Credulità, illogicità: l’esempio della metempsicosi

Una delle scienze più antiche di cui ancora rimangono le tracce ai giorni nostri è l’astrologia;  le sue basi, infatti, si possono far risalire addirittura alla civiltà di Atlantide, quella grande civiltà, quella grande razza che precedette sul pianeta Terra l’incarnazione della razza attuale, e che più della razza attuale basò la sua vita e la sua evoluzione sullo studio e l’approfondimento di concetti filosofico-magici, considerando però come magia non quella delle fatture, dei malocchi e di cose del genere – che attualmente sembrano prosperare nella vostra civiltà, specialmente quando vi sono dei “polli” da spennare – ma considerando invece magia la scienza della conoscenza, della conoscenza non soltanto del mondo fisico ma anche del mondo ultrafisico.

L’astrologia è dunque una scienza che in qualche modo fa da “ponte” tra le due razze, anche se la maggior parte dei suoi elementi sono stati – col passare del tempo, dei secoli, dei millenni – un po’ alla volta travisati, mutati, arrivando alla vostra epoca in forma tale da fare dell’astrologia, di norma per lo meno, più un insieme di piccole cose per donnette pettegole che altro.

Uno dei punti cardinali su cui l’astrologia attualmente si basa è quello che indica l’influenza che hanno i pianeti, le stelle e i corpi celesti in generale sull’essere umano. Viene infatti affermato che questi corpi celesti che roteando nell’universo con i loro movimenti e le loro vibrazioni influenzano la vita di ogni essere umano dal momento della sua nascita almeno fino al momento della sua morte.
Tuttavia questo concetto che sta alla base dell’astrologia attuale è completamente errato: infatti non è vero che siano gli astri, i pianeti, le stelle ad influenzare la vita dell’essere umano, bensì è vero il contrario.
Mi spiegherò meglio, perché certamente questo punto lascerà sconcertati coloro che ascolteranno le mie parole.
Intendevo significare che ogni essere umano – nel corso della sua vita – non viene influenzato dagli astri ma è tale per cui egli, con le sue vibrazioni, influenza invece gli astri, i pianeti e le stelle.

Ricordate, infatti, che ogni essere umano, in realtà, è un piccolo microcosmo, ovvero una ripetizione in piccolo (anche se relativamente piccolo) di quello che è il macrocosmo e che ha in sé delle forze, delle energie, delle vibrazioni di una potenza eccezionali.
Tant’è vero che, allorché riesce ad aprire i sensi dei vari corpi che lo costituiscono, l’individuo acquista gradatamente delle capacità che hanno del sovrumano.
Il fatto stesso di essere costituito da vari corpi, da materia appartenente a diversi tipi di qualità di materia (fisica, astrale, mentale…) fa dell’essere umano un accentratore e un dispensatore di energie straordinario, così straordinario da poter con queste sue energie, con queste sue vibrazioni, influenzare il moto dei pianeti, influenzare il loro clima, influenzare l’accensione e lo spegnimento degli astri.

Talvolta vi siete chiesti se è vero quello che scrivono su certi giornali: che il pianeta tale influenza, o che la luna ha degli influssi e via dicendo.
Non risponderò direttamente a questa domanda, ma mi addentrerò per un momento, lasciando per un attimo da parte quanto ho detto, in un altro tipo di problema che è apparentemente slegato con l’inizio del mio parlare ma che poi, come vedrete, si ricollega in un tutt’unico.

Noi abbiamo affermato più volte, insistito più volte (e più volte affermeremo e insisteremo ancora) che la verità non può essere una cosa illogica.
Infatti se è vero che la verità è ciò che permea tutto il creato e se è vero che la Verità Assoluta è l’Assoluto stesso, questo sta a significare che non vi è spazio per le cose casuali, e siccome le cose casuali sono al di là di qualsiasi logica, non vi è spazio per l’illogicità. Ne consegue, quindi, che la verità deve necessariamente possedere una sua logica e che qualsiasi cosa venga detta in nome della logica non può e non deve stridere con altre cose dette nello stesso nome.
Vi possono essere, magari, delle differenze; vi possono essere delle verità che quando vengono allargate possono mutare prospettiva mutando la verità più piccola che era stata enunciata; tuttavia, specie allorché si tratti di un insegnamento di qualche tipo, ogni piccola verità che componga l’insegnamento deve costruire un quadro coerente, logico, arrivando a spiegare tutte le cose, senza lasciare nei, senza contrasti, senza diventare assurda e arrampicarsi sugli specchi per poter spiegare ciò che sembra non poter essere spiegato.

