Il rapporto con le persone care scomparse

D – Ti posso chiedere della mia bambina…
Dunque cosa posso dirti? Certamente ti dirò quello che può farti piacere. Scherzi a parte, la tua bambina finalmente è tranquilla come tu puoi benissimo immaginare: ha avuto quello che negli ultimi giorni sperava tanto intensamente di avere, ha lasciato alle spalle tutta la sofferenza che, sì, si era cercata in qualche modo, però purtroppo l’aveva anche trovata, vivendola molto intensamente.

Adesso anche lei, come dicevamo prima, con gli altri amici, sta esaminando un po’ tutta la sua vita per cercare di comprendere il perché di questo suo andare incontro alla sofferenza. E’ un momento che non è sempre facilissimo, perché non sempre si accettano i propri errori, però è aiutata un po’ anche da chi le sta intorno, riesce senza dubbio a uscire da questi piccoli momenti di perplessità e difficoltà. Senza dubbio non è più la bambina, come tu la chiami, in affanno o in tristezza o in sofferenza come tu te la ricordi.

L’importante piuttosto, e questo sarebbe molto importante anche per lei, è che tu riuscissi a ricordarla e a sentirla con più serenità. Perché vedi, mia cara, nel dopo morte si è tutti molto più sensibili rispetto alle vibrazioni, e una sofferenza è una vibrazione, una lacrima, un rimpianto, un dolore è una vibrazione e questi tuoi dolori, questi tuoi momenti di tremenda crisi, di abbattimento si ripercuotono anche su di lei, arrivano su di lei…

Sì lo so che è difficile, è ancora troppo presto perché tu possa riuscirci, ma siamo sicuri che sei una donna coraggiosa e forte e quindi riuscirai a fare anche questo.
Spesso vi chiedete se i vostri cari che vi hanno lasciato, vi vedono.

Su questo non c’è alcun dubbio. Vedete, nel corso delle varie esistenze che conducete (anzi, che conduciamo, perché neanche io mi sono staccato ancora da questa fatica che stiamo facendo tutti assieme, sul piano fisico) si allacciano in continuazione rapporti d’amore più o meno veri, più o meno saldi, più o meno profondi con le persone, e questi rapporti d’amore creano di volta in volta quello che viene definito karma, positivo o negativo a seconda delle situazioni e delle reazioni dell’individuo.

Questi karma fanno sì che le persone tendano, per necessità, a rincontrarsi nelle vite successive per sciogliere i karma, per pagare i debiti karmici o per ricevere il pagamento di un credito karmico per ciò che si è fatto di buono.
Ecco, così, che un po’ alla volta, col passare delle vite, si forma un legame sempre più stretto che si va consolidando attraverso i secoli e attraverso i millenni.
Molte delle persone che voi conoscete nel corso delle vostre vite sono persone con cui voi già avete avuto dei contatti, che sono state vostri amici, genitori, fratelli, parenti, conoscenti e questo legame si fa così stretto che quando si abbandona il piano fisico non si interrompe.

Se il legame esiste ed è un legame sincero resta un filo conduttore che unisce per sempre le individualità, cosicché non vi ha importanza se le individualità risiedono in un piano o in un’altro, il rapporto esiste e vi è la possibilità, grazie al desiderio e all’affetto scritto in se stessi, di sapere, vedere, sentire ciò che accade all’altro individuo sul piano inferiore; ecco così che le persone che abbandonano il piano fisico e hanno un sentimento d’amore verso una persona ancora presente nel mondo della materia sono ancora collegate con lei, riescono a seguirla e, magari, soffrono o gioiscono per quello che questa persona sta vivendo in quel momento.

E’ questo il motivo per cui così spesso vi esortiamo a non piangere per le persone che muoiono in quanto, per ricevere aiuto, hanno bisogno di sentire la vostra gioia, il vostro amore nei loro confronti, non il vostro dolore per la perdita che avete subito.

Il legame d’amore con un’altra persona, quando ormai sì è formato, continua ad esserci; pensate a quello che diciamo così spesso: lo scopo di queste vostre fatiche incarnative qual è?
E’ quello di riuscire a fondervi con gli altri, a sentirvi un tutt’uno con gli altri, e questi legami che andate creando nelle varie esistenze sono alcuni degli allacciamenti che andate creando con gli altri individui.
Un po’ alla volta questi allacciamenti diventeranno sempre più numerosi fino a quando veramente riuscirete a sentirvi uniti gli uni con gli altri. Sono legami, quindi, che restano nel corso dell’evoluzione dell’individuo e non soltanto restano ma anche si ampliano e diventano sempre più numerosi, un po’ alla volta.

D – Ma se un mio trapassato si incarnasse su un altro continente con tempi diversi da me, che legame può esserci ancora tra di noi?

Diciamo che, col tuo Io attuale, certamente non vi sarà alcun legame consapevole, però il legame esiste, indelebile in quello che è il suo corpo superiore, il corpo akasico, il corpo della coscienza, ed è quello stesso legame che porterà l’individuo, allorché sarete incarnati contemporaneamente, a dirigersi verso di te per incontrarti ancora e, in qualche modo, fare ancora esperienza sulle cose che, magari, non avevate compreso in una vita precedente, senza rendervi conto, probabilmente, che tutto risale a una vita precedente.

