Ampiezza dell’ambiente astrale [IF59focus]

Abbiamo cercato, fino a questo punto, di rendere il più semplice possibile il nostro ragionamento sull’ambiente individuale, cercando di eliminare la maggior parte degli elementi e di soffermarci su quello che può essere il caso più semplice, ovvero l’ambiente del neonato nei primi giorni di vita.

Quando, cioè, i corpi del piccolo differenti da quello fisico, non sono ancora così organizzati e allacciati da poter considerare la loro presenza un ulteriore elemento di cui tenere conto nel portare avanti le nostre considerazioni.

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Naturalmente nel momento stesso in cui all’ambiente fisico dell’individuo si va a sommare il suo ambiente astrale, il discorso diventa evidentemente e logicamente più complesso.

Esaminiamo quindi, brevemente, I’ambiente astrale dell’individuo e, successivamente, vediamo se vi sono conseguenze di qualche tipo per il fatto che l’ambiente fisico e quello astrale, inevitabilmente, finiscono con l’interagire e, in qualche maniera, influenzarsi reciprocamente. Cosa sappiamo del corpo astrale dell’essere umano?

Prima di tutto che esso è costituito, ovviamente, da materia astrale, la quale ha delle particolari caratteristiche che la rendono molto più reattiva della materia fisica: essa, infatti, può venire considerata come un ribollire di cambiamenti, di movimenti, di colore e di forme e queste sue caratteristiche, in via di continua e perenne modificazione, sono strettamente dipendenti da quello che l’individuo vive nel corso delle sue giornate nel piano fisico.

Ma cos’è che mette in atto le continue modificazioni delle qualità del corpo astrale dell’individuo?

La causa è da ricercarsi nell’estrema sensibilità della materia astrale nei confronti delle vibrazioni prodotte dalle sensazioni, dalle emozioni e dai desideri che via via si presentano nell’individuo a mano a mano che confronta se stesso con la realtà fisica che sta vivendo.

Queste vibrazioni, sommandosi a quelle peculiari dei vari tipi di materia astrale che compongono il relativo corpo astrale dell’individuo creano quella che è la sua atmosfera astrale.

Ecco così che se voi poteste vedere il vostro corpo astrale nel momento in cui, per esempio, avete davanti a voi una splendida torta e desiderate poterne assaggiare una fetta, potreste scorgere una parte del vostro corpo astrale che, sotto la spinta del vostro desiderio, proietta un certo tipo di vibrazione caratteristica di quel tipo di desiderio verso la torta stessa, formando una sorta di protuberanza astrale che si forma nel vostro corpo astrale protendendosi verso l’oggetto del vostro desiderio, per rientrare all’interno di esso nel momento in cui la vostra golosità viene appagata e potete assaporare il dolce agognato.

Questo cosa significa?
Significa che se per quello che riguarda il corpo fisico si può avere la concezione di un ambiente fisico individuale molto limitato e che poco si discosta, alla fin fine, dal comune raggio d’azione del vostro corpo fisico, per il corpo astrale, invece, si configura un’atmosfera (e di conseguenza un ambiente) individuale che ha una portata molto più ampia e che, comunque, non ha mai dei limiti costanti in quanto maggiore è la spinta dell’emozione che vibra all’interno del corpo astrale, maggiore è la proiezione che da esso si diparte tendendosi verso l’oggetto o la situazione che ha provocato la fluttuazione astrale.

Questo non deve indurre, naturalmente, a credere che la portata dell’ambiente astrale individuale sia illimitata, anche sé teoricamente, in base a quanto detto fino a questo punto, sembrerebbe dover essere così!
Vi sono degli elementi, infatti, che limitano questa portata, e in parte già ve ne abbiamo parlato.

1– In primo luogo vi è una sorta di legge naturale che tende (come accade per la materia che costituisce il corpo fisico) a tenere il più unita e compatta possibile la materia del corpo astrale di ogni individuo, così come fa per le materie degli altri corpi. Essa è indispensabile perché altrimenti, sotto la spinta di un desiderio di proporzioni enormi, la parte di corpo astrale proiettata potrebbe finire con il separarsi dal corpo stesso il quale, di conseguenza, resterebbe in qualche maniera menomato.

2– In secondo luogo, come vi abbiamo già detto, le vibrazioni emesse da un corpo, con l’aumentare della distanza dal corpo di origine, tendono a perdere forza, a stemperarsi sotto l’influenza delle altre vibrazioni che incontrano all’interno del piano stesso di appartenenza. È, a ben vedere, la stessa cosa che accade sul piano fisico: un suono che si propaga nitido e lontano se emesso in un ambiente silenzioso, perde forza e nitidezza se viene emesso in un ambiente in cui esistono già altri suoni che ne contrastano la vibrazione, limitandone il raggio di azione.

3– In terzo luogo (terzo ma non ultimo per importanza, anzi, tutt’altro) esistono dei fattori interni dell’individuo che finiscono con l’agire sulla portata delle vibrazioni astrali allo stesso modo di come, nel nostro esempio di poco fa, la presenza di molti suoni attutisce e limita un singolo suono. Questi fattori sono tipici dell’essere umano e sono il suo molto emozionarsi e desiderare.

Accade, infatti, che le reazioni del corpo astrale di un individuo a seguito di un desiderio vengono di continuo sopraffatte o limitate dalle reazioni che nascono per il sorgere di altri desideri di grande intensità o, magari, per il contemporaneo farsi avanti di molti piccoli desideri che, pur non essendo in se stessi, e uno per uno, talmente forti da poter contrastare la forza del desiderio principale, tuttavia nel loro insieme vibratorio costituiscono una massa di vibrazioni difformi che generano una confusione vibratoria tale da far perdere, a poco a poco, l’uniformità della vibrazione del desiderio teoricamente più intenso.

4– In quarto luogo l’emozione (o il desiderio) devono essere continuamente alimentati, nel loro vibrare, dall’emozionarsi o dal desiderare dell’individuo il quale, tuttavia, non può mantenere che raramente la costanza emotiva o di desiderio, in quanto la vita che egli vive gli presenta, spesso in rapida successione, delle serie di stimoli che, essendo più recenti, assumono un’importanza più immediata, trattenendone l’attenzione e, quindi, togliendo forza a quelle vibrazioni che fino a un attimo prima erano le principali.

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