È sempre accaduto nel corso dei millenni, accade adesso e accadrà ancora, che presunte Guide, presunte Entità, vengano a portare il loro insegnamento all’essere umano.
Benissimo, dico io, questa è una cosa grandiosa, è una prova in più – se ve n’è bisogno – che il mondo fisico non è limitato a se stesso ma è seguito ed è in collegamento continuo col mondo ultrafisico il quale, spoglio dai vincoli della più pesante materialità, ha forse maggiore possibilità di poter aiutare, di poter fare comprendere chi è ancora stretto nella materia fisica.

Ecco così che da più parti presunti maestri e guide portano insegnamenti.
Tuttavia io userei una certa cautela prima di prendere un insegnamento di qualsiasi tipo e di affidarmi ad esso ciecamente; tenete presente, infatti, che per poter comprendere se un insegnamento è vero (e questo, lo abbiamo visto prima, si può comprendere soltanto allorché se ne vede la logica continua, la razionalità continua, la spiegazione continua di causa ed effetto per arrivare a spiegare l’insieme del quadro) non basta ascoltare quest’insegnamento per brevi tratti, non basta ascoltare alcune pagine di messaggi e non basta neppure ascoltarli per alcuni mesi o, addirittura, per alcuni anni.
Infatti è facile poter creare un insegnamento fittizio, irreale e non veritiero se viene portato avanti per un tempo limitato, limitando quindi anche le possibilità di errore, di contraddizione, di essere colti in fallo.

Quindi a tutti coloro che si accingono a fare una ricerca di tipo spirituale, a cercare di comprendere un insegnamento, il mio suggerimento è di portare pazienza e seguire l’insegnamento che a loro sembra più confacente e giusto per un periodo non indifferente di anni 5, 6, 7, anche 8 anni, perché solo dopo un periodo così lungo si può avere un quadro di quanto è stato detto, si possono veramente vedere le contraddizioni che vi possono essere state e ci si può veramente fare un’idea se ciò che è stato detto è verità o meno.
Non mi riferisco a casi evidenti di produzioni più o meno inconsce da parte di menti che si barcamenano alla bell’e meglio con sciocchezze o fumosità spesso scoordinate e prive di logica (anche se, magari, con tante belle parole affettuose per colpire la sensibilità e il bisogno di affetto che ogni persona, in fondo, ha in sé), ma ai casi in cui i presunti insegnamenti vengono presentati da menti accorte che, quindi, sanno fare bene la coordinazione di quello che affermano mantenendosi sul filo del rasoio con abilità; ma, anche in questi casi, se il tempo è abbastanza lungo, il rasoio finirà per tagliare loro le piante dei piedi e per mostrare ai creduli che ascoltavano ingenuamente che il sangue che ne sgorga è sangue umano e non essenza divina!

Voi direte che Scifo, come suo solito, sta partendo per la tangente e dall’astrologia sta arrivando a tutt’altro!
Non è così: infatti tra i problemi che affliggono coloro che si gettano a testa bassa in un vero o presunto insegnamento, vi è quello di correre il rischio di accettare qualsiasi cosa venga detta (dalla più elevata alla più grande baggianata) soltanto perché apparentemente colui che la proferisce è un’entità, uno spirito, un Maestro (o sedicente tale) che ha lasciato il piano fisico, e supponiamo che così sia davvero.
Ma io vi dico, creature, di fermarvi un attimo a ragionare perché qualsiasi individuo che abbandona il piano fisico si porta con sé buona parte di ciò che era sul piano fisico e non è quindi detto che ogni individuo che lascia il piano fisico, alla sua morte diventi improvvisamente una diramazione divina, un piccolo “Colui che sa”.
È molto più facile, infatti, che colui che lascia il piano fisico sia ancora lo stesso di prima, con le stesse miserie, le stesse incomprensioni, gli stessi pregiudizi e soltanto in più una maggiore possibilità di muoversi all’interno del nuovo piano d’appartenenza.
Quindi c’è sempre da prendere con cautela ciò che una sedicente entità dice (e supponiamo sempre che sia una entità veramente), e l’unico metro, l’unica possibilità per comprendere se ciò che viene detto è nella verità o no, è, come dicevo prima, di seguire per lungo tempo ciò che viene detto con spirito critico, con acutezza, rilevando le contraddizioni, gli errori e via e via e via, senza quindi accettare per oro colato tutto ciò che viene portato a chi ascolta.