Molte di quelle che voi definite simpatie o antipatie istintive provengono da questi antichi legami che voi non ricordate: da problemi irrisolti risultano antipatie, da momenti belli vissuti assieme risultano simpatie e così via, ma voi non li riconoscete più come Io: tuttavia la parte più alta di voi riconosce in qualche modo queste esperienze e le attrae o le respinge grazie alle connotazioni che voi date loro razionalmente nel corso delle esperienze che state vivendo.

D – Io ho perso un figlio sei anni fa. La notte dopo, verso l’alba mio marito sveglio, cosciente, ha visto accanto a lui un grosso globo di luce che lui non riesce a descrivere. In seguito ha avuto spesso la visione di mazzi di fiori dai colori bellissimi ma, secondo lui, non rapportabili a quelli che conosciamo comunemente noi. Può darmi una spiegazione? 

La spiegazione, mia cara, è la più semplice e quella che tu già sai, interiormente: era un tentativo di far sentire la sua presenza, di farvi sentire che esiste ancora, che vi ama, che vi segue e che vi è accanto. C’è una cosa che posso aggiungere: dovreste essere contenti di tutto questo: è evidente che l’entità che riesce a trasmettere delle simbologie così tranquille, così luminose è un’entità che è serena, tranquilla.

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D – Questo lo provo anche io perché a distanza di sei anni siamo sereni e ci sembra di sentirlo accanto, vicino, al punto di percepire in certi momenti dei consigli, dei suggerimenti, che si rivelano sempre giusti, dandoci la netta impressione che nostro figlio veramente ci vede e ci segue, ci aiuti in un certo senso.

Ecco, hai fatto bene a dire “ci aiuti, in un certo senso”… in realtà tutte le persone che vi hanno abbandonato nel corso della vostra vita continuano a seguirvi e a restarvi accanto e qual è il desiderio di una persona che segue un’altra persona a cui è affezionata? Quello di aiutarla, cercando di suggerire ciò che più ritengono giusto fare per evitare alla persona amata di commettere errori. 

Questo potrebbe, in teoria, andare a cozzare contro la legge del karma perché se l’individuo deve attraversare certe esperienze e dall’aldilà gli arrivano suggerimenti su come evitare i problemi, ecco che andrebbe a carte quarantotto l’intero disegno dell’Assoluto.
Allora cosa succede? Succede che tutte queste entità continuano sempre a mandarvi queste idee utili per voi stessi, solo che voi non potete recepirle tutte, recepite solo quelle per cui tanto sareste arrivati voi stessi a quella soluzione, a quell’atto. Così da una parte recepite l’amore che loro vi mandano e dall’altra parte mettete in atto quello che voi avete compreso.

Se, invece, voi sentiste sempre i consigli che vi vengono inviati, voi non andreste mai incontro alla sofferenza, non subireste mai esperienze dolorose e questo, purtroppo, non è possibile; insomma: recepite tutte le cose per cui eravate già pronti a modificare voi stessi. Non vi è nulla, insomma, che vada contro le leggi dell’Assoluto.
È un po’ quello che accade in questi incontri: quante volte, io o i Maestri, diamo delle indicazioni alle persone che partecipano senza che neppure, spesso, venga richiesto, eppure pochi sono quelli che recepiscono davvero l’indicazione che si è voluta dare. 

Questo perché? Perché la persona che sta ascoltando non è pronta a recepire quella cosa, deve passare attraverso a quell’esperienza per comprendere e deve passarci direttamente, altrimenti non comprenderebbe.
Ecco che, allora, la cosa che viene detta, le scivola sopra e non riesce a recepirla. Magari, dopo aver vissuto l’esperienza, si ricorderà e dirà “Oh, ma guarda, Moti o Michel o chissà chi mi aveva detto questo e se ci avessi pensato un attimo sopra!”
Ma la giustizia dell’esistenza è proprio questa: ognuno deve fare il proprio cammino sulla propria pelle e grazie alle proprie esperienze. Georgei


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8 commenti su “Il rapporto con le persone care scomparse”

  1. Quante volte mi sono chiesta e mi chiedo ancora, come stanno le persone care che hanno lasciato questo piano. Mantenere un dialogo con loro, mi e’ sembrato naturale. Anche se non ho mai avuto segnali, come nel racconto sopra descritto, non ho mai dubitato che possano trovarsi vicino a me. Non nascondo che mi farebbe piacere poter avere una prova tangibile di quel che sento, ma poi penso che e’ solo un atto egoistico il mio, che devo fidarmi di cio’ che sento. Non manca a volte lo sconforto e il dolore per non essere riuscita ad evitare il verificarsi di scene cosi’ dolorose, ma mi sostiene la fiducia che tutta ha un senso e che, per quanto difficile da accettare sul piano del divenire, questa fiducia non e’ mai venuta meno. Letture di questo tipo, mi confortano, anche se posso affermare, che c’e’ una parte di me che non ha mai dubitato del fatto che la morte sia’ in realta’ un momento di passaggio e che il Cammino di Conoscenza prosegua anche al di la’ di quella che noi percepiamo come vita. Prego affinche’ il cammino sia lieve e perche’ i nostri percorsi ci portino ad incontrarci di nuovo.

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  2. Grazie a Georgey per il dono che ci ha fatto con questo insegnamento e grazie a Natascia per la sua toccante e preziosa testimonianza. Fa bene sapere che niente ci separa , incarnati e trapassati.

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  3. Bello sapere che non esiste separazione, che neppure la morte divide. Ma ancor di più è sapere che chi ci ha lasciato sul piano fisico continua ad interagire con noi e che continueremo anche nelle vite future ad averli vicini.
    L’Amore non ha confini e tutto pervade

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