Non esiste la possibilità di scegliersi l’incarnazione

D – Io volevo sapere se quelle che solitamente qui, in questo Cerchio, vengono definite Guide sarebbero le Entità che praticamente sono uscite dalla ruota delle morti e delle rinascite, oppure se sono solo a livelli superiori sempre dei piani inferiori. 

Guarda, cara, non è che si possa generalizzare, perché tu sai che siamo in molti che interveniamo. Io, per esempio, non sono uscito dalla ruota delle nascite e delle morti, l’ho detto spesso, non è tantissimo che ho abbandonato il piano fisico, ne ho combinate anche abbastanza nel corso della vita e, quindi, certamente avrò ancora altre vite da fare, e con me molti altri, come per esempio Zifed, come Gneus, e via dicendo.

E poi vi sono, invece, alcune altre Entità, ma non sono tante, comunque, non sono molte, che invece hanno già abbandonato la ruota delle nascite e delle morti, non si incarneranno più, hanno finito il loro ciclo evolutivo all’interno del pianeta e stanno adesso svolgendo il loro compito di Guide per far sì che il Disegno vada avanti nel modo in cui è stato disegnato.

D – Ecco, quelle sarebbero le cosiddette Guide, e quelle altre sono Entità come te, che hanno ancora …

Ma, guarda, in realtà Guide lo siamo un po’ tutti, no?, perché si dice “guida” di una persona che ha la possibilità di guidare un altro verso qualche luogo, verso qualche comprensione nel nostro caso. Ora, chiaramente, anche soltanto per il fatto di essere meno governato dall’Io, così come sono io in questo momento, significa che ho un’apertura maggiore, una possibilità maggiore di comprensione rispetto a quella che avete voi; quindi vuol dire che, comunque sia, qualcosa posso insegnarvi, posso guidarvi verso qualche cosa che io ho compreso e che voi ancora dovete comprendere.

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D – Tipo “pagare le tasse”.

Esattamente: tipo pagare le tasse… e questo qua è un punto su cui io e il mio amico qua non siamo molto d’accordo, ma pazienza; quando poi verrà dalla mia parte gli farò capire i risultati di certe azioni facendogli vedere direttamente il risultato di quelle azioni a cosa ha portato.

D – Ecco, perché appunto io sentivo anche da certe cronache che c’erano delle persone che si reincarnavano anche dopo 50 anni e che ritrovavano ancora la famiglia che avevano avuto nella vita precedente. Più che altro queste erano cronache che riguardavano l’India.

Guarda, in teoria ci si può anche incarnare subito dopo aver abbandonato il piano fisico, a volte, per esempio, è capitato – e sarebbe capitato anche questa sera, se qualcuno avesse chiesto, perché c’è un caso qua, tra le persone qui presenti – se qualcuno avesse chiesto notizia di una particolare persona che ha lasciato il piano fisico, avrei dovuto dire che questa persona in realtà è già incarnata nuovamente.

A volte accade che l’incarnazione sia così immediata; però non è una cosa molto comune, è più facile che vi sia un certo periodo di tempo, anche perché il cambiamento del tempo all’interno del pianeta fisico modifica condizioni sociali, modifica condizioni culturali, e via dicendo, quindi lasciar passare un certo periodo di tempo significa trovarsi immersi in una situazione diversa, con nuove possibilità di esperienza rispetto a quella che si è lasciata.

D – Sì, ma tu, per esempio, ora lo puoi sapere quando sarà il momento in cui ti reincarnerai di nuovo?

No, no, no, non lo so.

D – Però magari c’è anche chi lo sa. E’ una cosa che uno la può…

Ma, guarda, questa è un po’ una favola. Da parecchie parti si afferma, ad esempio, che le entità hanno la possibilità di scegliersi l’incarnazione: non è vero.
Non è vero ed è anche abbastanza evidente che non può essere vero, perché se tutti potessero scegliere di incarnarsi quando vogliono non ci sarebbe nessun Disegno; il Disegno andrebbe tutto a carte quarantotto; non so, tutti vorrebbero incarnarsi – ad esempio – nel 2005 e allora negli altri anni non ci sarebbe più nessuno incarnato, no?

Non ha senso. Il Disegno è quello, vi sono determinato persone incarnate e, di volta in volta, c’è la possibilità per un certo numero di entità che non sono più incarnate, che hanno ormai compiuto il loro cammino nel dopo-morte, hanno finito di comprendere quello che dovevano comprendere (nel dopo-morte, ndr), e via dicendo, di trovarsi di nuovo immersi nella materia fisica per fare una nuova esperienza incarnativa per aumentare la loro comprensione.