Quanto avevo detto io come introduzione al discorso riguardo all’astrologia è uno di questi esempi: se io avessi continuato con bella faccia tosta a parlare, certamente ciò che stavo dicendo sarebbe stato accettato dai più: sarebbe stato accettato, “compreso”, assimilato e ritenuto una verità “vera”, mentre non era altro che una delle tante baggianate che prima citavo.

Infatti, vi rassicuro, non è assolutamente vero che l’individuo influenza i pianeti, ma è certamente vero  invece il contrario, ovvero che i pianeti, le stelle, gli astri hanno una certa influenza sull’andamento della vita di ogni essere incarnato.
Attenzione, però: supponiamo che chi ha ascoltato fosse per un momento – magari – accecato dal fideismo, o fosse tanto convinto della realtà di Maestro di colui che parlava da credere fino in fondo alla baggianata detta. Questa persona potrebbe obiettare che, in fondo, in base a quanto ho detto io sulla logicità e sulla razionalità delle cose, il mio discorso non era, su queste basi, poi assurdo.
Infatti mi ero premurato di far riferimento ai vari piani di esistenza. Mi ero premurato di far notare le energie che l’individuo può mettere in moto, di portare, quindi, tanti piccoli elementi che in se stessi potevano avvalorare l’assurda ipotesi che vi avevo portato.

Ecco, quindi, che si rivela come vero ciò che io affermavo prima, ovvero che non basta ascoltare un messaggio o alcuni messaggi per alcuni mesi per poter dire se ciò che viene detto è la verità o meno, ma è necessario osservare, ascoltare un insegnamento in un arco di tempo non indifferente, in modo da avere il maggior numero possibile di elementi su cui poter giudicare. Perché vi garantisco, creature, che nessuna entità poco evoluta, così come nessun inconscio (per astuti che possano essere) sono in grado di portare avanti un insegnamento per una decina d’anni senza cadere, prima o poi, in contraddizioni, in assurdità logiche, in irrazionalità che non hanno alcuna giustificazione e che dimostrano quindi quanto l’insegnamento apportato non era nella verità.

Molte volte è stata posta la domanda se e quanta verità vi sia nelle religioni, ed è stato risposto che in ogni religione vi è una buona parte di verità, anche se poi, solitamente, vi sono stati aggiunti degli elementi, delle deformazioni che hanno portato lentamente queste religioni a divergere in uno o più punti dalla verità.
Un esempio di questo tipo di credenze è quella che viene comunemente definita “metempsicosi”.
Per chi non conoscesse questa parola dalla dizione così difficile, spiego che essa è una teoria la quale afferma che ogni individuo che muore – se ha condotto la sua vita in modo maligno, colpevole, cattivo – si reincarnerà nella vita successiva non in un altro essere umano, bensì in un essere inferiore, ovvero in un animale.
Teoria suggestiva, certamente, perché all’essere umano, così presuntuoso, così convinto della propria superiorità sugli altri animali del pianeta Terra, può far piacere che altri esseri umani che giudica (attraverso la mediazione del suo Io) condurre una vita negativa, sconteranno il fio (castigo, ndr) delle loro colpe incarnandosi in animali più o meno simpatici.
È un po’, in fondo, l’analogo del concetto cattolico dell’inferno in popoli e in genti che sono molto più vicine alla natura e all’animismo, per cui – invece di creare sensi di colpa e reazioni ai propri istinti, facendo balenare davanti agli occhi l’idea delle fiamme senza fine – han finito per far balenare davanti agli occhi di questi popoli l’idea della reincarnazione “punitiva” in esseri animaleschi.

