Atmosfera e ambiente vibratorio nel neonato [IF58focus]

Atmosfera individuale: l’insieme di vibrazioni dei corpi dell’individuo che si espandono sui relativi piani di esistenza arrivando a contatto con le vibrazioni di ciò che circonda l’individuo stesso, la cui ampiezza varia a seconda del corpo a cui appartengono.

L’atmosfera del corpo fisico occupa sul piano fisico e dal punto di vista vibratorio, uno spazio appena maggiore del corpo fisico, coincidente con quella vibrazione sottile (ma ancora fisica) che una volta veniva chiamato perispirito o corpo eterico.

Il corpo astrale ha un’atmosfera non solo più ampia ma anche variabile, a seconda della forza dei desideri e delle emozioni dell’individuo che ne aumentano o diminuiscono la forza vibratoria. Analogo discorso per i corpi successivi.

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Ambiente individuale: la porzione di materia fisica (ma anche astrale e mentale) raggiunta dalle vibrazioni dell’atmosfera individuale e, quindi, in diretta dipendenza da essa.

È chiaro dalle definizioni che vi ho presentato che si tratta di due concetti dalle molte variabili in gioco e che, quindi, assumono caratteristiche differenti a secondo della composizione delle variabili stesse.

II primo elemento da considerare per quella che abbiamo definita atmosfera individuale è che essa si trova a essere direttamente dipendente, innanzi tutto, da quella che è la costituzione dei vari corpi dell’individuo, dal momento che è la loro costituzione ad aumentare o diminuire la portata dell’atmosfera individuale.

Facciamo un esempio, rendendolo il più limitato possibile, e ragioniamo un attimo sull’atmosfera vibratoria di un neonato. Esaminiamo brevemente la costituzione dei corpi del neonato per cercare di capire come possa essere la sua atmosfera e, di conseguenza, quanto ampio possa essere l’ambiente, nelle sue molteplici componenti, con il quale la nostra piccola creatura può interagire. Mi auguro che tutti voi, ormai, abbiate assimilato il concetto, più volte proposto, che I’individuo, alla nascita, ha il pieno contatto solamente con il suo corpo fisico.

Non con questo – giova ripeterlo per evitarvi di cadere in un errore comune – che egli non possieda già anche gli altri corpi inferiori (corpo astrale e mentale) e superiori. Tuttavia non si deve dimenticare che essi non sono certamente ancora pienamente funzionanti e funzionali in quanto il loro «saldarsi» al corpo fisico attraverso quei punti «magnetico-vibratori» che abbiamo definiti nadis è ancora in via di effettuazione.

Ne consegue, quindi, che è solo con il passare del tempo che i corpi dell’individuo (tranne, come detto in precedenza il corpo fisico con il quale l’individualità è completamente collegata già al momento della nascita) diventano pienamente funzionali e totalmente in grado di espletare le loro caratteristiche nella totalità dell’individuo, il quale sarà nel pieno delle possibilità espressive (e, quindi, di tutte le capacità vibratorie) di tutti i suoi corpi soltanto intorno al ventunesimo anno di età.

Quindi il neonato è totalmente legato, inizialmente, a ciò che più lo rappresenta all’interno del mondo in cui si trova a vivere, ovvero quel corpo di materia densa, fisica, che lo riveste e che gli conferisce la sua prima gamma di possibilità di interazione con quello che lo circonda.

Poiché siete abituati a considerare la materia fisica solida e ancora più rigida di quanto essa già sia nella realtà, probabilmente immaginerete l’atmosfera vibratoria del neonato come praticamente inesistente e, quindi, il suo ambiente altrettanto irrilevante.

Questo è vero soltanto in minima parte perché le cose non stanno esattamente così, e lo potete già immaginare se soltanto vi ricordate che anche la materia fisica è composta di vibrazioni che si intrecciano e, col loro interagire, contribuiscono a dare le particolari caratteristiche fisiche di ogni elemento che costituisce il corpo stesso.

Il fatto stesso, ad esempio, che la vibrazione interna del corpo fisico porti a una variazione della temperatura corporale dell’individuo, avvertibile dall’esterno venendo a contatto con la pelle o stringendo tra le braccia il neonato significa che egli emette una vibrazione fisica che già interagisce con una porzione della materia fisica che lo circonda.