D – Dicendo questo, hai sollevato un dubbio sul quale molte volte ho riflettuto. Il discorso che “ci si può reincarnare dopo poco tempo”: non c’è sempre quel percorso obbligatorio dell’abbandono dei veicoli, primo uno e poi l’altro?

Ah, certamente; questo accade sempre e comunque, ma non dimenticate, comunque, che il tempo del piano fisico è diverso da quello degli altri piani.

D – Appunto, pensavo questo. C’è una discordanza cronologica dei tempi sui vari piani.

Certamente; questa qua è una cosa difficile da comprendere, ma quando per voi è passato un giorno, magari per un’entità all’interno del piano astrale può essere passato un anno di tempo astrale, ad esempio. È difficile riuscire a capire questa cosa finché non si vive direttamente e con una certa coscienza, chiaramente.

D – Senti, scusa, già da tempo volevo chiedere una cosa: io leggo le vite di questi uomini che sono diventati grandi scienziati, grandi artisti, persone che hanno fatto grandi scoperte, però mi son sempre domandato se è una faccenda dei veicoli nuovi per ogni incarnazione o dietro queste capacità c’è anche l’esperienza che tu hai acquisito in vite precedenti?

Certamente, senza alcuna ombra di dubbio, c’è una predisposizione verso certe questioni, no? Voi, che seguite da tutti questi anni, siete arrivati al Cerchio, a seguire l’Insegnamento per vent’anni, perché già in vite precedenti eravate venuti in contatto con questo aspetto della realtà, vi aveva interessato, magari nel dopo-morte in qualche maniera eravate riusciti ad aumentare la vostra conoscenza della cosa e avete quindi seguito anche in questa vita quel percorso, perché quanto avevate sperimentato prima segna una specie di imprinting – diciamo così, per restare con un termine che conoscete dall’Insegnamento – all’interno dell’individuo che compie la sua esperienza.

Questo non significa però che non ci possa poi essere una vita totalmente diversa invece, che nella prossima vita ognuno di voi faccia un’esperienza di vita proprio completamente lontana da questo tipo di ambiente, da questo tipo di spiritualità, e via dicendo.

D – Sì, però pensavo che poi ci vuole anche la struttura dei veicoli, per esempio un grande cervello per un pensatore, per un matematico; ci vogliono delle strutture fisiologiche, diciamo.

Certamente, ma tenete presente una cosa: la Realtà sapete che esiste tutta scritta, ma non è scritta solo la realtà del piano fisico, è scritta “tutta” la realtà; quindi è scritta l’esistenza del famoso pensatore col suo corpo fisico, col suo corpo astrale, il suo corpo mentale e via dicendo, no?

D – Quando l’entità deve reincarnarsi viene avvertita, lo viene a sapere, qualcuno glielo dice che deve riaffrontare l’esperienza terrena?

Veramente no. No, no, no. Può avvertirlo come sensazione di sentirsi pronto, ma accade una situazione abbastanza strana nella maggior parte dei casi, una specie di sonno in cui cade l’entità per trovarsi poi all’interno del corpo fisico, pronto a portare avanti la nuova esperienza.

D – Si sente proprio scivolare nel corpo fisico?

Diciamo che può essere un po’ il contrario di quello che succede agli strumenti quando vanno in trance, no? Gli strumenti si sentono scivolare in questa condizione strana, sentendosi annullare un po’ alla volta, sciogliere un po’ alla volta nella situazione così particolare, e lo stesso accade all’entità che deve incarnarsi, che si sente – per analogia si potrebbe dire – invece appesantire fino a prendere contatto con la materia fisica.

D – Però le entità più evolute lo possono sapere, oppure…?

Ripeto: è possibile che se ne rendano conto, certamente.

D – Qual è la molla che fa scattare la passione tra due persone coinvolgendo e travolgendo tutti i loro sentimenti e rendendoli vulnerabili nel rapporto dell’altro.

Ah, mi dici niente, cara! Vuoi tenermi qua fino al 3000, praticamente! Vedrò come riassumere un po’ questo discorso senza fare troppa confusione. Intanto, bisogna stabilire con precisione che cosa si intende per passione; se si intende una passione dei sensi o una passione di tutto l’essere degli incarnati.

D – Direi di tutto l’essere.

Beh, quando si tratta di una passione che coinvolge tutto l’essere – anzi, tutti e due gli esseri, perché sarebbe molto meglio che la cosa coinvolgesse due esseri invece che uno solo, perché allora poi arrivano le frustrazioni, no? – molto spesso si può fare riferimento a quanto dicevo prima, ovvero a qualche collegamento, qualche legame già esistito in vite precedenti; magari un affetto che non era andato a termine, un affetto molto molto forte che per qualche motivo si rinnova.

