Aggressività, durezza, lassismo nei genitori

Voglio riprendere un attimo un discorso che avevo iniziato tempo fa, a proposito dei bambini più o meno piccoli e del loro rapporto con gli adulti, o meglio ancora sarebbe dire del rapporto che gli adulti hanno con i bambini più o meno piccoli.
Avevo così, molto frettolosamente e genericamente, analizzato quali erano i rapporti piuttosto strani che gli adulti hanno nei confronti dei bambini piccoli, prendendo come adulti tutte le persone di una certa età, le persone cosiddette mature che in qualche modo avvicinano e abbordano i bambini; vorrei questa sera analizzare il problema sotto un altro punto di vista, prendendo degli adulti molto ma molto particolari, quelli che per il bambino sono i genitori: la madre e il padre.

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Favola: affrontare le situazioni senza paura e rassegnazione

C’era una volta in un paese – e non vi dico qual era – un uomo che si chiamava Binda. Una mattina quest’uomo si svegliò e non riusciva più ad alzare la testa, ma continuava a restare con il capo completamente piegato in avanti e pesante.
Era un uomo abbastanza anziano che viveva solo in casa; era povero, non aveva amici e non aveva parenti, così non si curò di andare dal dottore perché «Ormai sono vecchio, cosa posso farci? Sono destinato, si vede, a finire i miei giorni in questo modo!» si diceva.

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La dedizione al cammino determina la natura di ciò che si riceve

Nel compiere la ricerca nella sua vita, fatta per comprendere le varie domande che di volta in volta gli si presentano, l’individuo si dibatte nei perché che non riesce a sciogliere, a dipanare, cadendo fra reti tortuose dalle quali l’uscita sembra allontanarsi sempre più; ed ecco allora nascere domande sulla ragione del dolore, sul perché della vita, sulla realtà o meno di un Dio, sulla casualità di tutto ciò che si vive, e via dicendo.

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Reincarnazione: le vite brevi 2 (IF22)


Insegnamento filosofico 22
Vi sono poi i casi di coloro che muoiono in piccolissima età, in tenera età. E quasi sempre queste entità si reincarnano molto velocemente, non perché – come da alcune fonti viene detto – questa entità ha avuto una vita interrotta e quindi deve riprendere quello che non ha compiuto nella vita precedente (come se la vita successiva fosse la continuazione di quella precedente), no, questo non è assolutamente vero, ma semplicemente perché essendo stata una vita molto corta, l’intervallo tra la morte e la vita successiva è necessariamente breve, poiché hanno poco da comprendere da quello che hanno vissuto.

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