Lo stesso discorso può essere fatto, per darvi un altro esempio, per i gorgoglii, ciangottii, pianti che il piccolo emette: anch’esse sono vibrazioni e anch’esse aumentano il raggio d’azione della sua atmosfera vibratoria, espandendo, di conseguenza, l’ambiente con il quale il neonato, in maniera ancora inconsapevole, interagisce.

Non dimentichiamo, inoltre, che il corpo astrale si sta allacciando, gradatamente ma più velocemente degli altri corpi ed ecco, così, che una piccola porzione di vibrazioni astrali già viene emessa dal bambino, cosa che dimensiona la sua atmosfera e il suo ambiente in forma ancora un po’ maggiore di quello che si poteva ritenere all’inizio del nostro discorso.

Tutti coloro che si occupano dello sviluppo psico-fisico del neonato, sono concordi nell’affermare che il contatto fisico con i genitori (e non solo con essi ma anche con chiunque si trovi in contatto con lui) è molto importante e che, altrettanto importante è parlare fin dall’inizio con il piccolo, cercando di trasmettergli tranquillità e affetto. Penso che possiate da soli comprendere come questo sia vero e, forse, con le ultime cose che vi stiamo dicendo, questo può apparirvi nella sua estrema logicità e ragione d’essere.

Quando prendete in braccio la piccola creatura, infatti, avviene un fenomeno di non trascurabile importanza: due atmosfere individuali si toccano e i due ambienti, per un certo periodo di tempo, si sovrappongono.
Questo significa che le vibrazioni dei corpi dell’adulto toccano quelle ancora rozze del bimbo contribuendo al loro formarsi e stimolandone con l’esempio indiretto l’indirizzo e la qualità vibratoria, tanto che il bimbo reagisce (a meno che non abbia problemi fisici di qualche tipo) tranquillizzandosi e avvertendo un senso di completezza maggiore che lo fa sentire più sicuro e, quindi, lo rasserena.

È questo il senso del pianto del bimbo che si placa se viene preso in braccio e che riprende se viene rimesso subito nel suo lettino, o delle smorfie tendenti al sorriso che il piccolo cerca di fare quando qualcuno che gli è usuale gli parla o gli fa una carezza.

Il ruolo dei genitori, quindi, è di estrema importanza non tanto nella formazione del carattere del bambino (ché altri elementi forse ancora più importanti si uniscono agli influssi del comportamento del genitore), quanto nel fornirgli con il contatto e la presenza un supplemento di ambiente vibratorio tranquillo che permetta e favorisca un tranquillo allacciarsi dei suoi corpi diversi dal corpo fisico.

E, contrariamente alla tradizione, non vi è una maggiore importanza della madre rispetto al padre ma entrambi sono in grado di fornire al piccolo l’ambiente vibratorio necessario affinché il suo laboratorio interno possa proseguire con scioltezza nella sua opera di assemblamento dei suoi vari corpi. È soltanto la tradizione di comodo, quindi motivi strettamente egoistici o di impostazione degli schemi sociali, che ha finito con il dare alla madre il gravoso compito di crescere il bambino.

Abbiamo visto abbastanza dettagliatamente, dunque, atmosfera e ambiente individuale del bambino, constatando con l’esempio diretto come essi siano direttamente proporzionali ai corpi che egli possiede.

Bisognerà, adesso, ragionare su come l’ambiente individuale vari a seconda della composizione dei corpi dell’individuo. Ad esempio: lo stato di salute fisica, l’intensità emotiva, la prorompente attività intellettiva quanto e in che misura sono importanti e influiscono sull’ambiente individuale? E, ancora: che ruolo ha il corpo akasico in tutto questo, sempre che ne abbia uno? Scifo

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Luca

interessante argomento…
e altrettanto interessante officina

Leonardo

L’interazione si gioca sempre a livelli vibratorio e coinvolge i diversi piani di esistenza. La nostra atmosfera individuale impatta e modifica più o meno fortemente l’ambiente vibratorio che ci troviamo occupare e plasmare.
Questo, riguardo a un neonato, è evidente e, direi, decisivo.

Catia Belacchi

È bene sapere che la psicologia dello sviluppo, pur non sapendo niente di atmosfera vibratoria né di ambiente vibratorio, dica le stesse cose sullo sviluppo psicofisico del bambino.

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