L’influenza degli archetipi sull’individuo incarnato [sf14]

Cerchiamo adesso di trovare un aggancio con ciò che vi interessa maggiormente, ovvero [la relazione degli archetipi con] voi stessi, quali individui incarnati sul piano fisico. È ovvio che ciò che ha un’importanza più immediata per l’uomo incarnato non è l’archetipo permanente (AP) bensì quello transitorio (AT).

L’AP, infatti, ha un’influenza costante e generale su tutti gli individui incarnati, ma è l’AT quello che è più direttamente collegato e correlato al corpo akasico dell’individui, ed è, quindi, quello da esaminare per primo, in quanto influenza grandemente ciò che voi siete, al punto da poterlo considerare l’elemento che più condiziona ciò che siete all’interno del mondo fisico in cui vi trovate a fare esperienza, e cercheremo di spiegarvi come e perché ciò accada. Scifo

Può dunque essere utile esaminare più organicamente i rapporti che esistono tra gli AT e la personalità dell’uomo nel suo complesso, cercando di fare, in primo luogo, una sintesi secondo quest’ottica di quanto sappiamo fino a questo punto.

Ritengo che il punto di partenza indispensabile sia chiarire, per quanto ci è attualmente possibile, il concetto di AT.

L’AT, abbiamo detto, si forma sul piano akasico grazie alle presunte comprensioni comuni a più individui che ritengono (dall’interno del piano fisico e non dall’interno dei loro corpi akasici) di avere compreso determinate cose.

In un certo qual modo si può affermare che gli AT sono il serbatoio di tutte quelle comprensioni frammentarie che il corpo akasico non ha ancora potuto sistemare adeguatamente al proprio interno come sentire raggiunto, in quanto non le percepisce ancora come complete e totalmente vere e che tiene, in attesa di verifica, all’esterno di .

All’AT – abbiamo detto – sono collegati tutti gli individui che hanno raggiunto più o meno le stesse ipotesi di comprensione, anche se con sfumature leggermente diverse le une dalle altre, sfumature che danno come risultato la presenza, tra gli individui collegati all’AT, d’individui a livelli evolutivi variabili entro una limitata gamma di sentire.

L’individuo, facendo esperienza, acquisisce nuovi elementi di comprensione a completamento o a modifica di quelli in attesa di verifica scartandoli definitivamente o accettandoli come completi fino al raggiungimento del massimo sentire ottenibile tramite gli stimoli all’interno di quell’AT. Raggiunto questo massimo di comprensione ottenibile qello specifico AT verrà abbandonato a favore di un AT diverso.

Per il corpo akasico, tirando le somme, gli AT sono costituiti dagli elementi da finire di comprendere o, magari, da scartare – dopo verifica dell’esperienza – come sbagliati o inadeguati a essere collegati perfettamente a ciò che già è sicuro di “sentire” come vero.

Per l’uomo incarnato, invece, essi costituiscono dei modelli di comportamento a cui fare riferimento per condurre la propria esistenza, con la conseguenza di ottenere due risultati importanti:

– avere una base di comportamento in comune con gli altri uomini, grazie alla quale potersi confrontare, poter sperimentare e, di conseguenza, poter comprendere;

influire sui corpi inferiori (mentale, astrale, fisico) che costituiscono l’Io per dare un’impronta al modo in cui l’individuo si presenterà all’azione all’interno del piano fisico.

È ovvia conseguenza di tutto questo che gli AT siano strettamente legati al concetto di umana morale e che a essi possa essere ricondotto qualsiasi elemento etico-morale che faccia parte di un gruppo di individui e, quindi, di una società più o meno grande e complessa; ma di questi risvolti, importanti per capire gli sviluppi sociali e le meccaniche dei gruppi, ci sarà probabilmente occasione di parlare più avanti nel tempo.

[…] Abbiamo visto, dunque, che gli AT influenzano i corpi inferiori dell’individuo e, quindi, danno un’impronta all’Io dell’uomo incarnato con un processo, direi, simile a quello dell’imprinting, ma non vorrei complicarvi troppo le cose.

L’influenza dell’archetipo transitorio sui corpi

Quando e come avviene quest’influenza?
Essa avviene già nel momento in cui l’individuo si avvia verso l’incarnazione, in quanto la vibrazione in partenza dall’akasico attraversa la fascia vibrazionale di un AT e ne resta influenzata, al punto da averne le vibrazioni orientate in maniera tale che la materia che raccoglierà sui piani inferiori per costruirsi il corpo mentale, quello astrale e quello fisico, sarà materia che gli permetterà sia di esprimere quanto l’AT propone come modello ideale di comportamento, sia di sperimentare sul piano fisico la giustezza o meno del modello stesso. 

E, dicendo “sperimentare il modello”, intendo tutta la gamma delle possibilità di sperimentazione: dal seguirlo cocciutamente (tipico comportamento individuale che sfocia nella fede cieca) al contestarlo strenuamente (tipico comportamento individuale che sfocia nell’anticonformismo estremo alle regole dettate dall’AT).

Ritengo che sia interessante, giunti a questo punto, osservare il ciclo vibratorio che si viene a creare dal punto di vista del condizionamento sull’individuo incarnato:

1) l’AT condiziona fortemente in partenza l’individuo che si va a incarnare;

2) l’individuo si scontra con la vita sul piano fisico e con il contatto sia con altri individui collegati allo stesso AT sia con altri individui che fanno riferimento ad altri AT (tipico fenomeno di squilibrio di chi passa dalla frequentazione di un gruppo collegato allo stesso AT – ad esempio la vita di paese – alla frequentazione di un gruppo con AT diverso – sempre secondo il nostro esempio il difficile inserimento nella vita di una grande metropoli);

3) la nuova comprensione raggiunta (definitiva o da verificare ulteriormente) provoca uno spostamento dei collegamenti dell’individuo con l’AT, indirizzandolo verso la parte più alta di esso, ovvero verso le vibrazioni tipiche delle ipotesi maggiormente definite;

– le ipotesi sempre più definite raggiungono il massimo e il corpo akasico le accetta e le inserisce al suo interno come ipotesi “sentite vere”, il che induce all’abbandono di quell’AT, contemporaneamente al raggiungimento del massimo sentire che era acquisibile attraverso esso.

Sembra una cosa molto complessa e un po’ arida, ben lontana dalla vostra vita di tutti i giorni, ma non è affatto vero.
Per cercare di farvi capire che non è proprio così vediamo come questa teoria possa chiarire lo sviluppo dei problemi psicologici dell’individuo, fornendo una prima sommaria teoria di base che possa andare bene sia per i piccoli problemi quotidiani che per i problemi che, magari, finiscono con il trasformarsi in vere e proprie patologie. Ombra
Prosegue in [sf15]

Dal ciclo Sfumature di sentire 2002-2007

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3 commenti su “L’influenza degli archetipi sull’individuo incarnato [sf14]”

  1. Adesso mi è chiaro perché gli AT, possono produrre traumi, essendovi l’individuo che si va a formare influenzato fin dalla nascita.

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  2. “In un certo qual modo si può affermare che gli AT sono il serbatoio di tutte quelle comprensioni frammentarie che il corpo akasico non ha ancora potuto sistemare adeguatamente al proprio interno come sentire raggiunto, in quanto non le percepisce ancora come complete e totalmente vere e che tiene, in attesa di verifica, all’esterno di .”

    Interessante questa concezione degli AT. Da rifletterci su

    Rispondi

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