contrasto come un corpo astrale che gli fa vivere un tempo soggettivo diverso. 

In realtà, caro amico Willy, se tu ci pensassi un attimo, ti accorgeresti che quando mediti e cerchi di meditare o di comprendere su alcuni aspetti della tua interiorità, ti accade ancora che il tempo si dilati, o si accorci un attimo. Hai fatto caso a questo? 

Questo perché, in base a quanto dicevo prima, in realtà il tuo corpo mentale ha un tempo diverso e quindi influisce ancora sul tuo corpo astrale. Ma siccome tu nell’astrale vivi ancora sotto l’influsso dei desideri, delle sensazioni, i tuoi desideri, le tue sensazioni, hanno uno scorrere normale rispetto alla materia astrale, e questo scorrere normale di questi desideri, di queste sensazioni, ti fanno percepire il tempo normale secondo la tua posizione, è vero, secondo il tuo essere all’interno del piano astrale, hai compreso?

D – Ho capito, grazie. 

D – È come dire che lui è relativo a se stesso?

Certamente.  Ricordate che la consapevolezza di voi si modifica a seconda del posto, del piano di esistenza in cui si trova.  Ciò che per la consapevolezza dell’individuo sul piano fisico è normale, diventa anormale per gli altri piani di esistenza, rispetto agli altri piani di esistenza.
Così l’individuo consapevole sul piano mentale vivrà il tempo ancora diverso nel piano mentale come un fluire normale rispetto a se stesso. 

D – Dunque io sono qui, sono consapevole di quello che sto facendo, di quello che ascolto, cerco di capire quello che mi viene insegnato, cerco di farlo mio, nel senso, proprio di essere consapevole di quello che mi viene detto, però nel frattempo cosa sta succedendo, cosa può succedere nel piano astrale, nel piano mentale?

Intanto cercate di fissarvi in mente la differenza tra piano e corpo, altrimenti finite veramente per non comprendere veramente più niente. 
Il fatto è che chi ha le emozioni o i desideri, non siete voi, è il vostro corpo mentale, è il vostro corpo astrale; chi pensa, non è il vostro corpo fisico, è il vostro corpo mentale; è questa la prospettiva che deve mutare il vostro modo di vedere le cose. 

Dovete cercare di arrivare, un po’ alla volta, a comprendere che il vostro corpo fisico è soltanto il terminale a cui arriva di rimbalzo ciò che proviene dagli altri corpi.
La difficoltà che provate a volte è proprio questa, perché mentre voi dall’interno del piano fisico cercate di comprendere, intanto alle vostre spalle ci sono gli altri corpi che stanno lavorando e probabilmente hanno già compreso, sono già arrivati ad un certa comprensione. Però questa comprensione deve fare il giro, deve passare attraverso il corpo astrale, arrivare al corpo mentale, rimbalzare sull’akasico, e da questo ritornare in giù per riportarsi poi sul vostro piano fisico, in modo poi da ricondurvi ad una azione. 

E questo meccanismo che sembra così complesso così contorto, così complicato, che vi provoca molte volte dei problemi di comprensione: l’essere abituati a considerare la propria esistenza nel piano fisico e nel corpo fisico, come la base di tutto, certamente provoca delle difficoltà.

Se voi vedete, anche tra ognuno di voi ci sono delle diversità, apparentemente, in velocità di comprensione delle cose, no? C’è chi sembra comprendere più velocemente e c’è chi sembra comprendere meno velocemente, anche le cose più semplici; in realtà questa è soltanto una apparenza, perché chi comprende, e lo ripeto ancora, non è il vostro corpo fisico, non è esso che manifesta di aver compreso o no, ma è il vostro corpo mentale. 