Non è detto che un affetto molto forte di una vita precedente sia un affetto semplicemente tra marito e moglie; potrebbe essere un affetto tra padre e figlio, tra madre e figlia, e via dicendo, che in una vita successiva ritrovano questo amore e questo amore viene interpretato attraverso i nuovi individui in cui sono incarnate le entità e diventa per l’occasione, per quella occasione, magari, giusto un amore invece tra moglie e marito, tra uomo e donna. 

Lo so che questo può essere un discorso che lascia un po’ perplessi, perché può dare quasi l’idea di incesto, in questo modo, ma in realtà qua si tratta di amore; l’amore non è che possa essere molto differenziato a seconda dell’oggetto del desiderio, l’amore è un sentimento che non ha un sesso, poi, alla fin fine; questo amore viene portato nel corso delle varie vite e poi si esprime con la persona verso cui questo amore, questa vibrazione d’amore ottiene una risonanza particolare; ed è una risonanza particolare che coinvolge un po’ tutto l’individuo, mette in moto le energie dei corpi astrali degli individui, mette in moto le reazioni fisiche, portando a tutto quel complesso di sensazioni, di modo di essere, di vivere, di contrasti anche, a volte, che voi definite “passione’, non la passione dei romanzi, ma quella vera, di tutti i giorni.

D – Scusa, Georgei, questa spiegazione che hai dato, mi sembra molto romantica, però ci sono anche delle altre componenti? Cioè ci deve essere un perché akasico per cui questi individui hanno da fare un qualche cosa insieme, altrimenti sembrerebbe che questi amori rimangono eterni, vita dopo vita ti reincontri sempre con quello lì, cadi nella passione più forte e avanti così? Ci deve essere un perché, un senso di costruzione, di capire, non so …

Ma il senso di costruzione è dato da quello che dicevo prima, perché quando si stabilisce un amore tra due persone questo amore non è fatto soltanto di poesia, di bellezza, e via dicendo, ma è fatto di scambi, è fatto di azioni reciproche, e quindi mette in moto un insieme dei meccanismi che danno vita a piccoli o grandi karma. Questi piccoli o grandi karma si ritrovano poi in una vita successiva e, su questa base di comprensioni non effettuate – perché i karma, poi, sono dovuti a incomprensioni – ecco che si ricrea un nuovo amore al fine di cercare di sperimentare quelle comprensioni che in quella vita là non avevano messo in atto.

D – Quello che dicevi prima mi dava l’idea di questi esseri accoppiati che proseguono all’infinito sempre in coppia, cioè accoppiati fra di loro e basta.

In un certo senso è anche così, comunque.

D – Anime gemelle?

Beh, in un certo senso sì. Io ripeto: quando si stabilisce un vero rapporto d’amore tra due persone, tra due individualità, tra due esseri viventi, questo rapporto d’amore si porta avanti nel tempo e quando ci si reincontra in qualche modo rinasce. Non nascerà magari come passione dei sensi, non nascerà come rapporto marito e moglie, ma nascerà magari come grande amicizia, per esempio. La grande amicizia è un rapporto d’amore.

D – Sì, sì, siamo d’accordo. Io pensavo che però, quando si è raggiunto un “top” di armonia con una persona, ad esempio, non avesse più senso reincontrarla perché c’è da sperimentare cose diverse; che fosse quasi un perderla, o un “inglobarla”, se vuoi, ma comunque un essere a contatto senza che ci sia bisogno di essere a contatto nella vita.

Ma, cara, la persona che incontri non è la stessa che avevi nella vita precedente, le sue esigenze sono diverse, le sue comprensioni sono diverse, i suoi desideri e bisogni di comprensione sono diversi, come lo sono i tuoi; ed ecco, quindi, che il rapporto continua e si perfeziona semmai.

D – Quindi è anche, appunto, possibile che si continui con un’entità che però ha spoglie diverse, corpi diversi, e quindi il rapporto si perfeziona attraverso vari incontri. Questo dicevi?

Ci sono stati dei casi, e ne conosco alcuni, ad esempio, in cui due entità hanno continuato a incarnarsi nel corso dei secoli per 10 o 20 vite perché non riuscivano mai a superare contemporaneamente i problemi che avevano; quindi si creavano vicendevolmente del karma negativo e quindi dovevano reincontrarsi per superarlo; superavano magari quello ma creavano qualcos’altro, fino a quando non sono riusciti ad arrivare a un punto di equilibrio abbastanza buono, dopo il quale da alcune vite non si incontrano più però ci sarà ancora la possibilità che si incontrino successivamente per verificare se quanto avevano compreso assieme è ancora valido o no, o se c’era ancora qualcosa da aggiustare, in realtà. Georgei


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Elia

Grazie

Catia Belacchi

Chiaro, grazie.

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