Io vorrei questa sera farvi notare, attraverso l’insegnamento che fin qui abbiamo portato, quanto la teoria della metempsicosi, in realtà, sia semplicemente assurda.
Se, infatti, diamo per scontato che evolvere significa un sempre maggiore allargamento di coscienza, se diamo per scontato – come sempre abbiamo affermato – che l’individuo ad ogni incarnazione conquista sempre, qualunque tipo di vita conduca, un’evoluzione maggiore in misura più o meno grande a seconda delle motivazioni che hanno spinto le sue azioni, com’è possibile che un individuo, alla fine della vita fisica, allorché si ripresenta nella materia per vivere ancora, si incarni in un essere che ha, chiaramente, un’evoluzione, un sentire e una coscienza inferiori a quella dell’essere umano?
Direi che basterebbe questo punto per far comprendere quanto questo concetto, il concetto della metempsicosi, sia errato; ma non è il solo.
Certamente voi ricorderete che abbiamo parlato a lungo, più e più volte, dei vari corpi che costituiscono l’essere umano.

Abbiamo cioè parlato del corpo fisico, del corpo astrale, del corpo mentale, del corpo akasico e dei corpi spirituali, affermando che, a mano a mano che l’individuo si evolve, essi acquistano sempre maggiore sensibilità, hanno cioè i loro sensi sempre più affinati, sempre più adatti ad esprimere la nuova evoluzione raggiunta. E quest’insegnamento, mi sembra, è stato compreso e accettato da tutti.
Ma se è così, allora applichiamo la logica e la razionalità al concetto di metempsicosi: infatti l’animale, per evoluto che esso possa essere, non avrà mai dei corpi strutturati, dei sensi strutturati sui vari piani, capaci di esprimere l’evoluzione anche dell’uomo più inevoluto; ricordate infatti che l’animale ha un corpo fisico, possiede anche un corpo astrale di una buona struttura, incomincia a possedere anche un corpo mentale meno informe, tuttavia il corpo akasico è ancora informe. Il che sta a significare che un essere umano che abbisogna di un corpo mentale già ben strutturato e ha un corpo akasico che incomincia a strutturarsi già più complessamente, non può certamente incarnarsi in un essere che non gli permette di esprimere ciò che il suo corpo akasico gli può fare esprimere, anche perché in quel modo, chiaramente, vivrebbe una vita inutile alla sua evoluzione.
Infatti, ogni incarnazione successiva serve per poter esprimere maggiormente ciò che si è imparato, e incarnarsi in un corpo che non possa far esprimere l’evoluzione conseguita è, ripeto, un’incarnazione inutile; e nella logica dell’universo, nella logica dell’Assoluto, non vi può essere nulla che sia inutile e irrazionale!
Naturalmente tutto quanto detto, più tanti altri elementi, possono indicare come la metempsicosi non sia una dottrina accettabile sia dal punto di vista logico, sia dal punto di vista razionale, non sia quindi parte della verità.

Tuttavia anche senza andare a cercare teorie esotiche come può essere questa, accade molto spesso di sentire teorie altrettanto assurde frequentando i circoli spirituali disseminati un po’ dovunque.
Ci raccomandiamo quindi a tutti coloro che credono che noi e le altre guide di altri gruppi che da anni e anni stiamo operando, stiamo portando una certa verità con una certa coerenza, una certa logica, una certa razionalità, di ricordare quanto detto fino a questo punto, di ragionare sempre su ciò che arriva alla loro mente; anche su quello che da noi proviene, perché è giusto, è logico, è bello addirittura essere pronti a notare ogni incongruenza che viene affermata anche da chi più si ama, stando sempre attenti a non perdere la misura della realtà, stando sempre attenti a non cadere nell’irrazionalità, nell’illogicità, a non voler spiegare le cose più semplici con le teorie più fantastiche create magari per incantare gli altri o per incantare, al limite, persino se stessi, perché non v’è peggiore assertore della verità di colui che vuole a tutti i costi credere in ciò che afferma senza prima aver meditato se ha compreso e se ciò che sta proponendo agli altri ha davvero la possibilità di essere la verità che afferma. Scifo


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3 commenti su “Credulità, illogicità: l’esempio della metempsicosi”

  1. Credevo che il termine “metempsicosi” fosse sinonimo di reincarnazione non di reincarnazione in corpi meno evoluti. Il post è molto chiaro.

  2. Questo post è chiaro e ancora una volta le guide ci richiamano a non lasciarci affascinare da percorsi più o meno consolatori o magici. Logicità e ricerca della Verità richiedono impegno, discernimento e attenzione.

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