Il fatto che poi la comprensione sembri arrivare in ritardo, rispetto ad un altro individuo, questo è dovuta al fatto che nel ritorno della comprensione dal corpo mentale fino al corpo fisico, questo ritorno indietro della comprensione, che poi è una energia, una vibrazione, trova degli ostacoli nell’attraversare ad esempio il corpo astrale perché ci sono dei desideri, delle tensioni, delle passioni, che bloccano questo passaggio di vibrazioni, ed ecco allora che a causa di questi nodi, di questi traumi, di questi complessi, che esistono ad esempio sul piano astrale, la comprensione al piano fisico, arriva in ritardo, e da chi osserva dalla parte del piano fisico sembra che l’individuo sia tardo, ad esempio, a comprendere. 

Ma è la manifestazione della comprensione che tarda, non la comprensione. 

Quello che volevo dire è questo: se voi rileggeste quando noi abbiamo parlato di individui che possiedono delle situazioni diciamo, tra virgolette, anormali dal punto di vista fisico, che sono apparentemente minorati, o che sono con dei gravi problemi fisici, che sono addirittura, come citavo prima, delle persone autistiche, quindi apparentemente escluse dal contatto col resto del mondo.
Ecco cosa succede in questi casi?

Noi avevamo detto che in realtà l’individuo incarnato in un corpo che ha questi problemi, fa le sue esperienze lo stesso, accumula lo stesso esperienza, d’accordo?
Ma questo alla luce di quanto abbiamo detto prima è evidente poiché il corpo fisico certamente ha questi problemi, però chi prova desideri è il corpo astrale, chi pensa, chi ragiona su quanto succede è il corpo mentale.
Quindi, ad esempio, quella persona può sembrare non capire, ma il suo corpo mentale in realtà ha capito le cose che succedono, vi è poi la risposta, l’arrivo della risposta al piano fisico che è lenta o che non arriva pura, per cui non vi è espressione di questa comprensione. 

Però, in realtà, la sua parte mentale ha compreso, così come in tutti gli altri casi. Ed è questo, del resto, il modo in cui l’individualità può fare esperienza e quindi avanzare nell’evoluzione anche se non ha un corpo fisico che sembra prestarsi a questo tipo di avanzamento. Moti


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7 commenti su “Il cammino della comprensione tra i corpi e il tempo sui vari piani d’esistenza (c2)”

  1. Provo a riassumere, per vedere se ho capito alcuni passaggi. Quindi si vive sul piano fisico, con il corpo fisico, astrale, mentale. Lasciato il piano fisico per l’astrale, si continua a percepire il corpo astrale ed il mentale. Infine lasciato il piano astrale si percepisce il piano mentale e cosi’ via via gli altri piani spirituali. I nostri corpi continuano ad acquisire comprensioni indipendentemente da quanto queste comprensioni affiorino alla consapevolezza, propria del piano mentale, pertanto per l’evoluzione non e’ determinante cio’ che capiamo, ma il vivere l’esperienza, che si tradurra’ in nuove comprensioni, indipendentemente da quel che la mente avra’ capito.
    Se e’ cosi’, mi sento confortata.

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  2. Mi pare di capire che quello che avverto come ritardo di comprensione è dovuto ad una elaborazione che deve passare attraverso i vari piani prima di manifestarsi in quello fisico. È quindi un processo che come tutti i processi richiede un periodo di transizione, come se si dovesse attendere una decantazione affinche la chiarezza sorga sul piano fisico che è l’ultimo passaggio e che porta alla manifestazione.
    Mi viene da pensare che attraverso questo processo, il cui svolgersi è condizionato dalla presenza di nodi, avviene quell’armonizzazione fra i vari corpi…o no?

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  3. Oggi, mentre facevamo dei lavori in campagna mio nipote di 21 anni si domandava come fosse possibile che le piante avvertano dolore dato che sono prive di cervello ed è nel cervello, o nel sistema nervoso centrale, che vengono elaborati certi stimoli.
    L’ho invitato subito a considerare che esistono altri piani oltre a quello fisico ma mi son fermato lì risultando ancora difficile comprendere certe cose. Grazie.

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