Domanda sul karma personale: non è indispensabile soffrire

Domanda- Nella vita di ciascuno, e in particolare nella mia vita, accade certe volte che vi sono delle circostanze stranissime, eccezionali, che ti permettono a un certo punto di realizzare quelle cose che dentro di te hai proprio il desiderio di fare.

Questo caso mio particolare riguarda il teatro, che da tanti ostacoli che avevo, a un certo punto, per casi stranissimi, veramente molto particolari, mi si è aperta la via, gli ostacoli si sono abbattuti e io ho intrapreso questa strada. Ora, mi trovo un po’ sconcertata perché non so se è una forma karmica che io debbo continuare a frequentare, oppure se devo lasciare ed essere così stata una meteora..

Guarda, cara, quando accadono fatti di questo tipo che in qualche modo modificano la vita, o gli ideali, o gli atteggiamenti, o i modi di vivere e di comportarsi, è senz’altro dovuto a una situazione karmica.

È una situazione karmica che non stiamo a definire con positiva o negativa, si vedrà poi alla lunga quale sia la situazione karmica reale. Certamente questo appaga il tuo desiderio che, evidentemente, è in armonia con la situazione karmica che devi vivere, in armonia con l’esperienza che devi fare per riuscire a comprendere ciò che devi comprendere.

Io direi in questi casi che la persona deve sempre cercare la stessa identica armonia con qualcosa; perché sì, certamente, si impara attraverso la sofferenza, attraverso le situazioni karmiche negative, ma non è indispensabile soffrire.
Quindi, allora, visto che si presenta una situazione diciamo karmica, da poter affrontare che dà invece felicità e appagamento, bene, in quel momento seguitela, cercate di seguirla, senza preoccuparvi o mettervi in ansia perché domani potrà finire, perché ci sarà qualche motivo che la interromperà.

In quel momento vivete felici, godetevi quella felicità, cercate di comprendere fino a che punto quella felicità è vera, vi dà ciò che volete, vi appaga, vi fa sentire vivi, vi fa sentire coinvolti, parte dell’esperienza che vivete.
Cercate di comprendere che cosa vi sta insegnando: al limite può anche soltanto insegnarvi a imparare ad essere felici.

Affrontate queste esperienze che vi sembrano belle con coraggio, con gioia e con felicità, senza pensare che poi, domani, queste esperienze magari finiranno per farvi soffrire. È possibile, è probabile anzi, ma questo non vuol dire nulla; vuol dire che se veramente avete affrontato l’esperienza felice, sentendola all’interno di voi, vivendola felicemente in quel momento, nel momento in cui l’esperienza sarà finita e vi farà soffrire, vi sarà d’aiuto ricordare quello che vi ha dato di bello. Georgei

D- Hai colto proprio nel segno, perché infatti è proprio questo che mi fa soffrire, il fatto che un domani tutto finirà, e questo allora mi ricollega agli insegnamenti che ho letto nei vostri libri, e cioè che bisogna essere legati al presente e non al passato e neanche al futuro, cogliere il momento presente, senza proiettarsi nel dopo o nel prima. È giusto?

Ma certamente, anche perché, specialmente il dopo è al di fuori, solitamente, di quello che potete sapere: quindi vi provoca delle ansie inutili e vi impedisce di essere sereni e di vivere la situazione.
Mentre, invece, il soffermarvi a guardare quello che è stato prima cosa fa? Non fa altro che farvi vedere un voi stessi che però era diverso, che non avrebbe mai gioito di una certa situazione, ad esempio. Quindi è un attaccarsi a un qualcosa che ormai è morto e sepolto come un fossile di un’era antichissima: non ha nessun senso restare attaccati ai fossili..

Voi siete ciò che siete nel momento in cui lo siete, di momento in momento.

Qualcuno oggi, sentivo che parlava dell’Io dicendo che l’Io cambia di attimo in attimo, sempre un Io diverso. Giustissima cosa; in realtà voi siete sempre una persona diversa ad ogni istante che passa, che passate e che vivete. Georgei


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3 commenti su “Domanda sul karma personale: non è indispensabile soffrire”

  1. Che nel divenire siamo sempre in trasformazione questo è evidente, basta solo imparare a posare l’attenzione sui nostri pensieri , sulle nostre emozioni, sul nostro corpo, sulle nostre azioni. E’ questa consapevolezza che spesso ci fa difetto.

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  2. Il cambiamento continuo viene avvertito con sempre più consapevolezza. Si affina la capacità di cogliere la trasformazione, anche la più piccola, con un senso di rinnovamento continuo. Nasce così la capacità di distaccarsi dal prima e dal dopo, la capacità di essere istante per istante ciò che quel momento permette. Senso di piena Libertà si sprigiona anche quando al fianco può convivere l’umano sentimento di sofferenza.

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